Liga, Eibar – Barcellona 0-2. I blaugrana consolidano la vetta a Ipurua

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui


Due pali, una espulsione, due reti (Suarez e Jordi), giocate di fino e entrate decise su di un campo allentato dalla pioggia. Questo il resumé della partita di questo pomeriggio ad Ipurua tra Eibar e Barcellona.
La parola d’ordine della vigilia barcelonista era: ganar sì o sì. Alla fine i tre punti sono arrivati, ma non è stata una passeggiata. Alla vigilia della partita contro il Chelsea di inizio settimana prossima, il Barça ha dovuto impegnarsi a fondo per venire a capo di un avversario ostico che ha costretto i blaugrana a giocare tutti i 90′ minuti con il massimo dell’impegno. La squadra di Velverde ha vinto 2-0 con reti di Suarez e Jordi Alba contro un avversario ridotto in 10 uomini dalla metà del secondo tempo per doppio giallo ai danni di Orellana. L’ex Celta, già ammonito, ha commesso l’ingenuità di allontanare la palla a gioco fermo con un colpo del braccio, come fosse un pallavolista impegnato in una battuta dal basso.

Valverde temeva questa partita. Come avevamo detto nel pre partita, la gara di stasera era fondamentale per riprendere il cammino della vittoria dopo due pareggi consecutivi, mantenere quantomeno intatte le distanze dall’Atletico secondo in classifica che dovrà scendere in campo domani, e fare il pieno di fiducia in vista della sfida di Champions contro il Chelsea di Antonio Conte. Per far ciò il tecnico extremadureno non ha lasciato nulla al caso, affidandosi all’Once de gala. Quindi tutti i pesos pesados della squadra contemporaneamente in campo. Con loro anche Paulinho, che dall’arrivo di Coutinho aveva perso protagonismo nell’undici blaugrana. La scelta è stata corretta. Anche in questi particolari si può riconoscere un tecnico esperto e oculato da uno non particolarmente avvezzo nel prevedere le trappole di cui è lastricata la via che porta al successo. Proprio queste trappole sono state il tallone di Achille di Luis Enrique nelle scorse due stagioni. Oggi, l’asturiano avrebbe ruotato a dismisura come suo costume, con la conseguenza che, con tutta probabilità, sarebbe uscito con le ossa rotte da Ipurua. Valverde, invece, non è caduto nella facile tentazione di preservare i migliori per martedì. Così come prima del tre viene il due, il Txingurri pensa a vincere partita per partita, a iniziare dalla prima in programma.
L’inizio è stato difficile per i blaugrana. I ragazzi di Mindilibar sono partiti con il piede sull’acceleratore, pressando alto e cercando di complicare il lavoro di uscita della palla della squadra di Valverde dalla difesa. La partita è stata dunque combattuta in ogni zona del campo, e i duelli non si sono fatti attendere. La pioggia battente, inoltre, non ha agevolato il gioco di sponda del Barça, poiché la palla non scorreva come nelle abitudini e nelle intenzioni di gioco dei catalani.

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La rete di Suarez è giunta al primo quarto di gara grazie ad un assist meraviglioso di Messi per il pistolero che, dribblato il portiere avversario con una finta magistrale, ha depositato la sfera nella porta sguarnita. L’Eibar ha reagito immediatamente con furia, colpendo una traversa a Ter Stegen battuto. Chi di palo ferisce, di palo perisce. Così alla traversa dei padroni di casa ha risposto Messi, colpendo il 34° legno della temporada del Barça al termine di una bella azione in verticale portata avanti da Suarez.
Nella ripresa, con la pioggia che ha finalmente concesso una tregua, la musica non è cambiata, con l’Eibar che attaccava a testa bassa, e il Barça che cercava di abbassare la temperatura della partita attraverso il congelamento del possesso palla. Un’importante chiave di volta si è avuta al minuto 66′, con la espulsione di Orellana per doppio giallo.

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L’inferiorità numerica non ha tuttavia strozzato le velleità dei baschi che hanno continuato a giocare come se fossero stati in parità numerica sul terreno di gioco. Il Barça, dal canto suo, ha continuato nel tentativo di addormentare la gara, abbassando i ritmi delle giocate e spezzando in questo modo l’esuberanza dei locali. Accelerare la propria azione e seguire l’Eibar sul terreno della velocità e della grinta avrebbe significato alimentare la foga e l’eccitazione degli uomini di Mendilibar e spendere tante importanti forze fisiche. Il piano del Barcelona era invece l’opposto. Difendersi tenendo la palla, abbassando il ritmo, e cercando di risparmiare quante più energie possibile, da spendere poi a Stamford Bridge ad inizio settimana.
In una delle improvvise accelerazioni del Barça è giunta la rete di Jordi, che ha concluso sul palo corto una respinta del portiere su conclusione ravvicinata di Messi.

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Il Barça ha dimostrato anche questo pomeriggio che la forma fisica non è al 100%. La squadra ancora fatica quando impegnata a fondo da un avversario che gioca con foga e velocità. La mancanza di ossigeno si è potuta notare anche oggi nell’imprecisione in certi passaggi e nella poca lucidità nella lettura di alcune situazioni di gioco. La flessione nella forma fisica sarà uno degli elementi di maggior rischio a cui andrà in contro la formazione di Valverde martedì prossimo a Stamford Bridge. Non è nemmeno escluso che, in un mese ad altissimo dispendio di energie mentali e fisiche, come quello che il Barça ha dovuto affrontare dal nuovo anno ad oggi, il calo nelle prestazioni sia in qualche modo voluto e gestito dalla squadra al fine di preservare al massimo le energie. Un po’ come nella Formula Uno, quando il pilota, in testa e con un buon margine di vantaggio sull’inseguitore più immediato, inizia ad aumentare il tempo sul giro al fine di preservare i propri pneumatici.
Con questa importantissima vittoria il Barça mantiene il liderato riportando a 10 il vantaggio sull’Atletico del Cholo, impegnato domani in una difficile sfida casalinga contro l’Athletic Bilbao.

 

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