Chelsea, Andreas Christensen, il nuovo talento lanciato da Antonio Conte

Pubblicato il autore: Lorenzo Solombrino Segui


Chi avrebbe mai detto che il 21enne Andreas Christensen, si sarebbe ritrovato a firmare un sostanzioso rinnovo di 4 anni e mezzo con il Chelsea? Che in pochi mesi sarebbe divenuto il leader tecnico del pacchetto arretrato della squadra? Forse solo Antonio Conte, suo allenatore da questa stagione. Abbiamo già potuto apprezzare il lavoro portato avanti negli anni dall’ex tecnico della Juventus su profili inizialmente acerbi come Pogba, Vidal o Bonucci. Calciatori che in poco tempo è riuscito a valorizzare appieno, passo dopo passo, formandoli per competere nelle squadre migliori a livello europeo.
Il giovane centrale danese è stato definito proprio dallo stesso Conte, prima come “la migliore sorpresa della stagione“, poi è stato addirittura accostato ad un’icona del mondo “Blues” come l’ex capitano John Terry. Durante una conferenza stampa, il tecnico leccese ha concesso una sorta di “endorsement” alla nuova stellina della sua rosa, elogiandolo per il suo carisma e per la spiccata intelligenza tattica. “Comprendo che sia un paragone importante. Sappiamo che Terry è un simbolo, che ha scritto la storia del club, e con il quale ha vinto tutto. Ma penso che Christensen abbia le stesse caratteristiche per rimanere nel club ancora per molti anni. Gli auguro una carriera come quella di Terry. Credo che con lui il Chelsea abbia trovato un giocatore dalle sue stesse attitudini“.
Leggendo tra le righe di questa sua dichiarazione, si riesce a notare anche un pizzico d’orgoglio per aver creduto in una giovane promessa appena approdata in squadra.
Quest’estate, infatti, è tornato a Londra dopo un prestito biennale in Bundesliga, avendo militato tra le fila del Borussia Mönchengladbach. In precedenza, la sua permanenza in terra tedesca sarebbe dovuta durare solo una stagione, ma i dirigenti del club hanno pregato i “Blues” di poter prolungare il rapporto con il ragazzo di un’altra stagione. Merito del premio come migliore giocatore del Borussia della stagione 2015-2016 vinto insieme al capitano Granit Xhaka, a seguito di una serie brillanti di prestazioni. Un bel biglietto da visita per Antonio Conte, insieme alle complessive 62 presenze, condite da 5 reti ( una inferta alla Fiorentina nei sedicesimi di Europa League). Un’esperienza che ha avuto il merito di aver forgiato calcisticamente il talentino danese proveniente dal Brondby. Come ha ammesso lui stesso: ” Non credo che andando in Championship (seconda lega inglese), il risultato sarebbe stato lo stesso di quello raggiunto in Germania. Sei costretto a confrontarti con la pressione di un grande pubblico in altrettanto grandi stadi. Ciò mi ha fatto sentire pronto, dato che qui c’è  da stare sotto pressione per la maggior parte del tempo”.
Come detto, è stato Antonio Conte il principale artefice della promozione a titolare inamovibile del suo Chelsea. Ci è voluto anche po’ del carattere poco accondiscendete di David Luiz, per far sì che rimanesse un posto vacante al centro del trio difensivo. Il centrale brasiliano, infatti, dopo la vicenda Diego Costa è entrato in conflitto con il manager, finendo relegato ai margini del gruppo. Così le soluzioni più immediate che si presentavano allo staff tecnico sarebbero dovuto essere di ripiego. Scegliere se adattare uno tra Cahill o Azpilicueta, o in alternativa se piazzare in mezzo il neo acquisto Tony Rudiger. Conte, però, decise di seguire un’intuizione che poteva rivelarsi azzeccata. Puntare sulle capacità di un centrale danese di grande stazza che ha bazzicato le giovanili del club, e che è reduce da due anni a buoni livelli in Germania. C’è da dire che non era l’unico in casa dei londinesi a vedere qualcosa di importante nelle potenzialità del ragazzo. Neil Bath, capo del settore giovanile ha affermato: “Il mio primo ricordo calcistico legato a Christensen fu quello di un giocatore che sembrava molto naturale, in termini di lettura della partita e di qualità tecniche“.
Le sue caratteristiche si sono sposate perfettamente con l’idea di difesa a tre del tecnico italiano. Nello scacchiere, infatti, il 21enne danese occupa stabilmente la posizione centrale di playmaker alla “Bonucci”. Una delle sue doti più spiccate è proprio quella di saper dettare i tempi nel modo giusto, sia come qualità del palleggio che come velocità. Ormai, nel calcio moderno il centrale di difesa si è trasformato in un vero e proprio regista, ruolo che a Christensen sembra calzare a pennello. La sua percentuale di passaggi riusciti si attesta ormai stabilmente intorno al 90 per cento, cosa che lo rende assai affidabile agli occhi dei compagni ogni qualvolta ci sia il bisogno di impostare l’azione dal basso.
Come ogni difensore di grosso calibro, però, il ragazzo affianca anche doti prettamente difensive come uno sviluppato senso della posizione e una notevole maestria nel gioco aereo grazie ai suoi 188 centimetri. Il tutto, gestito e coordinato da una mente timida ed introversa, che rispecchia il suo carattere pacato. Allo stesso tempo, tuttavia assai autoritario dal punto di vista calcistico.
A fine agosto, data del suo debutto in Premier League, nella cornice suggestiva di Wembley, assistiamo all’inizio della nuova carriera in “Blue” del giovane danese, che con il tanto meritato rinnovo fino al 2022, si aggiunge di un altro step, verso un possibile futuro da nuovo John Terry.

Leggi anche:  DIRETTA LIVE Juventus-Milan: 1-0, Morata in gol

 

  •   
  •  
  •  
  •