Juventus, Moggi: “Calciopoli? Era tutto scritto, una specie di montatura”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui

L’ex dirigente della Juventus, Luciano Moggi, nonostante le polemiche sorte in settimana, ieri sera, come da programma, è stato ospite al Rovigo Sport Festival, dove ha avuto modo di presentare la sua autobiografia: “Il pallone lo porto io”. Prima di questo evento, però, Moggi è stato intervistato dal giornale locale, La Voce di Rovigo,  affrontando diverse questioni, come: l’acquisto di Ronaldo e Calciopoli. Per quanto riguarda CR7, l’ex dirigente della Juventus dopo aver confessato di essere ancora tifoso della Juve, ha ammesso: “L’operazione Cristiano Ronaldo è stata ben fatta, soprattutto dal punto di vista commerciale e di valorizzazione del marchio. Adesso in tutto il mondo di parla di Juventus, molto più di prima. Qualche perplessità sulla sua età, 33 anni. Però se la Juve l’ha preso significa che vuole vincere subito in Europa. Dopo Maradona il più grande giocatore che ho avuto nelle mie squadre è stato Zidane. Anche se poi lo vendetti ad una cifra record, che ci permise di fare tanti investimenti. Allora la Juve non era ricca come adesso”. 

Poi, Moggi ha continuato parlando di una delle pagine piu buie del calcio italiano: Calciopoli. L’ex dirigente della Juventus ha dichiarato in merito: “Era tutto scritto prima. Una specie di montatura, le parole che mi potevano scagionare non sono state ascoltate, ma erano dentro intercettazioni che non hanno considerato. Ci ha messo del suo anche l’avvocato della Juve che ha chiesto subito una penalizzazione”. Ricordiamo che, nel 2017, in seguito alla pronuncia del Consiglio di Stato, il quale ha dichiarato “inammissibile per difetto di giusridizione” il ricorso avanzato dall’ex dirigente della Juve contro la sentenza della Corte federale della Figc, Moggi è stato definitivamente radiato a vita dal mondo del calcio (“preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC”).

Ancora, Moggi ha proseguito: “Quando c’era Giraudo, e io ero nel calcio, l’Italia contava e vinceva. Ora che ci sono questi qua guardate che fine ha fatto la Nazionale”. Infine, l’ex dirgente ha svelato un retroscena legato all’Inter: “Moratti mi voleva portare in nerazzurro. Era quasi fatta, ma io dissi di no. L’Inter ha una buona squadra e arriverà seconda. Anche se Spalletti l’anno scorso ha regalato lo scudetto alla Juve con quella sfida finita, e persa, all’ultimo minuto”.

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