Atalanta in Champions League, lo storico approdo ai quarti di finale

Pubblicato il autore: Gabriele Pacecca Segui

Atalanta in Champions League, il cammino dei nerazzurri che li ha portati in questi anni dai bassifondi della classifica ad un posto tra le prime 8 d’Europa.

L’intero sistema calcio in questo periodo è stato sconvolto dal Covid-19, così come qualsiasi aspetto della vita quotidiana e lavorativa di ogni individuo. I vari club attendono ulteriori disposizioni da parte del governo e degli enti federali appositi, con l’auspicio di ripartire non appena l’emergenza si sia drasticamente affievolita.

Facendo un bilancio della stagione sportiva, fino al blocco causato dal virus, merita una speciale menzione una delle squadre più in forma degli ultimi anni, ovvero l’Atalanta. I bergamaschi infatti sono stati protagonisti di un percorso straordinario, che li ha portati ai quarti di Champions League, dopo la clamorosa rimonta nel girone iniziale (con il secondo posto dietro il Manchester City ottenuto ai danni di Dinamo Zagabria e Shakhtar Donestk) e il doppio ko inflitto al Valencia, lontana dai fasti di un tempo ma pur sempre avvezza a tali palcoscenici. Un risultato clamoroso, frutto di una programmazione seria e organizzata da parte della società e delle capacità di Giampiero Gasperini.

Atalanta in Champions, un successo che viene da lontano

L’exploit della Dea ha radici profonde, risultato dell’ottimo lavoro svolto dalla famiglie Percassi negli ultimi 5 anni. Da squadra di media e bassa classifica si è trasformata in una compagine di livello, ancora con con ampi margini di miglioramento.

Nella stagione 2015/2016 i nerazzurri, all’epoca allenati da Edy Reja, avevano concluso la stagione con un dignitoso 13 esimo posto e 7 punti sopra la zona retrocessione. Nulla lasciava presagire un cambiamento di rotta così epocale. L’anno seguente gli orobici invece hanno raggiunto meritatamente il quarto posto, con il pass per l’Europa League dopo oltre 25 anni d’assenza dalle coppe.  Un aspetto che tuttavia non si è fatto sentire, con il primato nel girone (con club del calibro di Lione ed Everton spediti alle spalle) e l’uscita a testa alta ai sedicesimi contro il Borussia Dortmund.

Il 7° posto della stagione 16/17 vale nuovamente il biglietto per la seconda competizione europea. Con l’eliminazione ai play off ad opera del Copenhagen ai rigori l’attenzione si riveste tutta sul campionato con il terzo posto conquistato all’ultima giornata  davanti a compagini blasonate come Milan ed Inter, e la prima storica qualificazione dell’Atalanta in Champions League.

La Dea diventata grande con Gasperini e Percassi

A fare l’ulteriore differenza è stata la maestria del mister di Grugliasco, capace di dare un gioco frizzante ai propri giocatori. Un impianto corale caratterizzato da una forte impronta europea, nella quale hanno ben figurato giovani provenienti dalle serie minori come Petagna, Caldara, Kessié, i semisconosciuti Hateboer, Gosens, Freuler e soprattutto i fuoriclasse della squadra Ilicic e Gomez.
A ciò vanno aggiunti  gi investimenti della società, con un potere d’acquisto nettamente superiore rispetto agli anni passati, dato l’arrivo di giocatori pagati profumatamente (rispetto agli standard precedenti), fra cui Zapata, Muriel e Malinovskyj.

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