Nainggolan, chi è senza peccato scagli la prima pietra o taccia

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Nainggolan, quante polemiche per il belga

Nainggolan non ha ucciso nessuno. Un paio di video, un po’ di alcool e subito via al processo. Radja Nainggolan è ancora una volta protagonista fuori dal campo per le sue “prodezze” sui social. Dei video, poi rimossi, postati su Instagram che mostravano il Ninja belga della Roma impegnato a festeggiare il capodanno. Non sarà certamente un comportamento da professionista esemplare, avrà sbagliato a bestemmiare, Di Francesco gli farà una tirata d’orecchie. Ma ad una certa, come si dice a Roma, si comincia a esagerare. Non bisogna dimenticare che Nainggolan è un ragazzo, di 29 anni, che a Capodanno vuole divertirsi un po’. Come tutti noi. Avrà esagerato nella goliardia, ma chi di noi non ha fatto qualche sciocchezza con un po’ di alcool nel sangue. D’altronde Nainggolan è così. Ma fino a che il belga in campo è quello che corre più di tutti, cosa volete dirgli?

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Ok forse non sarà mai testimonial dell’Unicef o della Fao, ma il calcio ha anche bisogno di personaggi come Nainggolan. Peraltro il belga si è anche scusato pubblicamente. In un mondo spesso ipocrita forse un po’ di sana verità fa paura. Radja non sopporta la Juventus, è normale. Viene fischiato dai tifosi bianconeri che a loro volta lo detestano? Ci sta. Su fumerà qualche sigaretta di nascosto come ha rivelato il suo ex allenatore Wilmots? Se corre come sa, amen. La verità è che i calciatori vengono investiti di un ruolo troppo grande per loro, quello di esempio. Nainggolan può essere un esempio per i giovani a Trigoria, ma il mondo è pieno di buoni esempi sa seguire. Radja, però la prossima volta lascia stare il telefono.

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Nainggolan, il Ninja che non ha paura di mostrarsi

Non è stata la prima volta, non sarà l’ultima. A Radja Nainggolan i social piacciono, come a molti ragazzi della sua età. Al belga giallorosso piace mostrarsi al naturale, litigare con qualcuno e giocare con foto, video e quant’altro. Una consuetudine nel mondo di oggi. Giusta o sbagliata, questo non è affar giudicabile. Nainggolan forse è così amato dai tifosi della Roma proprio per questo suo essere spontaneo. I tatuaggi, le creste, qualche battuta in romanesco, tutto ciò piace al popolo romanista.

Poi in campo bisogna dare tutto. Nainggolan lo fa, eccome se lo fa. Da quando è arrivato a Roma, nel gennaio 2014, è sempre stato uno dei punti di riferimento all’interno dello spogliatoio giallorosso. Ormai il Ninja è simbolo della squadra capitolina. I tifosi lo amano e lui risponde sul campo. Ogni tanto fa qualche “fesseria social”, ma niente di catastrofico. Immaginate cosa poteva combinare un Gascoigne o un Cantona, se ai loro tempi ci fossero stati i social. Giocatori, campioni, amati per il loro essere veri dentro e fuori dal campo. D’accordo non saranno esempi fulgidi di Fair Play, ma sono rimasti nel cuore di tutti gli appassionati di calcio. Nel mondo del pallone contemporaneo, grigio e che pensa solo a fatturati e vittorie, ben venga qualche sprazzo di vita vera. Fumare fa male, bestemmiare è sbagliato, ma provate a trovare un tifoso della Roma che fischierà Nainggolan per questi motivi. Magari lo farà per qualche tiro o passaggio sbagliato. Ma l’impegno del Ninja, quello non mancherà mai. Con o senza video su Instagram.

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