“Salah, Allah ti ha punito”, un imam spiega l’infortunio che ha colpito l’egiziano

Pubblicato il autore: Giuseppe Consiglio Segui

(Photo by Tony Marshall/Getty Images)

E’ stato il dubbio amletico che ha attanagliato i tifosi del Liverpool prima della finale di Champions League: come arriverà Salah all’appuntamento continentale se sta seguendo il Ramadan? A vedere i primi minuti della partita contro il Real Madrid, l’egiziano sembrava viaggiare sui suoi standard, salvo poi arrivare lo sciagurato intervento di Sergio Ramos che ha di fatto segnato negativamente l’epilogo della stagione dell’ex attaccante della Roma, costretto ad abbandonare anzitempo il terreno di gioco, a vedere il suo esecutore alzare la Coppa dalle grandi orecchie e , dulcis in fundo, rischiare la partecipazione al Mondiale di Russia col suo Egitto.

In patria una mobilitazione popolare, guidata dall’avvocato Bassem Wahba, ha chiesto alla Fifa e alla Uefa di punire Sergio Ramos, per aver deliberatamente inflitto una sofferenza piscofisica al popolo egiziano e al suo calciatore più famoso, con un risarcimento da 1 miliardo di euro. Una richiesta sui generis, che è stata accompagnata da una petizione su change.org firmata da oltre mezzo milione di persone. Difficile che i massimi organi del calcio accomodino la richiesta fatta dal legale africano, ma la vicenda è certamente sintomatica di quanto l’opinione pubblica del paese delle Piramidi sia attenta alle vicende che ruotano intorno a Momo Salah, ormai diventato un idolo dopo aver riportato la propria Nazionale ai Mondiali, a 28 anni di distanza dall’ultima apparizione a Messico 1986.

Tuttavia, si sa, le tradizioni religiose sono fondamentali nella vita di ogni buon musulamo, come lo è il Ramadan. Salah aveva rispettato il precetto islamico fino a poche ore prima della partita di Champions League, quando è stato costretto a disattenderlo per cercare di essere al top sul terreno di gioco. E proprio questa deroga sarebbe alla base dell’infortunio che ha colpito il giocatore del Liverpool, come ha testimoniato un imam del Kuwait, Mubarak Al-Bathali, che su Twitter ha dato una spiegazione dottrinale allo sciagurato episodio: “Allah ha punito Salah perchè mangiare e bere per disputare una partita di calcio non è una scusa legittima per interrompere il digiuno durante il mese sacro”. E’ una vera e propria sentenza quella dell’imam: le ire divine si sono scagliate su Salah, reo di aver accettato un cattivo consiglio da un nutrizionista dei reds, disattendendo i capisaldi della religione: “Adesso dovrà sopportare il peso di questa punizione. La vita è nelle mani di Dio, questo infortunio sarà però una cosa buona”. Come dire che non tutti i mali vengono per nuocere.

Tuttavia la misericordia di Allah è infinita e può ancora salvare le sorti di Salah, per il quale le porte del Mondiale non sono ancora totalmente sbarrate: i medici egiziani sono possibilisti circa un suo recupero last minute che lo porterebbe in campo all’esordio dei Faraoni contro l’Uruguay il 15 Giugno a Yekaterinburg. Ecco allora il consiglio dell’imam Al-Bathali: “Salah non deve rattristarsi, la via del pentimento è aperta. Lui è un uomo virtuoso e rispettato, grande ambasciatore dell’Islam che sta migliorando l’immagine di tutti i musulmani in Occidente”. E allora per partecipare a Russia 2018, l’egiziano non dovrà soltanto recuperare dal punto di vista fisico: lo attende anche un tortuoso percorso spirituale.

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