Roma, il ritorno di De Rossi: l’ultimo dei Mohicani

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

De Rossi, il ritorno. Ormai l’ incubo infortunio è finito per capitan futuro, che a furia di chiamarlo così, è diventato vecchio calcisticamente parlando. Nonostante gli anni, Daniele De Rossi resta l’ unica garanzia del centrocampo giallorosso, ossia quella figura carismatica e di spessore su cui la squadra può contare nei momenti difficili. Purtroppo da solo non può risolvere tutto ma sicuramente può infondere coraggio e grinta agonistica ai suoi giovani compagni, che spesso si perdono dietro limiti caratteriali preoccupanti. Di Francesco sa di avere un jolly per poter risollevare il morale e il rendimento della sua giovane compagine; e questo jolly è De Rossi, che in tanti anni, ormai, ha vissuto ogni tipo di situazione: dai fasti di Capello e Spalletti ai disastri dell’incolpevole Luis Enrique. La Roma e i suoi tifosi attraverso il capitano hanno ancora una bandiera in cui identificarsi e sperare che la sua vita agonistica possa durare a lungo, perché , vista la politica della dirigenza giallorossa, cioè quella di comprare giovani promesse, farle maturare e poi rivenderle per sistemare i conti, lui  resta l’ unico pilastro del popolo romanista. Kevin Strootman, Radja Nainggolan, insieme al capitano, formavano il miglior centrocampo in Italia e non solo ma, come spesso accade,le cose che funzionano vanno distrutte, perché, dietro all’ alibi dei conti da risanare, si sacrifica sempre chi ama sul serio la Roma, come i suoi tifosi e la sua città. Con delle sconfitte memorabili, come quella di Firenze, si scredita un’intera comunità. E se per alcuni calciatori è indifferente, per il tifoso è un’onta indelebile, perché segue la squadra non per denaro ma per passione.

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De Rossi, con il Milan l’inizio della svolta?

Con il Milan c’è stata una piccola reazione di orgoglio in campo e De Rossi, per il suo blasone, incute rispetto e timore ai suoi avversari. Ora, se basta il solo capitan futuro a migliorare la situazione, figuriamoci quale Roma sarebbe stata con Salah, Alisson,Pjanic, per non parlare delle ultime cessioni dolorosissime di Kevin e Radja. Chi segue la Roma sa che la dirigenza vuole sistemare i bilanci,quindi non ci si può illudere di vincere mai nulla di importante come lo scudetto o la Champions. Ed è per questo motivo che la società doveva puntare molto sulla coppa Italia, la cui finale si gioca a Roma da molti anni ormai e non si capisce il perché venga sottovalutata da tanto tempo. Solo la Lazio ha capito l’ importanza di questa coppa ed infatti , ogni anno, lotta fino alla fine per poter sperare di giocarsi la finale tra le mura amiche. Il capitano contro il Milan è stato il faro, l’ancora , il factotum della squadra e quando la Roma tornerà ad avere almeno 4 o 5 De Rossi in campo, allora si che sarà un’altra storia.
E’ altrettanto vero che la valorizzazione dei giovani calciatori è importante, ma se questi non vengono affiancati a giocatori esperti e di livello, non potranno mai rendere per quello che valgono realmente. Dopo l’annuncio della sindaca Raggi che lo stadio si farà, la Roma potrà sperare in tempi migliori.

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