Dazn, le polemiche non sono finite: tante proteste per Sampdoria-Inter

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

DAZN, ancora un sabato sera complicato. Quinta giornata di campionato e ancora non ci siamo. Sampdoria-Inter è stato un ulteriore banco di prova per DAZN, la nuova piattaforma televisiva che da questa stagione ha affiancato Sky nella trasmissione delle partite di Serie A. Il match del Ferraris non era ancora concluso e su Twitter c’erano oltre 20mila post sotto l’hashtag #Dazn. Molti, moltissimi commenti negativi e anche ironici. Alcuni si lamentavano del fatto di sapere cosa fosse successo dalle urla dei vicini e chi minacciava di non rinnovare l’abbonamento una volta scaduto il mese di prova. Le cose sembravano migliorate sia con Parma-Juventus della terza giornata che con Roma-Chievo di settimana scorsa. Evidentemente non è così. Sarebbe bello capire i numeri degli abbonati DAZN rispetto a quelli che hanno provato il mese gratuito. Il tempo della sperimentazioni è terminato, ora è tempo di offrire un servizio adeguato. E’ il minimo che i tifosi italiani meritano.

DAZN, così non va

Cominciare un qualcosa di assolutamente rivoluzionario senza un adeguato periodo di sperimentazione è rischioso. Infatti DAZN si è buttato come un kamikaze nella trasmissione in streaming del calcio italiano. Ma probabilmente la piattaforma di Perform non aveva fatto i conti con la rete internet italiana. Fin dalla prima partita si è capito che la strada sarebbe stata in salita. Non baste mettere il bel visino di Diletta Leotta per compiacere gli utenti. I tifosi vogliono guardare le partite in maniera ottimale, come sono stati abituati a fare negli ultimi anni.

Non solo la qualità, ma anche il modo di proporre calcio di DAZN crea perplessità. La Serie B, anche grazie a Sky, era diventato un campionato molto seguito. Ora, tra tribunali e streaming, rischia di tornare ad essere un torneo minore. Di nicchia, perché il grande pubblico può assistere solo all’anticipo del venerdì. Anche la scelta di piazzare un match di Serie A alle 15 del sabato, in contemporanea con la B, sembra controproducente. Tutte ragioni che stanno rendendo sempre più difficile seguire il calcio italiano. Chi di dovere rifletta e non sperimenti sulla pelle dei tifosi italiani. Quelli già soffrono troppo. Davvero troppo.

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