Siria-Australia, molto più di una partita di calcio: “Giocheremo per i nostri morti”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Siria-Australia

Siria-Australia, spareggio verso Russia 2018

Siria-Australia, il calcio oltre la guerra.”Se fosse soltanto uno stupido gioco credi che me ne fregherebbe così tanto?”, così Colin Firth alla sua fidanzata nella celebre pellicola Febbre a 90°, dopo una partita persa dall’Arsenal, sua squadra del cuore. Effettivamente il calcio, a volte, sa andare oltre il semplice aspetto ludico e sportivo. Giovedì 5 ottobre sarà un giorno particolare. Alle 14:30 ora italiana scendono in campo Siria e Australia, spareggio della zona asiatica per continuare il cammino verso Russia 2018. Si giocherà in campo neutro, in Malesia. Dal 2011 la Siria è dilaniata da un sanguinoso conflitto che non permette alla nazionale di giocare sul suolo patrio. Un mese fa la Sira pareggiano all’ultimo secondo contro l‘Iran si è guadagnata la possibilità di giocare contro i Socceroos australiani. La vincente del doppio confronto a novembre giocherà un ulteriore spareggio contro la quarta classificata della zona centro-nordamericana.

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Il regime di Assad e lo stato di terrore in cui la Siria vive costantemente dal marzo 2011, si traduce in numeri da catastrofe. Attualmente il paese è spaccato in 5 parti: il 48% è sotto l’egida del governo nazionale, il 23 dai curdi, il 13 dai ribelli dell’Esercito Siriano Libero e il restante 12% dall’Isis, che attualmente tiene in ostaggio la zona Est di Deir ez-Zor, città del bomber Al-Somah, lungagnone di quasi due metri, l’Ibrahimovic siriano per le sue movenze nelle aree avversarie. Il ragazzo, classe ’89, è stato esiliato 5 anni perché nel 2012 dopo una vittoria sventolò la bandiera dell’esercito dei ribelli dell’Esl. “Vogliamo restituire il sentimento di felicità alla nostra gente e giocare per tutti i siriani che non ci sono più”.

Siria-Australia, la guerra può aspettare per 90 minuti

Siria-Australia, una nazione al fianco dei propri giocatori. La Siria ai Mondiali nella Russia di Vladimir Putin, un’eventualità che potrebbe diventare un romanzo storico più che calcistico. Ayman Hakeem è il c.t. di una squadra che è già entrata nella storia dello sport siriano. Mai la nazionale di Damasco era arrivata prima fino a questo punto. Ora però i siriani vogliono continuare a sognare. Davanti c’è l’ostacolo Australia, che avrà anche il vantaggio del ritorno in casa a Sydney il prossimo 10 ottobre.

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Dal punto di vista calcistico la Siria non parte battuta. Gli uomini di Hakeem sono una formazione solida, con qualche buona individualità davanti. Dalla loro parte avranno un’intera nazione, che per 90 minuti vuole dimenticare il sangue e gli orrori della guerra. Davanti ad un maxischermo di Damasco, ad un televisore magari in bianco e nero o con l’orecchio attaccato a qualche vecchia radiolina. Il popolo siriano sogna i Mondiali di calcio. In fondo che male c’è, se fosse soltanto uno stupido gioco non ce ne fregherebbe poi così tanto. Siria-Australia, un altro meraviglioso romanzo di un sogno chiamato calcio. Gli eroi di Damasco hanno già vinto, la leggenda però è lì ad attenderli. Oltre i morti, oltre la guerra, oltre il sangue. Domani conterà solo il pallone, per 90 minuti. Poi si vedrà, i ragazzi di Damasco vogliono continuare a sognare, per 90 minuti potranno farlo. Giusto così.

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