Inter, bilancio del girone di andata tra calciatori ritrovati e da ritrovare

Pubblicato il autore: Pasquale Quaglia Segui

Tempo di bilancio in casa Inter dopo la conclusione del girone d’andata che si è chiuso con il pareggio casalingo contro la Lazio. Un bilancio su cui pesa il mese travagliato di dicembre ma che non può tralasciare l’ottimo avvio di stagione nerazzurro. Se le ultime partite infatti, hanno registrato un calo di risultati, l’Inter finora vista ha comunque detto la sua chiudendo al giro di boa con 41 punti e il terzo posto in classifica, in piena zona Champions League, obiettivo stagionale dichiarato. Ai campanelli d’allarme suonati dalla sconfitta con l’Udinese, la prima, e da quella di Sassuolo, cui si è aggiunta l’eliminazione in Coppa Italia inflitta dai cugini milanisti, l’Inter ha risposto con un pareggio contro la Lazio e un serbatoio di punti guadagnati a inizio campionato. A essi si aggiunge il vantaggio degli scontri diretti, vittoria contro la Roma e pareggi contro Napoli e Juventus, tutti fuori casa. L’Inter dunque, deve ripartire da ciò, come ha detto Luciano Spalletti, da una consapevolezza che sembrava smarrita.

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Attacco all’asciutto, Icardi da ritrovare
Soltanto un gol nelle ultime sei partite tra Campionato e Coppa Italia, è questo il ruolino di marcia delle marcature segnate dall’Inter in quest’ultimo scorcio di stagione. Sembra infatti diventato l’attacco, nonostante Mauro Icardi resti il capocannoniere del girone d’andata di Serie A, il problema nerazzuro. Lo stesso capitano appare la copia sbiadita dell’attaccante di inizio stagione con il rigore sbagliato contro il Sassuolo che ne ha invertito il trand positivo. Ovviamente le colpe non sono da attribuire a lui, almeno non esclusivamente. Basti pensare a Antonio Candreva, elemento altalenante dell’attacco nerazzuro, o allo stesso Ivan Perisic, diventato irriconoscibile dopo la tripletta al Chievo Verona. E se le fasce non rendono Icardi può poco, non potendo sfruttare gli scarsi palloni che arrivano in area di rigore.

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Il risultato del lavoro di Spalletti, Ranocchia e Santon su tutti
Il lavoro dell’allenatore nerazzurro è indubbiamente da apprezzare considerando l’obiettivo stagionale, i risultati e la rosa a disposizione. Se il terzo posto in classifica, in piena zona Champion’s League, esaudisce le premesse di inizio stagione, Luciano Spalletti può vantare anche un lavoro di recupero su alcuni calciatori non indifferente. Il roster interista è lo stesso dello scorso campionato eppure il tecnico toscano, arrivato tra le opinioni discordanti, ha avuto l’abilità di trasformare di nuovo in calciatori alcuni elementi da tempo ai margini della squadra. Andrea Ranocchia è l’esempio palese, con il difensore gettato nella mischia contro il Chievo Verona, dopo anni di critiche e panchine, e diventato in poco tempo uno degli elementi della difesa su cui l’Inter può contare. Lo stesso ha fatto Davide Santon, in procinto di lasciare l’Inter prima dell’avvio del campionato, e adesso titolare dell’undici nerazzuro. Sarebbe ancora più utile ritrovare anche altri calciatori, voluti fortemente eppure ridotti a semplici gregari. Se Cancelo sembra stia dimostrando il suo valore nelle ultime partite, lo stesso non si può dire di Dalbert, diventato l’ultima pedina negli esterni bassi. Interessante potrebbe essere il giovane Karamoh che dovrà maturare le sue capacità, mentre Joao Mario, bocciato da prestazioni e tifosi, costituirebbe una pedina di scambio utile non a ritrovare ma a ingaggiare un calciatore come Javier Pastore. Il mercato infatti, è un’utilità per l’Inter.

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Andrea Ranocchia

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