Caso Bergamini: finalmente la verità sta venendo a galla

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

 

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Sono passati quasi 29 anni quando il calciatore del Cosenza classe 1962 Denis Bergamini il 18 novembre 1989, venne trovato morto sulla strada Statale 106 Jonica, nei pressi di Roseto Capo Spulico in provincia di Cosenza.
La morte del centrocampista è stata per anni archiviata come suicidio, ma grazie alla sua famiglia, con a capo la sorella gemella Donata che mai si arresa alla tesi del suicidio lottando con tutte le proprie forze e al nuovo procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla che ha sostituito il vecchio procuratore Franco Giacomantonio andato in pensione, la verità sta venendo finalmente a galla.

Nell’autunno scorso, grazie alla glicoforina, che è una proteina usata a livello internazionale da tutti gli anatomopatologi impegnati a dimostrare una vitalità presenti nelle lesioni, si è avuta la conferma definitiva che Denis fu ucciso, infatti tracce di sangue con il giocatore ancora in vita sono state trovate tra laringe e trachea; da questo si è stabilito che il giocatore è stato prima stordito con il cloroformio, poi soffocato forse con un sacchetto di plastica ed infine fatto sormontare dalla ruota del camion all’altezza del bacino quando era già morto, per simulare il suicidio.

Per la morte del giocatore sono indagati l’ex fidanzata Isabella Internò, che da sempre ha raccontato che il giovane calciatore nonchè ex fidanzato si tolse la vita, Raffaele Pisano il camionista (ora in pensione) che investì il corpo, e l’attuale marito della donna, il poliziotto Luciano Conte, quest’ultimo è al momento iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento personale, mentre la Internò e Pisano per omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dai motivi abietti e futili e dalle sevizie, anche se non c’è da escludere il nome di altri possibili indagati.
Comunque adesso con la conferma dell’omicidio, una cosa è sicura, ed è che Isabella Internò e Raffaele Pisano per anni hanno mentito e soprattutto da quasi 29 anni c’è un assassino a piede libero.

In questi ultimi mesi di questa infinita vicenda, un’altra parte importante si è verificata quando la procura di Castrovillari ha affidato al perito Gaetano Accorinti (ma vi sta collaborando anche il perito di parte della famiglia di Denis Bergamini, Marzo Zonaro) l’incarico di esaminare i due smartphone e il computer della Internò e di suo marito Luciano Conte, che sono stati sequestrati il 29 marzo scorso; le operazioni peritali sono iniziate il 18 aprile e si sarebbero dovute concludere il 31 maggio, quando il perito Accorinti avrebbe dovuto consegnare la relazione, ma è notizia della scorsa settimana che lo stesso perito, al fine di garantire delle analisi ancor più dettagliate, ha chiesto una proroga che, salvo ulteriori concessioni di tempo, dovrà chiudere gli esami peritali entro il mese di giugno.

Si tratta solo di aspettare, anche se di anni ne sono passati troppi per la morte di un ragazzo di 27 anni, fatta passare per suicidio, quando certe verità erano evidenti fin dal primo giorno, ma adesso l’importante è trovare il movente e soprattutto i colpevoli, perchè in questi 29 anni c’è stato più di qualcuno che ha preso in giro non solo la famiglia Bergamini, ma l’Italia intera e questo omicidio non può rimanere impunito ancora così a lungo.

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