Iuliano-Ronaldo, un fallo che dura da 20 anni e che sembra non finire mai

Da lì in poi il veleno è stato l'ingrediente principale delle sfide tra Juventus e Inter. Nel 2002 i bianconeri vincono lo scudetto al fotofinish lo scudetto, dopo che l'Inter aveva subito dei torti arbitrali nelle ultime giornate di quel campionato. L'apoteosi c'è stata poi con Calciopoli. La Juventus viene retrocessa. Lo scudetto 2005/2006, vinto sul campo dai bianconeri, viene assegnato all'Inter. Per di più Ibrahimovic diventa nerazzurro, dopo due anni in bianconero. Una valanga di polemiche e accuse che ricomincia ad ogni sentenza postuma di Calciopoli o quando uno dei protagonisti di quel pomeriggio del '98 proferisce verbo. Iuliano-Ronaldo non finisce mai.
Iuliano-Ronaldo, 20 anni di veleno
Iuliano-Ronaldo, perseverare è diabolico. Gli errori nel calcio ci sono stati e ci saranno sempre. Gol sbagliati a porta vuota, papere dei portieri e sviste arbitrali. Per questi ultimi oggi c'è il Var, che comunque non cancellerà del tutto gli errori. 20 anni dopo i protagonisti di quel Juventus-Inter restano fermi sulle proprie posizioni, anzi rilanciano. L'ex arbitro Ceccarini dice che era fallo in favore, della Juventus. Così come Iuliano, che si è giustificato con la troppa velocità di Ronaldo nell'azione. Oggi, dopo 20 anni, cosa ci sarebbe di male ad ammettere i propri errori? Invece no, ognuno vuole difendere l'indifendibile.
Poi nel calcio nulla è certo. Magari quel rigore poteva essere sbagliato. Oppure poteva essere segnato e la Juventus avrebbe vinto lo stesso. Non lo sapremo mai. La verità è che da quel contatto Iuliano-Ronaldo il calcio italiano è diventato ancora più avvelenato. Perché vincere in Italia è più importante di qualsiasi altra cosa. Una logica del risultato che ha portato ad un graduale impoverimento tecnico del calcio italiano. Non vinciamo una Champions League da 8 anni, un'Europa League da 19 anni, la Nazionale è uscita ai gironi negli ultimi due Mondiali giocati. 20 anni dopo discutiamo ancora di un fallo non riconosciuto dagli stessi protagonisti. Senza sconfinare troppo è un comportamento omertoso, quasi mafioso. Negare anche quello che è evidente, facendo finta di non vedere, non guardare e non sentire. Iuliano-Ronaldo fa parte della storia del calcio italiano come l'urlo di Tardelli al Bernabeu o il rigore di Grosso a Berlino. Le contraddizioni di un paese come l'Italia sono anche riflesse nel pallone. Gioie, dolori e veleni. Siamo fatti così, nel bene e nel male.