Ufficiale: Messi rimane al Barça. L’intervista da goal.com

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Alla fine Leo Messi rimane al Barça. Rimane “nel club della mia vita, come ho sempre detto che è”. Dopo tanti giorni di silenzio e speculazioni intervallate dal famoso, famosissimo burofax, finalmente sono arrivate le parole del giocatore. Leo Messi rimane al Barcelona. Le sue parole sono insieme, un grido di dolore e di aiuto del capitano blaugrana, conditi da qualche contraddizione.

Leo lo dice subito. “La mia decisione è stata sofferta, ma è tutto l’anno che sto maturando la scelta di andare via, cambiare squadra e città. Ho maturato l’idea di aver terminato la mia vita qui al Barcelona. Il club aveva bisogno di gente più giovane, gente nuova e pensavo di aver terminato la mia storia con il Barcelona, dispiacendomene moltissimo perché ho sempre detto che volevo chiudere qui la mia carriera. E’ stato un anno molto complicato, soffrendo molto nelle partite, negli allenamenti e nello spogliatoio. E’ diventato tutto molto difficile ed è arrivato il momento di cercare nuovi obiettivi, un’atmosfera nuova”. E’ anche vero però che il rosarino ha dichiarato che la sua decisione di lasciare “il club della mia vita” era dovuto al fatto di non avere più una squadra competitiva per raggiungere grandi traguardi. “E’ da molto tempo che non c’è un progetto, non c’è niente. Stanno facendo i giocolieri, tappando i buchi come vengono a crearsi. Io volevo un progetto vincente e conquistare titoli per il club e per continuare a ingrandire la leggenda del Barcelona a livello di titoli”. Ho sempre pensato al bene della mia famiglia e del club”.
Qui Leo si contraddice lievemente quando prima sostiene di voler fare un passo indietro per permettere al club di ringiovanire la squadra (con bene tutelato primario il club) per poi sostenere che il motivo della sua scelta di andare via era dettato dall’impossibilità di vincere con il Barça.

Messi ha ribadito che la decisione non è maturata dopo o a causa dell’8-2 contro il Bayern, dato che è arrivata da lontano. “Stavo pensandoci da molto tempo”. E qui una nuova forte stoccata a Bartomeu. “Lo dissi al presidente; e bene, il presidente mi ha sempre detto che alla fine della stagione avrei potuto decidere se restare o andar via. Alla fine non ha mantenuto la sua parola”.

La decisione di lasciare il Barça e Barcelona è stata estremamente sofferta, tanto più che la famiglia, appena saputo della decisione che aveva maturato è scoppiata in lacrime. “E’ stato un dramma enorme. Hanno pianto tutti. miei figli non volevano andare via e cambiare scuola. Io ho guardato oltre perché voglio competere al massimo livello, conquistare titoli e vincere la Champions. La puoi vincere o meno perché è molto difficile, ma almeno bisogna competere e che non accada ciò che è avvenuto a Roma, a Liverpool e a Lisbona. Tutto questo mi ha fatto prendere la mia decisione”.

E arriviamo così al tasto del contratto e della clausola. “Io ho sempre pensato che sarei stato libero alla fine della stagione. Il presidente mi ha sempre detto così. E adesso si afferrano alla data del 10 giugno, dicendo che avrei dovuto comunicarlo prima del 10 giugno, quando il 10 giugno stavamo giocando in Liga a causa di questo virus… Così adesso io rimango qui perché il presidente mi ha detto che potrei farlo solo pagando la clausola. Ma è impossibile pagare 700 milioni. Altrimenti sarei dovuto andare in giudizio contro il Barça. Io non andrei mai a giudizio contro il Barça perché è il club che amo, che mi ha dato tutto da quando sono arrivato, è il club della mia vita, la mia vita è qui. Il Barça mi ha dato tutto e io gli ho dato tutto. Non mi è mai passato per la testa portare il Barça a giudizio”.

Uno dei motivi di massimo dolore è stato quello di aver letto o sentito che la gente stava dubitando del mio barcelonismo con tutta la gratitudine che devo a questo club (E’ chiaro che il fatto di essere rimasto in silenzio ha alimentato le voci e le illazioni. Senza le sue dichiarazioni a confutare certi commenti, che cosa poteva pensare il barcelonismo?). Io lo amo e non starò meglio che qua. Però (e ripete questo concetto) ero nel diritto di andare via per cercare nuovi obiettivi e percorsi. Anche se poi all’indomani mi sarebbe toccato tornare perché qui ho tutto. Miei figli, la mia famiglia, sono cresciuti qui e sono di qui. Non c’era niente di sbagliato a andare via adesso. Ne avevo bisogno io, il club ed era un bene per tutti”.
In realtà se il club ha fatto di tutto per trattenerlo, evidentemente non era un bene per la squadra e il club. Forse solo per Leo Messi.

E arriviamo al punctum dolens del burofax. Perché quel gesto? “Il burofax era per ufficializzare la mia decisione in qualche modo.  Non era per creare polemica, per andare contro il club. Solamente per rendere ufficiale una decisione già presa”. ” Se lo avessi detto in un altro modo avrebbero pensato a uno sfogo e tutti avrebbero dimenticato”. Sostanzialmente l’opinione pubblica lo avrebbe preso per uno sfogo e non per una decisione vera, ufficiale, irrevocabile.

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