Nainggolan dà l’addio definitivo al Belgio: “Patetiche le scuse del ct”

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui
ROSTOV-ON-DON, RUSSIA - JULY 02: Nacer Chadli of Belgium celebrates after scoring his team's third goal with team mates during the 2018 FIFA World Cup Russia Round of 16 match between Belgium and Japan at Rostov Arena on July 2, 2018 in Rostov-on-Don, Russia. (Photo by Kevin C. Cox/Getty Images)

Foto originale Getty Images© selezionata da SuperNews

Per un calciatore, non essere amato e ben visto dagli uomini al comando della federazione del proprio Paese non rappresenta certo il massimo della vita, soprattutto pensando a quanto sia un motivo d’orgoglio essere portabandiera della propria terra d’origine durante le competizioni ufficiali come gli Europei e i Mondiali.
Un giocatore del calibro di Radja Nainggolan non ha mai avuto reali possibilità di lasciare il segno nella Nazionale del Belgio, a differenza di come ha sempre fatto nelle squadre di club che lo hanno messo sotto contratto. È singolare scoprire come un calciatore ritenuto da diverse stagioni tra i migliori centrocampisti della nostra Serie A, abbia totalizzato solo 30 presenze in Nazionale condite da 6 gol. Troppo poco per le grandissime qualità unanimemente riconosciute al funambolo di origini indonesiane, cresciuto calcisticamente in Italia grazie al Piacenza che a 17 anni ha creduto in lui, per poi dare il meglio di sé con le maglie di Cagliari e Roma.

Ai microfoni di ESPN, il Ninja, che ha festeggiato i 30 anni nel maggio scorso, ha ribadito il suo addio amaro alla Nazionale dei Diavoli Rossi dopo diversi anni in cui, a suo dire, è stato bistrattato prima da Marc Wilmots e poi dall’attuale ct Roberto Martinez.
Anche se Wilmots non stravedeva di certo per il Nainggolan fuori dal campo, l’ex ct belga non ha mai avuto il minimo dubbio quando si è trattato di inserire Radja nella rosa dei convocati per gli Europei del 2016. Per chi non ricorda, la competizione vide il Belgio spingersi fino ai quarti di finale, eliminato dal sorprendente Galles di Gareth Bale. In quella manifestazione giocata in terra francese, Nainggolan mise a referto due gol, non tradendo le sue caratteristiche di giocatore grintoso, esplosivo e bravissimo negli inserimenti offensivi.

Al contrario del suo predecessore in panchina, Roberto Martinez non ha mai dimostrato di puntare realmente sulle mille doti del nuovo centrocampista dell’Inter, tagliandolo fuori dai Mondiali russi disputati qualche mese fa. Esclusione che ha provocato una forte irritazione nella testa del giocatore, come da lui dichiarato: “Ero davvero deluso dal fatto di essere stato scartato senza alcun motivo pur giocando in un grande Europeo. In Belgio c’erano dei giocatori che non giocavano in club di livello e nonostante questo venivano chiamati. Non ho mai chiesto nulla, se venivo chiamato è perché giocavo 50 partite e mi meritavo la convocazione. Le scuse di Martinez? Tutte patetiche… Quando ero alla Roma ho giocato 50 partite in stagione ma ero criticato per la vita che conducevo. Penso che la gente non dovrebbe giudicare senza sapere nulla. Voglio che la gente mi dica le cose in faccia. Dopo magari avrei stretto la mano anche se non fossi stato richiamato, ma se qualcuno non si comporta così perde il mio rispetto. Avevo detto che se non fossi stato chiamato per il Mondiale non sarei mai più tornato a giocare col Belgio e così farò. Sono un uomo di parola. Se dovesse cambiare il ct e il nuovo mi pregasse di tornare, direi ancora di no, perché sono sicuro della decisione che ho preso”.

Parole al veleno che lasciano poco spazio a interpretazioni quelle pronunciate da Nainggolan nei confronti dell’allenatore iberico che deve le sue fortune agli anni positivi vissuti all’Everton.
Il Radja pensiero non si ferma qui, perché il trequartista punta il dito contro tutti coloro che si basano sulle voci di corridoio riguardo la sua presunta vita sregolata nel privato, fatta di sigarette e festini con gli amici. La reputazione di Nainggolan, evidentemente, è stata macchiata ancor di più quando il giocatore ha postato un video di un suo Capodanno “movimentato” ai tempi della Roma. Alcol, sigarette e bestemmie hanno rappresentato un cocktail esplosivo per dare il la all’ondata di critiche da parte dei puritani moralizzatori di turno.
Anche sulla scia di quell’evento spiacevole, Nainggolan, scaricato dalla Roma e passato all‘Inter, si è detto infastidito dai pregiudizi che lo circondano: “È difficile quando qualcuno ti attacca un’etichetta addosso ce l’avrai per sempre. Anche quando una squadra deve acquistarmi, si fa tante domande su di me. Ma penso di non essere una brutta persona, tutti quelli che mi conoscono ti diranno che ho il cuore più grande di tutti. Mi piace far star bene le persone intorno a me, è così che sono stato cresciuto”. 
Ora che sembrano ormai troncati definitivamente i rapporti tra Nainggolan e la Nazionale del suo Paese, il giocatore potrà dare la sua massima disponibilità alla causa interista. Spalletti certamente ne sarà felice così come i tifosi nerazzurri, che sperano di vedere ancora il giocatore che ha fatto la differenza nei quattro anni vissuti nella Capitale. Senza i rischiosi e stancanti ritiri da affrontare con le Nazionali, diminuiranno, di gran lunga, i rischi di infortuni e acciacchi fisici per il nuovo trascinatore del centrocampo nerazzurro.

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