Iniesta, addio al Barcellona:”Grazie di tutto”. No, grazie a te Don Andres

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Iniesta, si ammaina una delle ultime bandiere. Quando si riceve una standing ovation dagli acerrimi rivali cittadini dell‘Espanyol significa che si è stato più di un grande calciatore. Tra un paio di settimane compirà 34 anni, troppi per giocare ancora nel suo amato Barcellona. Una squadra di cui ha difeso e portato in alto i colori per tutta la vita calcistica. L’hombre della historia, così fu definito Andres Iniesta dopo aver segnato il gol decisivo in Spagna-Olanda. Mondiali di Sudafrica del 2010. Fu lui ad aver regalato il primo titolo mondiale della loro storia alle Furie Rosse. Una rete che lo ha fatto diventare un simbolo per tutta la Spagna calcistica. Mai un gesto fuori luogo, mai una parola sbagliata, mai un comportamento sopra le righe. Un esempio per tutti quelli che sognano di diventare dei grandi campioni.

Dal punto di vista calcistico Iniesta ha traghettato il ruolo della mezzala nel terzo millennio. Tanta classe, tanta tecnica, ma anche tanta corsa. Come si richiede nel calcio contemporaneo. Don Andres è stato l’uomo della provvidenza anche per Guardiola. La prima Champions League vinta dal Barcellona dell’era Pep fu conquistata grazie anche, e forse soprattutto, a lui. Fu infatti Iniesta a segnare il gol decisivo a Stamford Bridge contro il Chelsea a tempo scaduto. Un destro chirurgico che mandò i catalani in finale contro il Manchester United. Finale vinta poi per 2-0 con reti di Messi e Eto’o. Iniesta, l’uomo giusto al posto giusto. Già manchi. Al Barcellona, alla Spagna, a tutta l’Europa calcistica.

Iniesta dice addio, finisce un’era al Barcellona

Dopo Pujol e Xavi, ecco un altro pezzo di Barcellona che chiude con i blaugrana. Anno dopo anno i catalani si devono arrendere all’anagrafe, rinunciando a campioni che hanno scritto la storia recente del Camp Nou. Iniesta ha rappresentato al meglio l’idea di calcio che il Barcellona esprime da decenni. Tecnica innanzitutto, ma anche grande applicazione e attaccamento ai colori blaugrana. Non sarà facile per Messi, Piquè e Busquets portare avanti un ideale calcistico e trasmetterlo alle nuove generazioni. Sono loro tre infatti i reduci di quel Barcellona di Guardiola che ha riscritto il calcio europeo e mondiale nell’ultimo decennio.

Un addio ancora più difficile visto lo strapotere che ha il Real Madrid in questo momento. Il Barcellona vincerà la Liga, ma i Blancos sono in corsa per vincere la terza Champions League consecutiva. Se gli uomini di Zidane dovessero centrare un’impresa del genere, allora l’addio di Iniesta farebbe ancora più male. Anche lui non  ha potuto nulla nella disastrosa serata dei catalani contro la Roma. Lo stadio Olimpico ha avuto l’onore di ospitare l’ultima partita giocata in campo internazionale da Iniesta con la maglia del Barcellona. Non il modo migliore per lasciare il palcoscenico della Champions League. Ma di Don Andres con la maglia blaugrana ricorderemo i gol, le grandi giocate e lo stile di un campione unico nel suo genere. Grazie Iniesta, per tutto.

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