Alvaro Pereira: l’uruguaiano ingrato e senza garra charrua

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

Che fine ha fatto Alvaro Pereira? Cosa non è andato nella sua esperienza all’Inter?
Lo scopriremo insieme, evidenziando le ultime parole al veleno rilasciate dall’uruguaiano in merito alla sua parentesi nerazzurra.

Gli inizi in patria e l’approdo in Europa

Alvaro Pereira nasce a Montevideo il 28 novembre 1985. Inizia la propria carriera da calciatore in patria, al Miramar Misiones, ma è solo al suo passaggio all’Argentinos Juniors che la sua carriera ha una svolta in positivo. Realizza 11 gol in 35 presenze in una sola stagione, numeri impressionanti per un terzino sinistro. Il Cluj è la prima squadra europea a credere nel ragazzo, acquistandolo per 2,5 milioni di euro. In Romania, Alvaro Pereira continua la propria crescita ed in una sola stagione colleziona 37 presenze e 2 gol. È il trampolino di lancio perfetto per andare al Porto e fare un step successivo (la squadra portoghese sborsa 4,5 per accaparrarselo): tre stagioni al Porto, con un totale di 120 presenze e 2 reti. Alvaro diventa un terzino di livello internazionale ed inizia la propria avventura con l’Uruguay. Con la propria nazionale viene convocato per i Mondiali del 2010 in Sudafrica, dove disputa 5 partita e realizza una rete proprio contro il Sudafrica.

L’Inter

Nell’estate del 2012 l’Inter, attraverso la persona di Marco Branca, decide di puntare sul terzino uruguaiano e lo acquista per una cifra vicina ai 13 milioni di euro. La parentesi all’Inter per Alvaro Pereira inizia discretamente, prosegue male e finisce anche peggio. Nelle prime apparizioni convince il popolo di San Siro che lo apprezza per la discreta spinta in fase offensiva (realizza persino un gol contro il Chievo alla sua quarta gara in campionato con la maglia nerazzurra).

Forse in pochi si sarebbero aspettati che quello sarebbe stato l’unico gol realizzato dal terzino uruguaiano in maglia nerazzurra. Alvaro comincia un periodo negativo in stagione, non si adatta facilmente ai compiti difensivi che vengono richiesti a qualsiasi terzino in Italia ed inizia a perdere la fiducia nei propri mezzi, cominciando a sbagliare anche in fase offensiva: imprecisione nei passaggi e una grande quantità di cross finiti in curva. Stramaccioni lo relega in panchina, a favore di un più affidabile Nagatomo. Quella del 2012/2013 è una stagione sfortunata per l’Inter in termine di infortuni, uno dei quali capiterà anche a Nagatomo. Strama è costretto a schierare Alvaro Pereira fino al termine della stagione, nella quale totalizzerà 40 presenze, senza mai riuscire a brillare.
La stagione successiva, con Walter Mazzarri in panchina, Alvaro Pereira non troverà quasi mai una posizione in campo nel 3-5-2 in cui tanto bene fanno gli esterni Nagatomo e Jonathan. A gennaio l’Inter decide di liberarsi di lui cedendolo in prestito al San Paolo, in Brasile.

Alvaro, il giramondo in decadenza

Alvaro Pereira inizia col piede sbagliato la sua esperienza in Brasile, con un goffo autogol.
A proposito di autogol, Alvaro Pereira riuscirà a stabilire un record negativo con la maglia dell’Uruguay: l’autogol più veloce della storia della Copa America.

La stagione in Brasile sarà però molto positiva per l’ex Inter che ritrova una buona fiducia in sé stesso, disputando una grande stagione che gli consentirà di essere premiato come miglior terzino del campionato. Il San Paolo decide di esercitare il riscatto, versando 7 milioni di euro nelle casse nerazzurre. L’uruguaiano però chiede di essere trasferito a gennaio all’Estudiantes: dietro la scelta, motivi personali (la moglie era argentina e la figlia era nata lì). Dopo una stagione e mezza in Argentina, ricominciano i malumori per Pereira che vuole rimettersi in gioco in Europa. Nel 2016 il prestito al Getafe, esperienza per niente positiva, dove giocherà col contagocce. Al termine di questa esperienza, l’Estudiantes lo manda in prestito per 3 anni in Paraguay, al Cerro Porteño. Nel 2019 arriva l’ora per Alvaro Pereira di tornare in patria, al Montevideo (dove disputa solo 5 presenze). Nel 2020 il terzino si accasa con il River Plate, squadra dove milita tutt’ora, continuando però a vedere il campo solo col binocolo (sono 3 le presenze in stagione finora).

Le parole rilasciate nelle ultime ore

Nelle ultime ore Alvaro Pereira ha parlato: le sue sono parole al veleno nei confronti della sua esperienza all’Inter. L’intervista riguardava la sua carriera, in particolare le stagioni al Porto e il suo addio da esso: “Ho capito che il Porto stava cercando di vincere a livello nazionale, ma sempre cercando di vendere più che comprare. E a quel punto dissi che se fosse stato così, allora avrei preferito andarmene. Comunque, quello fu il più grande errore della mia carriera“.
L’uruguaiano considera dunque il passaggio all’Inter come l’errore più grande della sua carriera. Dopo aver visto l’evoluzione o meglio involuzione della carriera del terzino ex Inter, risulta troppo facile smentire le precedenti parole. I tifosi dell’Inter non hanno ricordi felici con lui in campo. I motivi del suo insuccesso non si sanno, ma verosimilmente andrebbero ricercati sia tra le abilità calcistiche dell’uruguaiano (scarse), sia nella mancanza di personalità per giocare in certi palcoscenici (una vera e propria eccezione per gli uruguagi, da sempre caratterizzati dalla forte personalità e dalla famosa Garra Charrúa).

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