Milan, Fassone capitano di una nave in tempesta: dov’è il calcio italiano?

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
BERGAMO, ITALY - MAY 13: AC Milan CEO Marco Fassone looks on before the Serie A match between Atalanta BC and AC Milan at Stadio Atleti Azzurri d'Italia on May 13, 2017 in Bergamo, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images © scelta da SuperNews)

Fassone, un uomo solo al comando della nave rossonera. Master and Commander è una riuscita pellicola del 2003, dove Russel Crowe è il capitano di una nave che deve lottare con i pericoli del mare a Capo Horn. Una situazione analoga a quella del Milan di oggi. I rossoneri vivono una tempesta senza precedenti, loro che sono il club italiano più vincente in Europa. Il capitano della nave milanista è Marco Fassone. L’amministratore delegato del Milan forse non pensava di dover affrontare tali sfide al momento di aver accettato l’incarico da Yonghong Li. Da manager di lungo corso aveva intuito che il cambio, epocale, di proprietà a Casa Milan non sarebbe stato indolore. Ma non fino a questo punto. Il no dell’Uefa al Settlement Agreement proposto dal Milan è praticamente senza precedenti.

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“Ci sono state situazioni più gravi anche in Italia, basti pensare all’Inter nel 2015. La Uefa però questa volta guarda anche oltre alla stretta cornice normativa del Fair Play finanziario parlando di mancate rassicurazioni sul rimborso del finanziamento con Elliott e della poca trasparenza su chi è e chi sarà il proprietario del Milan nei prossimi mesi sulla continuità di gestione del club nei mesi futuri”, così il giornalista Marco Belinazzo sul caso che coinvolge i rossoneri. Da Casa Milan filtra pessimismo per la decisione del 15 giugno. Si rischia seriamente l’esclusione dalle coppe europee per la prossima stagione. Un danno più d’immagine che economico certo, ma sempre un danno. Fassone farà di tutto per evitarlo e cercherà di convincere l’Uefa a tornare sui suoi passi. In tutto questo c’è da registrare l’assoluto silenzio dei vertici del calcio italiano. Inatteso e inspiegabile.

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Fassone rassicura tutti:”Il mercato sarà lo stesso anche senza Europa”

L’esclusione dalle coppe europee per la prossima stagione sembra ormai una possibilità molto concreta per il Milan. Ma cosa cambia per i rossoneri in questo caso? Tutto e niente, soprattutto per quanto riguarda il mercato. Fassone ha parlato di un mancato introito di una ventina di milioni di euro. L’Europa League non è certo un argomento molto convincente per i giocatori in caso di trasferimento. Per quello servono sempre i soldi. Tanti soldi. Con o senza Europa League il Milan punterà sul blocco della stagione appena chiusa. Cercando di inserire due-tre acquisti per migliorare la qualità della rosa.

Come detto non c’è stato un solo esponente dei vertici federali che abbia speso una parola in difesa del Milan. I rossoneri sono stati un vanto per il calcio italiano in Europa per più epoche. Negli anni ‘6o con Rivera e Rocco, negli anni ’80 con Sacchi e gli olandesi, nei ’90 con Capello e gli Invincibili, nei 2000 con Ancelotti e la banda dei meravigliosi. 7 Champions League e tanti altri trofei internazionali portati in Italia evidentemente non bastano a Malagò e soci per porsi a difesa di un club che sta tentando di tornare ai fasti del passato. Fassone e tutto il mondo Milan tenterà tutte le strade fino al 15 giugno. Poi sarà quel che sarà ma forse il calcio italiano di oggi non merita che una squadra porti il tricolore in giro per l’Europa. Proprio no.

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