DAZN-Sky, caos alla Rai: prima il comunicato polemico, poi lo spot per le pay-tv

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

DAZN, confusione su Rai 1. L’avvento della nuova piattaforma televisiva, che trasmette esclusivamente in streaming, sto portando una grande ondata di polemiche. Forse più grande di quanto ci si attendesse. Dopo le tante proteste degli abbonati per la scarsa qualità delle prime trasmissioni di DAZN, ecco che anche mamma Rai scende in campo. Dopo il TG1 delle 20:00 di ieri sera è stato letto un comunicato a nome dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della tv di Stato:”Vedere il calcio in tv ormai è un privilegio per pochi. Per i pochi che possono pagare costosi abbonamenti. Come avete notato, sabato e domenica è cominciato il campionato di serie A, ma poco o nulla si è potuto vedere sulle tv non a pagamento. Ormai gli interessi dei signori dei diritti tv e quelli dei club di calcio stanno negando il calcio in tv al grande pubblico. I giornalisti della Rai chiedono alle istituzioni un intervento nell’interesse dei cittadini: gli affari non possono vincere sempre e su tutto. Noi lo denunciamo da tempo e continuiamo a batterci nel silenzio assordante della politica e di chi dovrebbe agire a tutela di tutti i telespettatori. Al nuovo vertice della Rai chiediamo di far sentire la propria voce e di tornare ad essere protagonista nel settore: siamo il Servizio Pubblico, lo sport deve essere di tutti e per tutti”.

Rai contro DAZN-Sky, ma gli spot pro pay-tv imperversano

La coerenza però non abita proprio a viale Mazzini. Infatti qualche minuto dopo la conclusione del TG1, e la lettura dell’accorato comunicato Usigrai, è andato in onda su Rai 1 l’ennesimo spot propagandistico per DAZN e Sky. Una robusta gaffe che avrà lasciato interdetti i telespettatori. Si poteva evitare di trasmettere uno spot di un qualcosa che si è attaccato solo qualche minuto prima. Questione di soldi, evidentemente.

La Rai da anni non trasmette più grandissimo calcio. La televisione di stato deve accontentarsi della Nazionale e della Coppa Italia, quest’ultimi snobbata almeno fino alle semifinale. Le pay-tv sono presenti da 25 anni, quindi non è una novità pagare per vedere le partite. Sta ai nuovi vertici cercare di dare un ruolo più centrale alla Rai nella trasmissione dello sport preferito dagli italiani. Cercando anche di regolamentare l’attività delle pay-tv, che sembra fare quello che vogliono. Sulla pelle dei tifosi, che sono sempre più l’unica parte sana di un pallone sempre più malato e avido.

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