Manchester United, Mourinho all’attacco contro i suoi: “Mancano di maturità. Sono bambini viziati”

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Manchester United – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Non è mai bello quando un allenatore non parla bene dei giocatori che ha in squadra, soprattutto se la sua panchina è già abbastanza calda per via di risultati al di sotto delle aspettative concordate con la dirigenza del club. Critiche pubbliche come quelle lanciate da José Mourinho contro alcuni suoi elementi nel Manchester United potrebbero motivare maggiormente la rosa a sua disposizione, attivando un senso di responsabilità nella testa di ogni singolo giocatore dei Red Devils. Oppure, in caso contrario, il rischio è quello di innescare un ammutinamento compatto da parte dei giocatori sottoposti, in precedenza, ad attacco verbale davanti alle telecamere.

Il tecnico di Setúbal non ha usato mezzi termini durante una sua intervista rilasciata a Univision, in cui ha portato avanti la sua tesi sulle differenze di maturità tra i giocatori di oggi e quelli di un tempo: “Qui ci sono giocatori che mancano di maturità, e voglio essere chiaro quando parlo di questo argomento. Intendo dire maturità a livello personale. Prima avevamo più uomini, eravamo più maturi, eravamo più preparati per la vita, eravamo meno protetti. Adesso sono bambini viziati, i ragazzi di oggi hanno una vita diversa, un ambiente più semplice e sto parlando delle persone che vivono attorno ai giocatori. Queste persone danno loro troppo affetto e troppe scuse. Le persone maturano molto più lentamente ora”.
Se l’allenatore portoghese avesse terminato qui il suo discorso non ci sarebbe stato nulla di così eclatante nelle sue parole da giustificare un’attenzione così particolare. Invece, Mourinho, con la sua solita schiettezza e il suo protagonismo, ha continuato il discorso sulla maturità, puntando il dito contro alcuni calciatori della sua rosa: Luke Shaw ha un grandissimo potenziale, ma al momento solo quello. Poi non sa come comportarsi e allora il potenziale rimane teorico. Martial, Lingard e Rashford sono giovani e con grande potenziale, ma alla fine della giornata tutto si riduce a una parola che non posso dire. Diciamo che a loro mancano un pò di carattere e un pò di personalità”.

È quindi un’invettiva a piedi uniti quella di Mourinho, sprezzante delle possibili ripercussioni che potranno suscitare le sue pesanti affermazioni nello spogliatoio del Manchester United.
Pensandoci bene, non è da lui una polemica così veemente contro i suoi giocatori spiattellata in pubblico senza remore. Basti pensare ai suoi anni all’Inter, quando gente come Materazzi ha pianto ed abbracciato un Mou in partenza verso la panchina del Real Madrid subito dopo aver vinto la storica Champions League nerazzurra del 2010. L’allenatore lusitano si è sempre contraddistinto per difendere a spada tratta tutti gli uomini sotto la sua guida, proteggendoli sotto la sua ala da una stampa spesso alla ricerca di crepe nello spogliatoio e di scoop inesistenti. La nuova versione di Mourinho nelle vesti di un comandante rigoroso che vuole rimettere in riga i suoi uomini è di sicuro inedita, ma siamo certi che il tecnico avrà avuto le sue ottime ragioni per un’uscita di questo tipo. Mou non è certo uno sprovveduto e forse, dietro le sue dure parole, avrà pensato di motivare in modo più efficace alcuni suoi “giovani viziati”, oppure è un modo per mettere alla porta coloro che non faranno più parte del progetto vuoi per contratti vicini alla scadenza (Martial), vuoi per il desiderio di dirigersi verso altri lidi più prestigiosi e meglio retribuiti (Lingard e Rashford).

Comunque si risolverà la situazione per i giocatori presi di mira, Mourinho ha fatto parlare nuovamente di sé, lui che fino a poco tempo fa era sull’orlo dell’esonero, salvato solo per l’inaspettata vittoria europea sulla Juventus. Per il tecnico ora c’è da mettere a posto la deficitaria classifica di Premier League, che vede il Manchester United mestamente ottavo e già a -7 dalla zona Champions League.

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