E se gli allenatori di calcio lavorassero in ufficio?

Pubblicato il autore: Alessandro Avesani Segui
during the Premier League match between Chelsea and Leicester City at Stamford Bridge on January 13, 2018 in London, England.

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Ci ricordiamo tutti la corsa di Carletto Mazzone verso la curva avversaria. Era l’ormai lontano 2001 e durante il derby, sotto di due gol, Mazzone non riesce più a sopportare le provocazioni di alcuni supporters dell’Atalanta. Sul pareggio di Baggio dà sfogo a tutta la sua rabbia repressa. Si scaglia contro la tifoseria avversaria agitando in aria il pugno chiuso in una corsa accecata dalla rabbia. Questo è solo uno dei tanti episodi che si sono verificati nella storia del calcio, non solo nel campionato italiano ma anche negli altri paesi.

Il mondo del pallone, a livello professionistico è un ambiente lavorativo sui generis che sebbene caratterizzato da molti valori e tratti tipici degli ambienti lavorativi aziendali più tradizionali, per certi versi consente ai suoi professionisti di avere atteggiamenti, a volte plateali, che difficilmente verrebbero tollerati in un ufficio.

Leggi anche:  Dove vedere Bari-Catanzaro, streaming gratis Serie C e diretta tv Antenna Sud?

Il blog di Viking Italia ha raccolto alcuni degli episodi più famosi avvenuti nei campionati europei e ha chiesto all’illustratore Emanuel Wiemans di creare delle vignette immaginando come si comporterebbero gli allenatori se lavorassero in ufficio. Il risultto è molto divertente e lascia spazio anche ad alcune riflessioni sulle differenze tra stili manageriali in panchina e in azienda.

Osvaldo Danzi, specialista nel campo delle risorse umane ha commentato per Viking Italia questi episodi affermando: “Questi esempi sono la dimostrazione che anche nello sport, come nelle aziende, non sempre i comportamenti sono virtuosi. Da Mpourinho a Mazzone al più recente episodio capitato a Valentino Rossi o in tempi ancor più lontani la testata di Zidane a Materazzi, o ancora la famosa “mano de Dios” di Maradona evidenziano che la competizione a livelli professionali è fortemente caratterizzata da episodi deplorevoli e da manager vincenti sul campo ma perdenti eticamente. Atteggiamenti di questo tipo in aziende strutturate non sarebbero mai accettati e anzi, sarebbero sanzionati pesantemente”.

Leggi anche:  Hong Kong Premier League, seconda giornata: Kitchee nuovamente fermato sul pareggio

Nel commentare il parallelo tra panchina e ufficio, l’esperto di HR prosegue: “Non si dovrebbe mai arrivare a questo livello di tensione in azienda. Un capo deve saper gestire i propri collaboratori con grande obbiettività. Là dove il carattere non aiuta, vengono in soccorso corsi di formazione, coaching personale e attività di team building per insegnare alle persone a lavorare insieme”.

  •   
  •  
  •  
  •