Gattuso, un anno da Champions League al Milan: rossoneri meglio anche dell’Inter con Ringhio

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Gennaro Gattuso – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Gattuso, un anno vissuto pericolosamente. Il 27 novembre 2017 il Milan esonerava Vincenzo Montella e affidava la panchina a Rino Gattuso. Il guerriero rossonero, che già allenava la primavera milanista, torna a Milanello dopo 5 anni. Il bilancio fino ad ora è positivo. In questo lasso di tempo il Milan ha conquistato 65 punti, terzo posto tra le squadre di Serie A. Il distacco dalla Juventus (95 punti) è abissale, così come lo è quello dal Napoli (81). Ma da quando c’è Gattuso il Milan ha un passo da Champions League, avendo gli stessi punti della Roma e più di Lazio (62) e Inter (61). Eppure non basta. Sui social l’allenatore rossonero spacca i tifosi. Ma il lavoro del tecnico rossonero deve essere giudicato in ottica che va al di là del campo di gioco. Molto al di là.

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I rossoneri hanno subito in estate un traumatico cambio di proprietà. Dai fantomatici cinesi si è passati agli americani di Elliott. Via Fassone-Mirabelli, dentro Leonardo-Maldini (e dal 1° dicembre anche Gazidis). Via anche Bonucci, simbolo dell’era con gli occhi mandorla. Ecco arrivare Caldara-Higuain dalla Juventus. Il mercato è stato fatto in fretta e furia, in pratica dal 21 luglio al 17 agosto. Per gennaio è già stato preso Paquetà. Non basterà visto l’incredibile sequela di infortuni che ha colpito il Milan in questi ultimi tempi. Gattuso è uno che non molla mai. Ringhio dovrà soffrire per 40 giorni. Il 29 dicembre, con la Spal a San Siro, si chiuderà il 2018 rossonero. Poi arriverà il nuovo anno, il mercato (Uefa permettendo) e la possibilità di vincere il primo trofeo da allenatore del Milan. Il 16 gennaio 2019 c’è la finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus. Ma sopratutto niente più ombre cinesi, ma solo luci a stelle e strisce. Un buon punto di ripartenza. Anzi ottimo.

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Gattuso, meriti e colpe in un anno di Milan

Il Milan di un anno fa era una squadra senza identità, con grandi incertezze societarie e con un futuro nebuloso. L’inizio dell’era Gattuso fu da incubo. Pareggio a Benevento, sconfitte con Verona e Atalanta. Poi il gol di Cutrone nel derby di Coppa Italia con l’Inter diede il via alla rincorsa rossonera. Una scalata che si è fermato agli inizi di aprile e che si è consumata con un’incredibile sconfitta subita dallo spauracchio Benevento. Dell’estate abbiamo già parlato. Giorni caldissimi, che hanno rivoluzionato l’organigramma del Milan. La stagione è cominciata male, con un sconfitta Napoli dopo che Romagnoli e compagni vincevano per 2-0.

I primi gol di Higuain hanno riportato il sorriso. Ma non è bastato a convincere tutti i tifosi su Gattuso. Il tecnico calabrese ci ha messo troppo tempo per abbandonare l’infruttuoso 4-3-3, per passare al più produttivo modulo con due punte. Altro argomento di discussione è il poco turn-over. Se stanno bene al Milan giocano sempre gli stessi. Certo Gattuso non ha i ricambi della Juventus o del Napoli, ma facendo così si rischia di usurare i giocatori. A tal proposito chiedere informazioni a Biglia e Bonaventura. Sia chiaro, Gattuso merita una fiducia conquistata in questo anno solare. Ma lui per primo sa che deve fare di più. Al Milan si può sempre fare di più. Sempre.

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