Real Laura, un sogno realizzato e la vittoria di una contrada

I sogni spesso hanno un'eco ridotta rispetto agli altri, fanno meno rumore, ma questo non significa che sono leggeri, privi di responsabilità e rincorse, questo non significa che le emozioni che ne derivano non abbiano la stessa consistenza di quei sogni cuciti sui petti dei giganti. Perché vincere un campionato, sia di Serie A o dell'ultima categoria, la Terza, è sempre un'impresa da giganti. Non ci saranno le telecamere a riprendere ma i ricordi avranno la stessa valenza e il tifo di poche decine di persone sarà come il boato di uno stadio intero.
Il Real Laura uscì per la prima volta dalle nostre bocche che non avevamo nemmeno la barba, quando l'unico pensiero era trovare il nome alla squadra di calcetto per i tornei estivi. Prima di bussare alla porta di una sacrestia ed essere accolti da un prete di contrada appena arrivato in Parrocchia, il Real Laura era un nome, una scritta in penna sui vari cartelloni che segnavano le partite in programma nelle varie competizioni tra adolescenti. Fu don Carlo Pisani, insieme ai fratelli Giuseppe e Vincenzo Vigorito e a Luigi Quaglia a costruire intorno a quel nome una famiglia. I primi campionati, le prime sconfitte, allenatori e dirigenti che si alternavano, calciatori tesserati e calciatori svincolati, gli articoli sui giornalini e i siti del paese, il tutto condito dal sapore di una grande famiglia che giocava a calcio per divertirsi e stare insieme. Dal 2008 i colori gialloblu hanno assaporato il gusto aspro dei campi in terra battuta, degli spogliatoi stretti dove non corre l'acqua calda e l'amaro sapore delle sconfitte, di nuovo quelle. Però tra questi c'è stato anche il dolce profumo delle pacche sulle spalle, delle risate scroscianti negli allenamenti, del tendersi la mano in ogni momento, perché una squadra è sempre formata da compagni, nel bene oppure nel male. Sono arrivate così le prime vittorie, con il sudore della fronte e il sangue delle ginocchia sbucciate, e la famiglia piano piano si è allargata, consolidandosi in un gruppo che può vantare tutti veterani. Nessuno gregario, nessuno ai margini, tutti protagonisti di un unico sogno. E se la storia racconta di un manipolo di ragazzini sbarbati che intimiditi bussano alla porta di un giovane prete, il presente parla di una famiglia di Uomini che hanno coronato un sogno: vincere un campionato. Elencarli uno ad uno sarebbe faticoso ma basta scrivere Real Laura affiché ognuno di loro possa sentirsi chiamato in causa. La dirigenza è formata da don Carlo Pisani, Giuseppe Vigorito, Vincenzo Vigorito, Vincenzo D'Alessio, Stefano Iozzino, Giuseppe Caroccia, Matteo Noce e Giuseppe Marino. L'allenatore è mister Gianni Citera coadiuvato da Gampiero D'Anisi e Alessio Capozzoli. Il resto è il riscatto di una contrada che troppo spesso si è sentita abbandonata e adesso attraverso una squadra, per un istante, può urlare gioiosa la propria rivincita. Il Real Laura ha vinto il campionato di Terza categoria, non lo Scudetto, ma per chi ha respirato l'atmosfera di questo campionato è lo stesso. Perché oggi anche il nostro sogno è diventato grande. E il Real Laura con lui.