Andrea Pirlo, il 21 maggio a San Siro il match d’addio

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui


Andrea Pirlo,
basta calcio giocato. A 38 anni ne ha abbastanza di correre e inventare calcio. Pirlo si ritira, l’ex Inter, Milan e Juventus ha giocato l’ultima partita con il New York City e ha lasciato un commosso tweet di addio alla sua ultima squadra. Farà l’allenatore in futuro, magari come vice di Conte?:”Si fanno tante chiacchiere, non è detto che sei stato un buon giocatore poi sarai un buon allenatore. Deve scattare la scintilla, a me non è ancora scattata”. Pirlo si sofferma anche sul momento attuale della Nazionale:”Ventura è andato bene con il 3-5-2 di Conte, poi con il cambio di modulo le cose sono peggiorate. Non è vero che l’Italia di oggi manca di talento, ci sono Insigne e Verratti. Poi tanti giovani bravi come Bernardeschi, Belotti, Rugani, Caldara, Conti e Gagliardini”. L’ex regista parla anche delle sue ex squadre. Sul Milan:“Montella ha bisogno di tempo, ha una squadra completamente nuovo. Così come Bonucci, che dopo tanto tempo ha cambiato squadra e deve capire la nuova realtà”. Sulla Juventus:”Hanno la consapevolezza di essere i più forti. Lo sono, per me sono i favoriti per lo scudetto e anche in Europa andranno lontano”. Una battuta su Conte:”E’ il migliore, una sua lezione di 20 minuti al video vale tre giorni di allenamento”.

C’è anche la data in cui ci sarà l’ultima partita ufficiale  di Pirlo, che sancirà la fine della sua carriera, il prossimo 21 maggio. “Mi piacerebbe che fosse un appuntamento piacevole, divertente e che attiri molti appassionati e le loro famiglie. Se ci sarà anche Buffon? Se Gigi vorrà festeggiare e lasciare l’attività con me condividerò con lui volentieri l’evento, ma credo che di fronte a sé abbia ancora 3 o 4 mesi davanti per decidere cosa vorrà fare in futuro.  Di sicuro verranno quasi tutti i miei ex compagni che ho invitato. Ho scelto San Siro perché Milano è la città in cui ho giocato più anni e anche per motivi logistici, visto che è più comodo per chi verrà dall’estero.

Pirlo, genio e regolatezza applicato al calcio

Giocare con Pirlo è come avere Zico davanti alla difesa”, così parlò Luiz Felipe Scolari uno che di campioni se ne intende. Andrea Pirlo da Brescia è stato uno dei giocatori italiani più forti degli ultimi 30 anni. Nessuno ha interpretato come lui il ruolo di regista. Piedi da trequartista, intelligenza da regista e senso della posizione da mediano. Un mix che ha fatto la fortuna dei suoi allenatori. Un allenatore, Carlo Mazzone, gli ha cambiato la vita calcistica. Pirlo faticava a trovare posto da fantasista. Mazzone aveva Baggio al Brescia, quindi deciso che il genietto Pirlo doveva giocare un po’ più indietro. Un altro Carlo, Ancelotti, punto su di lui per il suo Milan dai piedi buoni. La filastrocca Gattuso-Pirlo-Seedorf ha fatto le fortune dei rossoneri per anni. In rossonero Pirlo vince due scudetti, due Champions League, due Supercoppa Europee, un Mondiale per Club e una Coppa Italia.

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Pirlo è uno dei suoi protagonisti della vittoria mondiale dell’Italia di Lippi del 2006. Contro la Germania solo lui, e pochissimi altri, potevano vedere Grosso libero di calciare e segnare il gol decisivo per portare l’Italia in finale. La bella storia con il Milan finisce bruscamente del 2011. Molti lo danno per finito, non la Juventus. In bianconero Pirlo vince quattro scudetti consecutivi e perde una finale di Champions League contro il Barcellona. Nel 2015 lascia i bianconeri e l’Italia per il New York City. Negli Usa lo chiamano il Maestro e hanno ragione. Difficilmente in tempi brevi nascerà un altro Andrea Pirlo. Genio e regolatezza applicato al calcio, uno come lui passa solo ogni tanto sulla terra degli uomini.

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