Cristiano Ronaldo, ecco perché Maradona e Pelè non sono così distanti

ABU DHABI, UNITED ARAB EMIRATES - DECEMBER 16: Cristiano Ronaldo of Real Madrid runs with the ball during the FIFA Club World Cup UAE 2017 Final between Gremio and Real Madrid at the Zayed Sports City Stadium on December 16, 2017 in Abu Dhabi, United Arab Emirates. (Photo by Francois Nel/Getty Images)

(Photo by Francois Nel/Getty Images© scelta da SuperNews )

Chi non è rimasto estasiato ieri alla vista della prodezza balistica che ha deciso le sorti di Juventus-Real Madrid ? Non che la notizia fosse l'approdo delle Merengues al penultimo atto di questo torneo, è solamente la tredicesima volta consecutiva che sono "virtualmente" tra le prime quattro d'Europa ed anche ieri prima del fischio di inizio non erano in pochi a pensare che godessero dei favori del pronostico, e neanche la doppietta del fenomeno portoghese (ad oggi sono 120 i gol  nella kermesse continentale..). Semmai è il tributo post-partita, mix condito di impotenza e ammirazione, di cui si è fatto autore,tra le lacrime, il numero uno bianconero Gianluigi Buffon, probabilmente all'ultima recita nella competizione, ad avvicinare definitivamente il campione di Funchal all'Olimpo dei più grandi.

Perchè non sono  i numeri che difettano al campione del Real, i gol, il vincitore di cinque palloni d'oro, non li ha mai fatti mancare se è vero che, seppur giocando da sole nove stagioni in Spagna, figura già al secondo posto all time dei marcatori della Liga con, udite udite, 307 reti in 288 apparizioni alla media celestiale di più di un gol a partita..A mancare non sono neanche le segnature in champions, visto che il fenomeno portoghese ad oggi è il capoclassifica dei cannonieri di ogni tempo della rassegna continentale  con 120 marcature (in 153 presenze) nè tantomeno a latitare sono i trofei, dal momento che la sua bacheca risulta ampiamente rifornita di ogni più sfiziosa primizia:tra i trofei alzati al cielo si elencano in (dis)ordine di importanza 4 Champions, 2 Supercoppa Uefa, 4 Mondiali per Club, 3 Premier League e 2 Liga più una serie innumerevole di coppe e supercoppe nazionali a vario titolo.

A Ronaldo poi, a differenza del suo principale competitor Lionel Messi, collezionista di finali e occasioni perse, non manca neanche un trionfo con la nazionale di appartenenza, visto che si è laureato campione d'Europa con il Portogallo nell'anno 2016 dopo esserci più volte andato vicino. Il gol messo a segno ieri all'Allianz Stadium rappresenta però una data spartiacque: catapulta il fuoriclasse portoghese nell'Olimpo dei grandissimi, in quanto non è tanto il decidere per l'ennesima volta una sfida decisiva, più che altro è il  gesto tecnico, talmente iconico da entrare prepotentemente di diritto nell'immaginario collettivo, che lo denuda della casacca indossata e lo "veste" virtualmente della sconfinata ammirazione che si riserva solo a pochissimi eletti. Perchè se è vero che il pubblico torinese ha lasciato gli spalti con comprensibile amarezza, diventerà sempre più  netta la percezione, via via che l'amarezza sarà metabolizzata,  di aver assistito, loro malgrado, a una delle recite più significative e spettacolari che il calcio ricordi, degne del gol in rovesciata di Pelè o della inebriante serpentina del Pibe de Oro al mondiale del 1986. Per i buongustai del pallone, si attende a breve una replica di Lionel Messi, possibilmente ritardata di qualche giorno per permettere alla Roma di dormire sonni meno agitati...