DAZN-Sky, il Codacons denuncia l’ultimo inganno del calcio italiano

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui


DAZN-Sky, scende in campo il Codacons.
Dopo le migliaia di proteste degli appassionati di calcio italiano, ecco che il Codacons fa sentire la sua voce. L’associazione dei consumatori ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust contro DAZN e Sky. Il Codacons ha deciso di intervenire con un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole, in merito alla gestione della trasmissione delle gare del campionato di Serie A, basata sull’assegnazione dei diritti tv per il prossimo triennio. Il Codacons, quale strumento di rappresentanza di interessi diffusi, ha rappresentato all’AGCM “Il disorientamento e l’arrabbiatura di gran parte dei clienti SKY e Premium”,  che in larga parte si sono sentiti “defraudati” dal nuovo assetto dei diritti TV.

Come spiega un comunicato, l’Associazione ha approfondito – grazie alle segnalazioni ricevute – l’incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti DAZN e ai disagi degli utenti già abbonati a SKY e Mediaset Premium. Il Codacons sottolinea che «è evidente che la condotta di SKY e DAZN sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’articolo 24 del Codice in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso […] ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”. Prosegue il comunicato:”L’Associazione non può tacere riguardo la condotta commerciale scorretta “posta in essere da DAZN, che si fa pagare 9,90€ al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo SKY pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’abbonamento per la serie A, allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”. Inoltre, “Da segnalare è anche l’ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da DAZN. L’emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – semmai – il contrario”.

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Il Codacons spiega: “La circostanza più grave riguarda gli abbonati a SKY calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di serie A, ma non potranno sapere quali. Dipenderà dall’orario e dal giorno. Una situazione di grave disagio per gli utenti tv del calcio: ti abboni, paghi e poi bisogna incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’orario giusto. Tale situazione costringe di fatto i tifosi ad abbonarsi a SKY per vedere il 70% delle partite e a DAZN, con tutti i problemi tecnici e disagi del caso, per vedere il restante 30% delle partite di serie A. La conseguenza dunque non è una maggiore concorrenza nel settore, ma la duplicazione degli abbonamenti: chi ha già SKY deve abbonarsi anche a DAZN per vedere il restante 30% delle partite, per non rischiare di perdersi la partita della propria squadra. SKY inoltre, nonostante non trasmetta più tutte le partite di campionato, non riduce il costo del proprio abbonamento”.

Per tutte queste ragioni l’Associazione ha chiesto all’AGCM di:
• aprire un’istruttoria (ai sensi dell’art 6 del Regolamento del 1.4.2015 sulle pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole) e inibire la continuazione della condotta, accertando e sanzionando le emittenti per pratica commerciale aggressiva vietata ai sensi degli artt. 20, 24 e seguenti del Codice del Consumo,
• accertare la vessatorietà del rinnovo automatico dell’abbonamento ai sensi dell’articolo 33 comma 2 del codice del consumo. La battaglia è aperta.

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Dazn, primo weekend di ritardi e proteste

DAZN, debutto da dimenticare. Le rivoluzioni sono sempre traumatiche, difficili da gestire e spesso si rivelano effimere. Non è è stato un bel weekend per i tifosi italiani che hanno seguito le partite della prima giornata di Serie A sulla nuova piattaforma televisiva. Sabato 18 agosto è stata una giornata storica per il malandato calcio italiano. Lazio-Napoli è stato il primo match della storia del calcio italiano ad essere trasmessa completamente in streaming. Il risultato non è stato buono. Anzi. Alla fine della partita bastava collegarsi su Twitter e leggere le migliaia di commenti sotto l’hashtag #Dzan. Alle 22:30 erano circa 25 mila, molti dei quali negativi. Gli utenti hanno paragonato DAZN a Rojadirecta (uno dei primi siti illegali di streaming apparsi nell’etere mondiale) o ai primi giochi del Commodore 64. 

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La trasmissione di Lazio-Napoli, come quella di Sassuolo-Inter, si è spesso interrotta. Diverse cose lasciano perplessi della rivoluzione DAZN. Innanzitutto sarebbe servito un periodo di sperimentazione. Esordire con una partita seguita da milioni di persone è un po’ come lanciarsi da un aereo in volo senza paracadute e i risultati sono stati non proprio positivi al punto da inneggiare a un fenomeno che sembrava dimenticato: la pirateria.

DAZN, quanto durerà la rivoluzione televisiva?

Nei primi anni 2000 c’erano Tele Più e Stream. Ognuna delle due facevano vedere le proprie partite, senza che nessuna potesse trasmettere gli eventi dell’altra. Questo portò al boom delle famigerate schede pirata. Smart card che consentivano di vedere le partite di tutte e due le piattaforme digitale. Nel 2003 l’avvento di Sky unì Tele Più-Stream e cominciò l’era del monopolio. Contrastato nella stagione 2003/2004 dalla piattaforma Gioco Calcio. Quest’ultima non arrivò neanche alla fine di quel campionato. Infatti ad un certo punto Sky cominciò a trasmettere tutte le partite. Certo è curioso che la rivoluzione DAZN sia arrivata in coincidenza dell’arrivo di Cristiano Ronaldo nel campionato italiano. Davvero curioso.

Nel prossimo weekend c’è Napoli-Milan, altro match affidato alle “cure” di DAZN. La speranza è che ci siano dei miglioramenti rispetto alla prima giornata. Anche perché gli utenti potrebbero affidarsi ancora di più alla pirateria.

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