Mancini, partenza falsa con la Polonia in Nations League. L’Italia non sa più vincere

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Mario Balotelli – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Mancini, si può dare di più. Così cantava un bolognese doc come Gianni Morandi, insieme a Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri, in un Festival di Sanremo di qualche anno fa. L’Italia di Roberto Mancini proprio a Bologna esordisce con un pareggio alla Nations League contro la Polonia. Un gol su rigore di Jorginho evita una sconfitta che sarebbe stata peraltro immeritata. Se il c.t. permette l’analisi del momento azzurro la prendiamo un po’ alla larga. L’Italia è 19esima nel ranking FIFA, mai così in basso da quando esiste questa classifica. L‘Italia non ha partecipato agli ultimi Mondiali in Russia e negli ultimi due è andata fuori ai gironi. L’Italia Under 21 non vince un Europeo di categoria dal 2004 e non si è qualificata per le ultime due Olimpiadi (Londra 2012 e Rio 2016). L’Italia non alza un trofeo internazionale per club dal 2010. L’Italia non vince una Europa League (che si chiamava ancora Coppa Uefa all’epoca) dal 1999. L’Italia non ha un presidente federale, da quasi un anno. L’Italia all’8 settembre non sa quante squadre parteciperanno ai campionati di Serie B e C. Tutto questo per dire che un pareggio in casa con la Polonia è il minore dei problemi. Pensa un po’.

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La partita ha detto che settembre come sempre non si dimostra un mese propizio per la Nazionale azzurra. Di questi tempi lo scorso anno la Spagna ci impartiva una lezione di calcio e chiudeva di fatto l’era Ventura. Mancini contro la Polonia ha puntato su un mix di giovani ed esperti. C’è stato il ritorno, con fascia al braccio, di Chiellini. Il difensore della Juventus ha messo in campo tutto quello che aveva. Anche troppo, considerando che è stato ammonito dopo 8 minuti. Bene anche Donnarumma, che ha salvato su Zielinski nel primo tempo. Così come sono stati positivi gli ingressi nel secondo tempo di Bonaventura, Belotti e Chiesa. Per il resto? Poco di positivo da segnalare. Troppo poco.

Mancini, novità con il Portogallo?

Tante cose non sono piaciute dell’Italia vista al Dall’Ara di Bologna contro la Polonia. Non bene i terzini. Zappacosta e Biraghi hanno spinto poco e male, non riuscendo a crossare bene per gli attaccanti. Bernardeschi si è impegnato molto, ma ha sciupato qualche occasione di troppo per segnare. Jorginho è stata croce e delizia. L’ex Napoli ha perso il pallone che poi ha portato al gol della Polonia, ma ha poi ben diretto il traffico a centrocampo e segnato il rigore del pareggio. A centrocampo non è piaciuto Gagliardini. Mancini alla vigilia si è lamentato dello scarso utilizzo dei giovani in Serie A. Barella e Benassi sono giovani e giocano, pure bene con Cagliari e Fiorentina. Perché tenerli a riscaldare la panchina? Male Insigne, ancora peggio Balotelli. Il folletto del Napoli ha confermato di avere qualche imbarazzo quando veste la maglia dell’Italia. L’attaccante del Nizza non era in perfette condizioni e si è visto in campo. Perché farlo giocare quando si hanno Belotti e Immobile che scalpitano?

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L’Italia non vince una partita ufficiale, amichevoli a parte, dallo scorso ottobre in Albania. Lunedì per Mancini e i suoi c’è un’altra prova d’appello: a Lisbona con il Portogallo. Il c.t. azzurro cambierà certamente qualcosa. Forse sarebbe ora di ripensare alle due punte. Le Nazionali che hanno fatto bene nella storia azzurra hanno sempre avuto due attaccanti. Mancini ci pensi. Per vincere le partite ci vogliono i gol e per risalire la china ne servono tanti. Lui che attaccante è stato, e che attaccante, lo saprà meglio di tutti. Almeno dovrebbe saperlo.

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