19 aprile 1989, l’Italia più bella: tre italiane in finale nelle coppe europee

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui

Tutte le migliori favole iniziano sempre con “C’era una volta” e questa, purtroppo, è solo una favola, perchè ormai è troppo lontana dalla realtà. Ed allora, “c’era una volta” un mercoledì di coppe di 31 anni fa, durante il quale si realizzò un capolavoro tutto italiano: tre squadre del Belpaese arrivarono in finale nelle coppe europee. Milan in finale di Coppa dei Campioni, Napoli in quella di Coppa UEFA e Sampdoria in quella di Coppa delle Coppe. Un miracolo vero e proprio, soprattutto un ricordo lontano visto che negli ultimi 10 anni solo tre volte un’italiana è arrivata fino in fondo ad una competizione europea, e solo una volta (con l’Inter del Triplete nell’ormai lontano 2010) il trofeo è stato avvolto nel tricolore.

Ma torniamo a quel lontano mercoledì: l’impresa più eclatante, probabilmente, la realizza il Milan di Sacchi. La semifinale di andata contro il Real Madrid era terminata 1-1 al Bernabeu, ma a San Siro fu tutta un’altra storia. I fenomeni olandesi misero a ferro e fuoco la difesa del Real, e atterrarono in maniera devastante la squadra merengue: 5-0, spettacolo in campo e sugli spalti, i rossoneri sono in finale, il Madrid subisce la sua più pesante sconfitta in campo europeo. Il Milan era nel piano dei suoi anni d’oro, Sacchi ed il suo calcio totale facevano impazzire il mondo e, inevitabilmente, in finale contro lo Steaua Bucarest arrivò la vittoria (4-0: segnava pochino, quella squadra).

Il Napoli, a Monaco Di Baviera, non è da meno. Gli azzurri hanno vinto 2-o contro il Bayern al San Paolo, e soprattutto possono contare sul giocatore più forte al mondo: Maradona all’andata serve l’assist per entrambi i gol, e già solo il suo nome terrorizza i bavaresi. In quella stagione è in rotta con il suo allenatore, ma è pur sempre El Pibe de Oro: anche al ritorno, disegna calcio e offre due assist a Careca. Finisce 2-2, col Napoli due volte in vantaggio e due volte ripreso, ma è una prestazione spensierata, con 15.000 tifosi partenopei che cantano e festeggiano sugli spalti. Dopo aver già eliminato la Juventus ai quarti, va fuori anche il Bayern, e Maradona e compagni potranno poi sollevare la coppa dopo la vittoria contro lo Stoccarda in finale.

Ma la più grande sorpresa è la Sampdoria. E’ una squadra in crescita, quella del presidente Mantovani, del tecnico Boskov e dei gemelli del gol Vialli-Mancini, ma non è mai arrivata così vicina al cielo, ad un passo da una finale europea. All’andata i blucerchiati si impantanano in Belgio: sconfitta per 2-1 in casa del Malines, con Vialli che trova il fondamentale gol quando la partita si avviava verso il 2-0, ma si fa anche ammonire e viene costretto a saltare il match di ritorno. A Marassi, però, gli uomini del tecnico jugoslavo giocano una mezzora finale da gladiatori: pur senza il loro bomber principe, i doriani trovano tre reti con Cerezo, Dossena e Salsano, E’ un’impresa storica, il Doria raggiunge la prima finale europea della sua storia: arriverà una sconfitta in finale contro il Barcellona, ma le gloriose gesta di quella squadra sono ancora ben impresse nella mente dei tifosi.

Questa è l’Italia dell’epoca, quando eravamo re. Erano anni d’oro, anni magici, quelli di Maradona e di Platini, di Zico e degli Olandesi, dello scudetto del Verona e del Mundial di Bearzot, della Sampdoria di Boskov e di Italia ’90: c’era una volta la felicità. Tornerà anche lei, stiamone certi.

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