Pierini, nel nome del padre e di Cristiano Ronaldo. Santa Cruz, il gol come elisir di lunga vita

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Pierini, sognando Cristiano Ronaldo. Il padre è stato un arcigno difensore dell‘Udinese e della Fiorentina. Lui è un attaccante esterno che i gol li fa e li fa fare. Nicholas Pierini, 20 anni compiuti ad agosto, è uno degli ultimi prodotti del sempre fertile vivaio del Sassuolo. Formatosi nella giovanili di Parma ed Empoli con i neroverdi si è fatto notare nel campionato primavera. Tanto che lo Spezia lo ha voluto in squadra. Il giovane Pierini ha un vezzo, il numero 7. Quello del suo idolo, Cristiano Ronaldo. Come caratteristiche ci siamo. Destro di piede, gli piace partire largo da sinistra e segna. Nell’ultima giornata del campionato di Serie B ne ha infilati due nella porta del Brescia, contribuendo alla vittoria dei suoi. Pierini ha segnato i primi due gol dello Spezia, che poi ha vinto per 3-2.

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I liguri sono allenati da Pasquale Marino. Cultore del 4-3-3, modulo ideale per esaltare le caratteristiche del figlio d’arte. Una doppietta per presentarsi al calcio dei grandi, ma restando sempre con i piedi per terra. Papà Alessandro, che con il duro lavoro è arrivato a giocare la Champions League, gli avrà dato certamente dei buoni consigli. Il ragazzo ha la testa sulle spalle. Poche chiacchiere e tanti fatti. Il primo anno tra i professionisti è molto importante per la carriera di un giovane come Pierini. Dovesse continuare a fare bene il Sassuolo non ci penserà molto a portarlo in Serie A. Al Mapei Stadium sono abituati a lanciare giovani e giovanissimi. Così magari farà in tempo a sfidare Cristiano Ronaldo. Intanto Pierini ha già fatto meglio del portoghese in questa stagione. Ma la strada verso la gloria è ancora lunga per lui. Molto lunga.

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La doppietta di Pierini in Spezia-Bescia:

I giovani gol di Pierini, i gol per restare giovane di Santa Cruz

Senza i tanti infortuni sarebbe stato forse uno dei migliori attaccanti al mondo degli ultimi 15 anni. A Roque Santa Cruz non mancava niente: fisico, tecnica e senso del gol. Le ginocchia di cristallo ne hanno però condizionato pesantemente la carriera, ma lui da buon sudamericano non si è mai arreso. Neanche oggi, a 37 anni appena compiuti. Nel 1999, a 18 anni, il Bayern Monaco lo porta in Europa. I tedeschi spendono 7 milioni di dollari per strapparlo all’Olimpia Asuncion. L’inizio è sfolgorante, 5 gol nelle prime 11 partite giocate con la maglia del Bayern. Ma la sfortuna comincia molto presto a bersagliarlo, facendogli saltare lunghi periodi nelle stagioni in Baviera.

Intanto partecipa ai Mondiali 2002 con il Paraguay di Cesare Maldini. Santa Cruz gioca le quattro partite fino all’eliminazione dei suoi. El Puntero giocherà anche i Mondiali 2006 e 2010, ma senza lasciare troppe tracce di sé. Nel 2007 Santa Cruz lascia il Bayern e comincia il suo girovagare per l’Europa: Blackburn, Manchester City, Betis e Malaga, sempre con a dover fare i conti con gli infortuni. Nel 2016 torna all‘Olimpia Asuncion, lì’ dove era nata la sua carriera. Dopo tanti anni e tanti guai alle ginocchia Santa Cruz non ha ancora voglia di smettere. Come testimonia l’ultima doppietta segnata nel campionato paraguaiano contro il Guarani. Perché in fondo segnare è come andare in bicicletta. Una volta imparato non si scorda mai. Anche per Santa Cruz, il gigante con le ginocchia fragili come un cristallo di Boemia.

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La doppietta di Santa Cruz in Guarani-Olimpia:

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