Mancini:"Nostalgia dell'Italia" E' lui il favorito per il dopo Di Biagio?

Mancini è impegnato con lo Zenit, mentre Conte lo è con il Chelsea. Ci sarebbe anche Carlo Ancelotti, esonerato ma ancora vincolato al Bayern Monaco. Il tutto senza trascurare Gigi Di Biagio, che si giocherà le sue chance nelle prossime amichevoli dell'Italia. Mancini ha anche parlato della mancanza dell'Italia, calcistica e non:" Vai all'estero e la mancanza la senti, anche quando vedi giocare la Nazionale ti riattacchi al passato, a quando eravamo giovani, gli anni 70, quando vedevamo le partite della Nazionale". Segnali d'amore verso l'Italia da un emigrante di lusso. Mancini, da giocatore, non ha mai avuto un gran rapporto con la maglia azzurra. Un solo Mondiale vissuto, da spettatore, e poco più. Magari quello che non ha potuto dare alla Nazionale da giocatore, lo darà da selezionatore. Chissà.
Mancini, ecco la ricetta per far tornare grande l'Italia
Oltre alla possibilità di allenare l'Italia, Mancini non esclude un ritorno in Premier League:"E' il campionato di riferimento per tutti. I giocatori danno tutto, sia in allenamento che in partita. Gli stadi sono sempre pieni, con tanta gente piena di entusiasmo". Un modello che secondo Mancini dovrebbe essere applicato anche in nel nostro paese:"Se gli stadi sono belli le persone vanno allo stadio, se non sono belli non ci vanno", verità questa assoluta e incontrovertibile.
Mancini parla anche della possibilità di tornare alla Sampdoria:"E' stato un pezzo importantissimo della mia vita. Con gli altri calciatori e dirigenti abbiamo scritto un pezzo di storia. Non vorrei tornare per fare danni. Un giorno però se ci fossero tutte le condizioni ci tornerei con molto piacere. Genova è casa mia". Un Mancini quindi piuttosto nostalgico, ma anche concentrato sul futuro. La sensazione che, in caso di addio a Di Biagio, sia lui il favorito numero uno per la panchina dell'Italia. Un selezionatore-allenatore che farebbe proprio al caso della faticosa ricostruzione che attende la nostra Nazionale. Intanto però è giusto lasciar lavorare Di Biagio, che è da tanti anni uomo fidato della Federazione Italiana Gioco Calcio. A quattro mesi dall'apocalisse svedese si ha un nuovo c.t. e se ne hanno pronti almeno un altro paio. Di contro non si ha ancora né un nuovo presidente federale né un presidente della Lega di A. Campo e scrivania non vanno di pari passo, questo il guaio più grande del calcio italiano.