Yonghong Li, la normalità del Milan non fa notizia

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Yonghong Li, la normalità di Casa Milan che non fa notizia. C’era tempo fino al 13 aprile, ma sono arrivati prima del previsto. Gli 11 milioni di euro, dei 37,4 previsti dall’aumento di capitale, sono arrivati e visibili sui conti del Milan. Peccato che nessuno, o quasi, se ne sia accorto. Durante la pausa per le Nazionali il presidente del Milan era stato al centro dell’ennesimo fuoco incrociato. Sedicenti società fallite, di cui non faceva più parte da tempo, futuro in bilico e compratori pronti a cingere d’assedio Elliott per diventare padroni del vapore rossonero. Tutto svanito nel giro di pochi giorni. I soldi di Yonghong Li sono arrivati. Come per il closing, la campagna acquisti da 200 milioni, i pagamenti degli stipendi , il rinnovo di Gattuso e per tutte le altre attività del Milan.

Abbastanza normale che il proprietario abbia provveduto a far fronte alle ultime esigenze di cassa. Il count-down si è concluso tre giorni fa quando il versamento è stato visibile sui conti del Milan. La Gazzetta dello Sport in edicola stamane si sofferma sui soldi spesi da Yonghong Li in questo primo anno di Milan. L’addizione – sottolinea la rosea – è facile e trasparente: ai 740 milioni totali necessari all’acquisto del club, il patron rossonero ne ha sommati 90 per ripianare le perdite della stagione 2016-17 e ne aggiungerà quest’anno altri 81. Dell’ultima parte dieci sono di finanziamento (gratuito) e 71 di aumento di capitale complessivo. Quasi un miliardo di euro. Così è se vi pare.

Yonghong Li, un anno vissuto pericolosamente

Settimana prossima festeggerà il primo anno da presidente e proprietario del Milan. Yonghong Li sarà un sognatore, un cialtrone o un buon uomo d’affari. Noi propendiamo sempre di più per l’ultima. La stampa italiana si è divertita, e si diverte ancora, a massacrare il primo presidente cinese della storia del Milan. Un uomo che, come detto, ha investito quasi un miliardo di euro per la causa milanista. Evidentemente non basta. Periodicamente i media italiani lanciano accuse e sospetti sulle attività di Yonghong Li. Lui, servendosi della proverbiale calma orientale, va semplicemente avanti. Marco Fassone, travestendosi periodicamente da pompiere, tenta di tranquillizzare tutti, se mai ce ne fosse bisogno.

D’accordo c’è la questione del rifinanziamento con Elliott. Il prestito agli americani deve essere restituito entro ottobre. Gli stessi americani non hanno mai lanciato segnali di insofferenza verso Yonghong Li. Semplicemente sorvegliano il loro investimento da 303 milioni di euro. La sensazione è che l’attuale proprietà del Milan debba sopportare i veleni che taluni organi di stampa hanno avuto e hanno verso Silvio Berlusconi. Grottesco il fascicolo aperto dalla Procura di Milano, senza accuse e accusati. I giornali schierano i loro top player per screditare Yonghong Li. Gabanelli, La Repubblica e soci continuano la guerra santa contro i cinesi del Milan. Soldi in Italia ce ne sono pochi in generale, figurarsi per il calcio. Perché scoraggiare imprenditori stranieri che in un anno hanno tirato fuori un miliardo di euro? Perché lanciare fango su un uomo che ha nei suoi desideri la volontà di riportare il Milan ai fasti del passato? Sinceramente fatichiamo a trovare delle risposte sensate.  Soprattutto quando si parla della squadra italiana più titolata in campo internazionale. Yonghong Li va avanti, arrivederci alla prossima puntata della guerra santa dei soloni italiani.

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