Dybala e la Champions League. Rapporto davvero complicato?

Pubblicato il autore: Montrosset Marc Segui

“Dybala non è decisivo in Champions”, “Dybala segna solo in Serie A”, “Dybala è sopravvalutato”, “Dybala, nelle partite importanti di Coppa campioni, si nasconde.” Queste sono solo alcune delle diverse critiche nei confronti di Paulo Dybala da parte di molti tifosi juventini. Criticato spesso per i pochi gol decisivi in Champions e per non essersi mai saputo trascinare la squadra sulle spalle. I numeri europei non sono effettivamente a suo favore. 15 gol in 48 partite europee sono troppo pochi. Ripercorrendo però le stagioni passate possiamo notare come la “Joya” abbia anche saputo trovare la via del gol in diversi importanti match di coppa.

Il gol al Bayern, la doppietta davanti a Messi e infine la delusione di Cardiff

Nella prima stagione in maglia bianconera, la Joya trovò la sua prima rete in Champions agli ottavi di finale. L’avversario fu il Bayern Monaco, non un avversario qualunque. I bianconeri, sotto per 2-0 a Torino avevano bisogno di un’episodio per riaprirla, e ci pensò proprio lui. Gol del 1-2 che riaccese tutto l’ambiente e partita poi pareggiata da Sturaro. Nel match di ritorno la Joya non poté però giocare per infortunio. L’anno successivo mise lo zampino agli ottavi con il Porto (gol su rigore in casa), ma soprattutto con il Barcellona ai quarti. Nel match d’andata l’argentino segnò una doppietta nei primi 20 minuti di gara, di fronte alla sua gente ma soprattutto davanti agli occhi di Lionel Messi. Il match terminò poi 3-0. I media impazzirono e le varie testate giornalistiche iniziarono a fare contronti tra i 2. “Dybala erede di Messi!”, “Dybala Messi, ci siamo!” Furono questi i titoli dei vari giornali. Nei mesi successivi, la squadra di Pirlo raggiunse la finalissima. Nella finale di Cardiff tra Juventus e Real Madrid, sia la Joya che l’intera formazione bianconera però steccarono. Il mattatore non fu Dybala, ma Cristiano Ronaldo. CR7 trascinò la propria squadra al successo, firmato anche da Casemiro e Asensio nel 4-1 finale. Tanta delusione, unita dalla piena consapolezza che a Dybala mancava e manca ancora tanto per avvicinarsi ad alieni come Messi e Ronaldo.

La maglia numero 10, l’espulsione ai quarti di Champions, e la convivenza in campo con Cristiano.

A distanza di 2/3 mesi dalla sconfitta di Cardiff, la dirigenza della Juventus decise di affidare la maglia n°10 a Dybala. Maglia che nel corso della storia juventina venne indossata da leggende come Platini, Baggio e Alessandro Del Piero. Tuttavia, la Joya non ne sentì la pressione, anzi, l’argentino, nei primi mesi di campionato, fu il trascinatore assoluto con i suoi innumerevoli gol. In Champions però l’argentino fece ancora fatica a sbloccarsi. La vecchia signora passò comunque il turno da seconda, e nel sorteggio di Nyon trovò il Tottenham. 2-2 nel match di andata a Torino, e ritorno ancora aperto. A trovare il gol decisivo nella trasferta di Londra fu proprio lui: Paulo Dybala. Dopo il gol del vantaggio spurs firmato da Son, a ribaltare un match complicato ci pensarono Higuain e appunto la Joya. 2-1 finale sotto l’arco di Wembley e Juventus ai quarti.
L’avversario fu il Real Madrid, in un match che aveva l’aria di essere una rivincita per bianconeri, sconfitti a Cardiff in finale l’anno prima. La serata però fu un disastro. La squadra, all’ora allenata da Allegri, perse 3-0 e perse anche Dybala per il match di ritorno. Paulo venne infatti espulso per doppia ammonizione. Le critiche che piombarono su di lui furono innumerevoli. Al ritorno poi Cristiano Ronaldo segnò l’1-3 facendo andare in fumo la quasi rimonta perfetta dei bianconeri. Nell’estate di quell’anno, Paratici riuscì incredibilmente a portare lo stesso CR7 a Torino. Con Higuain in partenza, tutti i tifosi juventini fantasticarono su un tandem d’attacco composto da lui e Dybala. Molti pensavano anche che l’argentino, con Cristiano al suo fianco, avrebbe fatto il salto di qualità definitivo. Le cose però nei mesi successivi non andarono granché bene per il 10 bianconero . Complice una sistemazione tattica  a lui non congeniale, Dybala realizzò  la sua peggior  stagione in bianconero, realizzando soltanto 10 gol in 42 presenze stagionali.
In Champions però l’argentino iniziò ad ingranare fin da subito, al contrario degli anni precedenti. Tripletta al modesto Young Boys, e gol decisivo a Old Trafford. Nel match degli ottavi, la Juventus perse 2-0 con l’Atletico Madrid, ma Cristiano Ronaldo e soci riuscirono a ribaltare nel match di ritorno a Torino, grazie alla tripletta del portoghese ex-Real Madrid. Nei quarti di finale, l’attaccante ex-Palermo rientrò da un’infortunio e non fu mai al 100%. Nell’andata Paulo con l’Ajax entrò nel finale, mentre nella gara di ritorno l’argentino fu costretto ad uscire per una ricaduta dopo 45 minuti. Gli olandesi eliminarono clamorosamente la vecchia signora e si qualificarono per la semifinale. Nella stessa estate i rumors diedero per certo l’addio di Dybala, accostandolo a diverse squadre inglesi, Tottenham e Manchester United in particolare.

L’evoluzione con Sarri e gli infortuni e i troppi infortuni nei momenti chiave della stagione

Con Sarri alla guida, Dybala svoltò. Il 4-3-1-2 dell’allenatore ex Napoli permise alla Joya di esprimersi al meglio. L’argentino iniziò a segnare a raffica e nei match in cui un Cristiano Ronaldo non riusciva a prendersi la scena, ci pensava lui a fare la parte del campione. La doppietta con il Lokomotiv Mosca, e la punizione meravigliosa con l’Atletico Madrid furono solo alcune delle innumerevoli prodezze realizzate in quella stagione. Tuttavia, Paulo Dybala è da sempre particolarmente delicato. Furono molti e lo sono ancora, i tanti infortuni che hanno tenuto Paulo lontano dai campi di gioco. L’attaccante classe 93 la scorsa stagione dovette infatti saltare il ritorno degli ottavi di Champions con il Lione. Durante questa stagione l’ora tecnico bianconero Andrea Pirlo ha dovuto a fare a meno del campione per molto partite. In particolare il tecnico bresciano è stato costretto a fare a meno dell’argentino nei 2 match con il Porto in Champions League. Dopo 5 anni in maglia bianconera, Paulo Dybala non si è mai dimostrato un verio e propio goleador. Tuttavia, nonostante il pensiero comune di molti juventini sia differente, possiamo evidenziare come l’attaccante classe 93 abbia saputo trovare la via del gol diverse volte, anche in Champions League nelle partite importanti.

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