Sul nodo ingaggi fondamentale mediare tra società e l’ AIC

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

A causa della pandemia di covid 19, che ha interrotto bruscamente  tutto lo sport compreso il campionato di serie A, durante la riunione sul tema della riduzione degli ingaggi, il Presidente della massima serie Dal Pino e l‘amministratore delegato della stessa De Siervo, hanno trovato l’accordo con tutti i team per un’ eventuale riduzione di un terzo degli ingaggi dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori ma non ancora con l’AIC.

Questa riduzione sarà definitiva qualora ( almeno  per ora) non si riuscisse a riprendere il regolare svolgimento del torneo ,mentre nella migliore delle ipotesi, se dovesse esserci una ripresa, i cui tempi ancora sono incerti, la riduzione sarà di un sesto.
Non sono mancate le polemiche tra i massimi esponenti dell’AIC ( Associazione Italiana Calciatori) come il vicepresidente Calcagno e il Presidente Tommasi, che reputano questa scelta esclusivamente a danno dei loro assistiti perché in questo modo, a detta di entrambi, è palese che si voglia addebitare tutto ai giocatori che nonostante stiano in continuo e stretto contatto con i loro dirigenti per trovare una soluzione adeguata, sono rimasti perplessi da questa decisione, diciamo ufficiale.

L’unico spiraglio in questo momento per tutta la categoria è , come sostiene Calcagno, la negoziazione tra società e calciatori,dove questi ultimi sono pur sempre  i principali artefici dello spettacolo.
E’ chiaro che questa decisione inciderebbe negativamente soprattutto sulla fascia di giocatori che non hanno ingaggi faraonici e che quindi dovrebbero essere maggiormente tutelati. Per evitare una rottura tra l’AIC e la Lega di Serie A è doveroso non solo trovare un accordo ma ascoltare i vertici della stessa Associazione.

Per quanto riguarda la  lega di serie B riunitasi  anch’essa, si è deliberato lo stop agli emolumenti dal giorno in cui è stato sospeso il campionato, con la possibilità di ridurre gli ingaggi del 30%  qualora si tornasse a giocare.
Le società per tutelarsi ulteriormente hanno chiesto la sospensione dell’esibizione del parametro del patrimonio attivo circolante  che si presenta come garanzia ad ogni inizio  di stagione.

Di definitivo ancora non c’è nulla ma siamo certi che Tommasi e Calcagno difenderanno ad oltranza i diritti dei propri calciatori e riusciranno a trovare una soluzione che soddisfi entrambe le parti.

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