La Roma crolla contro il Liverpool: errori tattici fatali per Di Francesco

Pubblicato il autore: Federico Roberti Segui

Eusebio Di Francesco – Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Alla fine nulla è andato come sperato.
La tanto agognata rivincita per quella finale di Coppa dei Campioni persa nel 1984 contro il Liverpool non è stata attuata. Anzi, le cose sono andate peggio del previsto.
Liverpool-Roma termina 5-2 in favore dei Reds che adesso si trovano ad un passo dalla finale di Champions League.

Peccato, perché per come si arrivava alla sfida e sopratutto dopo il percorso stoico fatto dalla Roma in tutta la competizione, ipotizzare uno scenario così negativo dopo i primi 90 minuti non era prevedibile.
Di sicuro i favoriti per la vittoria del match d’andata erano proprio i padroni di casa, ma mai e poi mai nessuno si sarebbe potuto aspettare uno sviluppo della partita così tragico.
Purtroppo i giallorossi hanno pagato a caro prezzo gli sbagli tattici.
Il modulo preparato da mister Di Francesco per provare a fermare gli spietati attaccanti inglesi ha sortito un effetto inspiegabilmente negativo.
In realtà inspiegabile non è il termine più corretto da utilizzare, perché una spiegazione c’è, ed è anche semplice: non ti puoi presentare ad Anfield con una difesa a 3.
Premetto che con il senno di poi siamo tutti allenatori di Serie A, però se si vuole analizzare razionalmente la partita, una bella tirata d’orecchie al mister abruzzese va fatta.
Fazio, Manolas e Jesus contro Manè, Firmino e Salah.

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Uno scontro impari. Troppo tecnici, veloci e spietati i 3 funamboli inglesi per essere marcati in 1 contro 1.
L’idea di base di Di Francesco chiaramente era quella di non concedere questa situazione agli uomini di Klopp, e per i primi 20 minuti si sono visti i risultati sperati: squadra compatta, tanto pressing, sovrapposizioni e raddoppi.
Poi però qualcosa è cambiato.
Firmino ha cominciato a staccarsi da Manolas, Manè ha cominciato a puntare in campo aperto Fazio quasi mai aiutato da Florenzi e Salah ha fatto ciò che quest’anno gli riesce meglio: il fenomeno.
Una saetta imprendibile. Troppo forte per il solo Juan Jesus che inevitabilmente risulta essere il peggiore tra i romanisti.
Dal 25′ in poi della buona Roma iniziale che aveva anche preso una traversa con Kolarov si perdono le tracce.
Di lì fino al 75′ si parla solo di Liverpool.
Sembrano essere più veloci, intelligenti, numerosi e in forma gli inglesi.
E quindi nel giro di 35 minuti i Reds ne infilano 5.
Salah a giro, Salah di pallonetto, Manè a porta vuota, Firmino a porta vuota e ancora Firmino di testa.

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E’ apoteosi Liverpool. Anfield impazzisce.
Però non finisce lì.
Perché se c’è una qualità che contraddistingue la Roma dalle altre squadre è la forza di non mollare mai.
E allora Di Francesco si redime, torna al 4-3-3, crea tante occasioni e la Roma segna 2 gol.
Uno lo fa il solito Edin Dzeko, leader imprescindibile sia a livello mentale che tecnico di questa squadra; e l’altro lo fa Perotti che torna a segnare su rigore dopo un fallo di mano di Milner.
Di sicuro l’uscita dal campo di Salah ha fatto abbassare il baricentro ai suoi, ma il cambio di modulo ha messo in difficoltà gli avversari in maniera impressionante.
Liverpool-Roma finisce 5-2.
Tra 6 giorni c’è il ritorno all’Olimpico.
E se fosse Remuntada?
Difficile, vero, ma non pronunciate la parola impossibile in vano, specie se siete in prossimità di un tifoso del Barcellona, perché sono certo che avrebbe da ridire.

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