Kakà dice basta: “Troppi dolori. Voglio fare come Zidane”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Kakà

Kakà, il brasiliano lascia il calcio giocato

Kakà si ritira:”Non ce la faccio più”. Poche ore dopo quello di Pirlo, e sempre dagli Usa, arriva l’annuncio di un altro ritiro. Kakà dice basta, il brasiliano a 35 anni annuncia che sta per lasciare il calcio giocato. “Giocare a calcio non è più un piacere per me, provo troppo dolori alla fine di ogni partita”. Il brasiliano, oggi capitano dell’Orlando City, lascia dopo una carriera trascorsa  tra San Paolo, Milan, Real Madrid e nazionale verdeoro. Kakà ha vinto nel 2007 l’ultimo Pallone d’Oro prima che cominciasse la diarchia Messi-Cristiano Ronaldo. “Vorrei fare ora lo stesso percorso fatto da Zidane. Fermarmi un po’, studiare e ripartire dai giovani”. Un giocatore che ha scritto un pezzo importante della storia del Milan e del calcio italiano. “Quando è arrivato a Milano sembrava un testimone di Geova”, così Carlo Ancelotti ricorda lo sbarco del 21enne Ricardo a Milano. Kakà arriva al Milan nell’estate del 2003 per poco più di 9 milioni di euro. I rossoneri hanno appena conquistato la sesta Champions League della loro storia. Il Milan aumenta la già nutrita colonia brasiliana con Kakà e Cafù. Il giovane talento si prende quasi subito la maglia da titolare dei rossoneri.

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Con il numero 22 segna il suo primo gol da milanista in un derby contro l’Inter. Il Milan conquista l’unico scudetto dell’era Ancelotti anche grazie al contributo di Kakà. Grazie alle sue giocate e alla sua facci da bravo ragazzo Ricky diventa subito un idolo per i tifosi del Milan. Quasi naturale l’intesa con Inzaghi e Shevchenko che sfruttano al meglio gli assist del brasiliano d’oro. La seconda stagione rossonera di Kakà va meno bene, il Milan perde incredibilmente la finale di Champions League con il Liverpool a Istanbul. Il Real Madrid comincia un lungo corteggiamento sul bambino d’oro brasiliano.

Kakà, dal Pallone d’oro agli Usa

Il 2007 è l’anno di grazia di Kakà e del Milan. I rossoneri vincono la loro settima Champions Leagua trascinati dal brasiliano. Dopo aver alzato anche la Supercoppa Europea e il Mondiale per Club Kakà vince anche il Pallone d’Oro. A gennaio 2009 c’è una gran trambusto in casa Milan. Il Manchester City degli sceicchi offre più di 100 milioni di euro per Kakà. I rossoneri tentennano, ma alla fine rifiutano la faraonica offerta. L’addio al Milan e all’Italia è però solo rimandato. A giugno, complice l’addio di Ancelotti e Maldini, Kakà se ne va al Real Madrid per 70 milioni di euro. In Spagna però Ricky non ha la stessa fortuna avuta in Italia.

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Nel 2013 Kakà torna al Milan. Una sola stagione con pochi lampi, tra cui un gol segnato all’Atletico Madrid. L’ultimo di un giocatore del Milan in Champions League. Kakà lascia nuovamente i rossoneri e approda negli Usa con la maglia degli Orlando City. In nazionale Kakà vince, da comparsa, un mondiale nel 2002. Nel 2006 e nel 2010 non riesce a lasciare traccia in Germania e in Sudafrica con la maglia della Selecao. Una carriera straordinaria per un bravo ragazzo, di quelli che i padri sognano per le proprie figlie. Dopo Pirlo, anche Kakà dice addio. Un altro pezzo del Milan ancelottiano smette con il calcio giocato. Magari un giorno lo ritroveremo a Milano, sulla panchina rossonera. Chissà.

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