Bojan, l’ex Milan e Roma rivela:”Al Barcellona avevo attacchi d’ansia, nessuno lo sapeva”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Bojan, l’ansia il nemico più difficile da sconfiggere. Non ha ancora compiuti 28 anni, ma è ormai un veterano dei campi di calcio di tutta Europa. Bojan Krkic a 17 anni era considerato l’erede di Leo Messi al Barcellona, ma poi qualcosa ha rallentato la sua crescita professionale. Dopo aver fatto meraviglie nella cantera blaugrana, Bojan giovanissimo era già in prima squadra al fianco di campioni celebrati, come Messi, Xavi, Iniesta ed Eto’o. “Avevo gli attacchi d’ansia prima di giocare, ma nessuno voleva parlarne. Al mondo del calcio queste cose non interessano. Ho un problema, il calcio è la mia vita, ma soffro di attacchi d’ansia. Ho saltato un Europeo per questo e lì è stato il punto di non ritorno. Ma la gente non sapeva. Serve una bella corazza, ma oggi i giocatori sono esposti globalmente sempre più giovani e scommetto che i 15enni già sui social ricevono insulti di ogni tipo. E’ terribile. A 17 anni la mia vita è cambiata per sempre”.

Bojan spiega come la sua carriera sia esplosa troppo velocemente:”Sono andato al Mondiale U17 a luglio 2007 e nessuno mi conosceva; quando sono tornato non potevo più camminare tranquillamente per strada e pochi giorni dopo ho debuttato contro l’Osasuna, poi l’esordio in Champions League e il gol contro il Villarreal, fino alla chiamata in nazionale a febbraio 2008. Tutto veloce, troppo veloce”. Bojan in questa stagione ha giocato con lo Stoke City, squadra che è retrocessa dalla Premier League alla Championship. Il suo cartellino è di proprietà dell’Alaves, dove farà ritorno per la prossima stagione.

Bojan, un talento tradito dalle proprie emozioni

Quando il talento non basta. Il caso di Bojan spiega molto bene che per arrivare ad essere un campione si ha bisogno di tante componenti. Il talento innanzitutto, ma anche la forza mentale di reggere pressioni spropositate per ragazzi molto giovani. Bojan a 18 anni era al centro dell’attenzione mediatica spagnola. Aveva segnato caterve di gol nelle giovanili del Barcellona e Guardiola lo aveva ormai promosso in prima squadra. Poi il lento declino. Bojan l’abbiamo visto anche in Italia, con le maglie di Roma e Milan. Qualche lampo, ma sono stati più gli infortuni che i gol segnati.

L’ex Barcellona ha poi girovagato per l’Europa: Mainz, Ajax, Stoke City. L’anno prossimo dovrebbe tornare a giocare in Spagna, visto che il suo cartellino appartiene all’Alaves. Bojan è stato onesto ad ammettere i suoi limiti e far capire perché non è diventato il top player che tutti si aspettavano. Giocare in una grande squadra implica una serie di pressioni che bisogna essere braavi a gestire. Questo fa capire la grandezza di Messi e Cristiano Ronaldo. Campioni celebrati, ma che vengono messi in discussione dopo un paio di partite giocate sottotono. E’ il calcio di oggi, che centrifuga tutto e tutti. E’ stato così per Bojan.  Sognava di essere Messi, ma alla fine è stato solo Bojan. Forse per lui è stato meglio così.

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