Milan-Uefa, qualcosa non torna: il mercato dei rossoneri si blocca

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Milan, il no dell’Uefa blocca il mercato. Una mazzata imprevista e imprevedibile. Il giudizio negativo dell’Uefa sul Settlement Agreement era un qualcosa di ampiamente inaspettato per tutto il mondo rossonero. La delusione per questa decisione è stata ben visibile sul volto di Marco Fassone al momento delle sue dichiarazioni in Lega Calcio. L’amministratore delegato del Milan si aspettava delle sanzioni, non un rinvio a giudizio. Evidentemente non sono bastate le garanzie di Elliott, così come non è stato sufficiente il piano per i ricavi previsto per i prossimi mesi. C’è da ricordare che il Milan paga anche gli errori fatti dalla precedente proprietà. Nel triennio 2014-2017 molte norme del Fair Play Finanziario sono state violate. Certo vedere paragonati i rossoneri al Sion o al Karabukspor, club sanzionati in passato dall’Uefa, fa riflettere.

Una decisione che inevitabili riflessi sul calciomercato, in un momento molto delicato per le trattative. Non giocare le coppe europee o avere il mercato bloccato, fa tutta la differenza del mondo per Fasssone e Mirabelli. Il diesse milanista come può parlare con dei  giocatori non sapendo in quali competizioni giocherà il Milan nella prossima stagione? Come può pensare di cedere qualcuno, se questi non potrà lasciare Milanello? Un bel rompicapo che si spera di veloce soluzione da parte dell‘Uefa. Intanto resta un grosso danno d’immagine per un club che sta cercando faticosamente di tornare ai fasti del passato. Oltre a quello potrebbe arrivare la beffa. Il tutto 48 ore dopo aver festeggiato la qualificazione diretta all’Europa League. Ma ora per il Milan comincia un’altra partita. Senza campo e pallone, ma fatta di soldi e carte bollate.

Milan, un “no” che pesa come un macigno

13 mesi da presidente e proprietario del Milan tutti in salita per Yonghong Li. L’era cinese è stata in salita fin dal primo momento. Il faticoso closing, le polemiche estive sugli acquisti, le voci sull’instabilità economica di Mister Li e la spada di Damocle del prestito da restituire ad Elliott. Gli americani sono stati sempre dalla parte del Milan, osservando con discrezione il loro investimento da 303 milioni di euro. Spiccioli se si pensa alla potenza economica del fondo di investimento a stelle e strisce.

Cosa succede ora. Il Milan aspetterà le sanzioni dell’Uefa per i mancati adempimenti alle norme del Fair Play Finanziario. Nel frattempo ci potrebbero essere altri documenti da inviare all’Uefa per cercare di rinforzare la posizione rossonera. Intanto Fassone ha annunciato delle mosse legali, perché l’immagine del Milan è stata evidentemente danneggiata. Così come la posizione del club rossonero sul calcio mercato. Tutto si fermerà, perché a questo punto ci sono sempre meno certezze in via Aldo Rossi. 13 mesi vissuti pericolosamente e sempre sul filo della tensione. Yonghong Li ci sta mettendo tutto sé stesso nell’avventura al Milan, oltre a tantissimi soldi. Qualcuno però non sembra apprezzare gli sforzi di un uomo che ha messo in discussione tutta la sua vita per un sogno in rossonero. In mezzo ci sono i tifosi milanisti, che ormai sono come Forrest Gump. Ogni giorno hanno una scatola di cioccolatini  e non sanno cosa potranno trovarci dentro.

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