Serie A: tutto quello che c’è da sapere dopo le ultime riunioni.Urge il tema ingaggi.

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

Durante l’ultima assemblea di lega A , rigorosamente fatta con una riunione in videoconferenza, si è discusso sulle conseguenze che il virus ha generato in tutte le società .
Il problema che maggiormente preoccupava i presidenti era quello dell’eventuale ripresa degli allenamenti collettivi che per ora sembrano essere rinviati più in là, in quanto tutti hanno deciso di rispettare i provvedimenti emanati dalle autorità sanitarie competenti.

Le squadre hanno espresso all’unanimità la richiesta di sospendere gli stipendi per il mese di marzo . La figura che dovrà affrontare tale questione è Paolo Del Pino che dall’8 gennaio del 2020 è il presidente della lega calcio serie A, che avrà l’onore e l’onere di affrontare la delicata questione, ma legittima, con il presidente della F.I.G.C. Gabriele Gravina, dal quale ci si aspetta un importante e tempestivo segnale.

Per ora l’inopportuna proposta di alcuni presidenti che volevano riprendere gli allenamenti sul campo già dalla prossima settimana è stata accantonata, rasserenando un po’ gli animi degli addetti ai lavori che in questo caso ,seppur seguitissimi a livello medico, possono tirare un sospiro di sollievo per eventuali contagi e diffusione dello stesso coronavirus.
Ricordiamo ai presidenti responsabili, che questa pandemia non guarda in faccia a nessuno e ne tantomeno fa sconti ,perché come ben sanno ma ignorano o fanno finta di non rendersene conto, il covid-19 è talmente democratico ,invisibile e potente che può colpire proprio tutti anche i soggetti più sani e controllati, da un momento all’altro.

La cosa più nobile e giusta che potrebbero fare i  patron della serie A  è quella di indirizzare ogni energia e mezzo a loro disposizione a favore dei medici, degli infermieri e di tutti gli ospedali  che hanno un disperato bisogno di aiuti sia economici, umani nonché di strutture adeguate per debellare quanto prima la bestialità di questo silenzioso ma letale micro-organismo che nel giro di 3 mesi ha stravolto l’umanità intera, lasciando tutti increduli dell’accaduto tranne i virologi, che avevano previsto una pandemia del genere già da molto tempo, ma che purtroppo non sapevano quando sarebbe arrivata.

Gli ingenti tagli alla sanità e alle ricerche mondiali sulla prevenzione di tali sciagure ha fatto il resto.

Anche in Spagna si continuano a fare i conti  senza l’oste e  paventare una improbabile ripresa della liga a metà aprile, e francamente sono allibito , nonchè avvilito che in questo momento storico cosi delicato si pensi ancora al profitto e non agli uomini e alle donne che stanno morendo senza avere nemmeno il tempo di accorgersene ,con l’ulteriore strazio di non poter avere vicino nemmeno i propri cari (emblematico il caso di Bergamo che piange ).
Dunque la  soluzione logica  è la riduzione degli stipendi di tutti quanti dalla prima all’ultima squadra di ogni ordine e grado in modo da permettere ai vari amministratori di ovviare   al problema,e tra le prime che  adotteranno questa politica  nella penisola iberica  c’è il Barcellona che vanta un gigantesco tetto salariale di circa 671,429 milioni di euro,e già questa cifra potrebbe indurre a molti dibattiti sul tema ma lasciamo da parte  le polemiche.Ovviamente nelle leghe minori, dove si guadagna molto meno, ci  dovrebbero essere più tutele.

In Francia si paga il 70% lordo dello stipendio, in Germania i giocatori del Borussia Mönchengladbach hanno dato un bel segnale riducendosi l’ingaggio.

Nella ricca Svizzera alcuni tesserati del Sion non avendo accettato di essere messi in cassa integrazione sono stati allontanati.

In Italia anche se il ministro dello sport Spadafora non ha messo in cima alla lista dei problemi da risolvere la riduzione degli emolumenti ai calciatori ,ha comunque invitato tutto il sistema calcio a rivedere ,visto anche il difficile momento,il tema dei costi e di gestione delle stesse società, in virtù del fatto che molte di esse sono iper-indebitate con le banche , che in questo mondo che va al contrario, spesso   preferiscono fare prestiti alle squadre  piuttosto che alle persone in difficoltà, le quali magari hanno aziende a cui basterebbe poco per ripartire .
Di seguito vado ad elencarvi il monte ingaggi lordo delle compagini  militanti nella massima serie:
1 Juventus            294 milioni di euro.
2 Inter                   139 milioni
3 Roma                 125 milioni
4 Milan                 115 milioni
5 Napoli               103 milioni
6 Lazio                   72 milioni

7 Torino                 54 milioni
8 Fiorentina          50 milioni
9 Cagliari               44 milioni
10 Bologna             41 milioni
11 Genoa                 40 milioni
12 Sampdoria         36 milioni
13 Atalanta              36 milioni

14 Sassuolo              35 milioni
15 Lecce                    32 milioni
16 Parma                  31 milioni
17 Spal                      30 milioni
18 Udinese               30 milioni
19 Brescia                 28 milioni
20 Verona                25 milioni.
Totale :                    1 miliardo 360 milioni di euro.

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