Daniele De Santis, 16 anni di carcere: condanna definitiva per l’omicidio di Ciro Esposito

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
NAPLES, ITALY - NOVEMBER 01: Supporters of SSC Napoli cheer their team during the UEFA Champions League group F match between SSC Napoli and Manchester City at Stadio San Paolo on November 1, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Daniele De Santis, condanna definitiva. 1606 giorni dopo quel tragico Napoli-Fiorentina a Roma si chiude la vicenda giudiziaria per l’omicidio di Ciro Esposito. La condanna a 16 anni di carcere per Daniele De Santis è definitiva. Il Mattino ha ricostruito l’ultima parte del procedimento giudiziario, e il ragionamento dei giudici di Cassazione che hanno emesso ieri la sentenza. Leggiamo:”È stato omicidio volontario, nulla a che vedere con la legittima difesa. Quattro anni dopo la rissa, gli spari, la morte del giovane tifoso di Scampia, , la Corte di Cassazione mette la parola fine su una vicenda avvenuta a pochi metri dallo stadio Olimpico, dove era prevista la finale di coppa Italia del Napoli contro la Fiorentina”. La Corte di Assise d’Appello aveva abbassato la condanna emessa dal tribunale di primo grado (26 anni di reclusione), ma non ci sono stati ulteriori scontri o benefici.

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Non è passata la linea difensiva dei legali di De Santis, Tommaso Politi e David Terracina, che avevano insistito sulla tesi della legittima difesa. “Anche il procuratore generale – spiega Il Mattino – aveva rigettato il punto centrale del ricorso difensivo. Il suo discorso ha fatto leva su due questioni in particolare: Daniele De Santis quel giorno andò a provocare gli ultrà azzurri, con lancio di oggetti contro il bus, scatenando una spirale di violenza incontenibile. Poi c’è la questione degli spari: De Santis avrebbe impugnato la pistola, esplodendo colpi ad altezza d’uomo. Cinque spari a ripetizione, mentre stava avendo la peggio, mentre subiva l’aggressione dei napoletani”.

Daniele De Santis, giustizia è fatta?

Un giorno di ordinaria follia. Quello è stato quel maledetto 3 maggio 2014, dopo oltre quattro anni dall’accaduto è ancora difficile digerire quanto successo quel giorno. Un ragazzo è morto, un altro dovrà scontare tanti anni di galera. Per una partita di calcio. Per di più tra tifosi di squadre che un tempo erano gemellate. Morire per una partita di calcio. Follia. Pura follia. Ciro Esposito non è stato il primo ad andare incontro al suo fatale destino per un pallone. Purtroppo non sarà neanche l’ultimo. A distanza di quattro anni possiamo dire che le cose sono un po’ migliorate. Ma non di tanto.

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Sabato prossimo c’è Juventus-Napoli, una partita che dovrebbe essere uno spot per il nostro calcio. In campo le duellanti degli ultimi scudetti, grandi giocatori e due grandissimi allenatori. Ma i tifosi napoletani residenti in Campania non potranno essere all’Allianz Stadium di Torino. Perché un tifoso residente in un’altre regione d’Italia è un santo? No, così non va. Non è con la repressione che si cancellano i Daniele De Santis. Quello si fa con le regole. Certe e da rispettare. Finché questo non accadrà ci potrà essere sempre spazio per i De Santis e i Ciro Esposito. Purtroppo. Ma in fondo c’è Cristiano Ronaldo che aiuta il nostro calcio. Quello di una nazionale senza mondiale. Di una federazione senza presidente. Quello dove si spara per un pallone. Siamo tutti colpevoli. Non solo Daniele De Santis. Scusaci Ciro, perdonaci da lassù. Se puoi.

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