Intervista a Pasquale Vurchio, personal trainer e tecnico Csain-Coni, sul dramma che i gestori delle palestre stanno vivendo

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

Il Covid-19 ha messo in ginocchio l’intera filiera del settore salute e benessere, che prima della pandemia generava un introito da 10 miliardi di euro annui, adesso drasticamente scesi a 5.5. Di questa problematica ne parliamo con l’esperto Pasquale Vurchio, il quale è un personal trainer certificato ISSA, tecnico Csain-Coni, responsabile della formazione di istruttori qualificati ed infine socio amministratore di una palestra molto professionale nella capitale, denominata Gold Gym Roma. Come tutti i gestori delle suddette attività, ha vissuto (e sta vivendo) sulla propria pelle il maledetto virus, che in 12 mesi ha distrutto ogni certezza economica e lavorativa nell’intero pianeta. Con lui cercheremo di comprendere, nel dettaglio, tutte le criticità dell’intero comparto.

C’è qualcosa che consiglierebbe al governo per venire maggiormente incontro alle esigenze dei gestori di palestre e piscine?
Pasquale: la prima cosa che consiglierei al neo governo è che a capo del ministero dello sport e delle politiche giovanili (qualora fosse previsto), ci sia qualcuno che dello sport se ne intenda per davvero, ma non solo come sportivo-atleta praticante o che abbia praticato in passato, ma qualcuno che sappia cosa si intende per management sportivo. Cosa che, stando alle previsioni, nemmeno col nuovo esecutivo Draghi, avverrà.

Dall’inizio della pandemia ad oggi, quanti incassi ha perso la sua struttura?
Pasquale: Dall’inizio della pandemia è passato ormai un anno, i danni sono enormi. Per una struttura di medie dimensioni come la mia palestra, ci sono mancati incassi per 100-150 mila euro, figuriamoci per le strutture più grandi. I ristori sono stati del tutto insufficienti. Si sono basati sui canoni d’affitto, ma una palestra ha ben altri costi. Nulla è stato fatto per sospendere gli oneri delle bollette luce-gas e acqua, che sono continuate ad arrivare anche da chiusi, oltre ad altre incombenze: alcune palestre hanno macchinari in leasing o noleggio, rate con le banche ecc. ecc., e nulla di tutto ciò è stato sospeso.

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Dell’ultimo decreto cosa la convince e cosa no?
Pasquale: il precedente Ministro dello sport Spadafora, ha fatto molto per lo sport di base e ha provveduto ai ristori per i lavoratori delle palestre, anche se, a mio avviso, le modalità e gli importi sono stati dati in maniera generica senza tener conto delle differenze di retribuzione in essere al momento della chiusura, cosicchè alcuni lavoratori hanno ricevuto molto di più di quello che normalmente avrebbero percepito, per altri, invece, l’esatto contrario.

Quanti anni ci vorranno per riprendersi?
Pasquale: la ripresa sarà molto dura, già dopo la prima chiusura, le persone che si sono riaffacciate in palestra sono state il 50% in meno rispetto alla normalità, questo perchè (ovviamente) c’è chi ha preferito aspettare per la paura di un nuovo stop, chi per timore dei contagi, e chi ha rinunciato per motivi economici. Secondo le direttive del Ministero, ma anche per una nostra coscienza (parlo a nome di tutte le palestre), sono stati emessi dei voucher per recuperare i periodi non usufruiti durante la chiusura, e questo ha portato un ulteriore danno economico per noi, in quanto la struttura era aperta a pieno regime, con tutti i costi fissi, oltre a quelli nuovi per le sanificazioni; quindi tra l’afflusso ridotto ed i periodi da far recuperare, è stato lavorare in totale perdita. Credo che la stessa situazione si ripeterà quando riapriremo, e che ci vorranno almeno 2-3 anni per la ripresa delle normali attività, virus permettendo.

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Cosa doveva o dovrebbe fare lo Stato per starvi più vicino?
Pasquale: per primo bloccare i costi fissi delle utenze, almeno per 1 anno, poi bloccare gli affitti per le palestre che hanno in locazione una struttura, perchè i ristori fin qui arrivati sono serviti per pagare i propietari delle mura, e contenti loro, a noi cosa rimane? I ristori degli istruttori dovrebbero essere parametrati a seconda del contratto che hanno.

Sono tanti anni ormai che lei opera nel settore dello sport, avrebbe mai immaginato di dover vivere una tale situazione, in cui un piccolo ed invisibile virus avrebbe messo a tappeto la Terra?
Pasquale: no, non me lo sarei mai immaginato, anche se da anni, Bill Gates e company, paventavano ciò che poi effettivamente è accaduto, sarà una coincidenza?

Il coronavirus ci renderà migliori o peggiori di quello che siamo?
Pasquale: il coronavirus ci renderà più consapevoli che dovremo convivere con il covid e con la possibilità  che ci potranno essere ulteriori pandemie in futuro, sicuramente ha rotto diversi equilibri, sopratutto a livello psicofisico.

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Riesce a comprendere i motivi per cui, mentre molti italiani soffrono, ci sia qualche irresponsabile che giochi sulla pelle e sui nervi tesi del popolo?
Pasquale: purtroppo si dice che il sazio non crede al digiuno. Le politiche fin qui adottate, non hanno tenuto conto della drammaticità della situazione, perchè chiedere di rimanere chiusi alle attività, che con il loro lavoro si sostengono e danno da mangiare a diverse famiglie, sembra un piccolo sacrificio per chi decide (non lo è per chi la subisce questa decisione), ma vorrei chiedere al Governo ed ai parlamentari di provare a togliersi lo stipendio per 12 mesi filati e, se avessero bisogno di cibo o di pagare bollette, affitti, finanziamenti ecc. ecc.,  andassero a chiedere un finanziamento in banca e lo ripagassero  a rate con interessi, perchè è proprio questo quello che hanno detto di fare agli imprenditori che sono stati costretti a chiudere.

Tornasse indietro, investirebbe nuovamente nello sport?
Pasquale: col senno di poi no, ma chi lo avrebbe mai immaginato?

Ringraziamo Pasquale Vurchio per questa intervista, che ci ha aiutato a capire i piccoli e grandi problemi che un gestore di palestre oggi deve affrontare, e superare, per sopravvivere al Covid-19, e lo salutiamo con la speranza che presto si possa ripartire a pieno ritmo per la felicità sia dei propietari che degli utenti, i quali non aspettano altro per poter tornare ad avere un luogo dove mettersi in forma e sopratutto socializzare.

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