Daniele De Vezze a SuperNews: “Bari da playoff, avvio da urlo. Cheddira impatto devastante, Antenucci leader. Roma? Neanche da quarto posto”

Pubblicato il autore: Luca Piedepalumbo


In esclusiva ai microfoni di SuperNews è intervenuto Daniele De Vezze. L’ex calciatore, di ruolo centrocampista, classe 1980, in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Roma, Reggiana, Genoa, Livorno, Bari e Torino. Cresciuto nel settore giovanile della Roma, ha esordito in Serie A con i giallorossi nella stagione 98/99, sotto la gestione Zeman.

Si è affermato in massima serie tra le fila del Messina prima e del Livorno poi. A seguito della retrocessione dei toscani in Serie B, nel 2008 viene acquistato a titolo definitivo dal Bari, club con il quale sottoscrive un contratto triennale, contribuendo alla promozione in Serie A. In carriera ha militato anche nel Pergocrema, Benevento e Matera, prima di appendere le scarpette al chiodo e collaborare come opinionista TV per varie emittenti sportive.

Il Bari si è reso protagonista di un ottimo avvio di campionato. Ti aspettavi un inizio così entusiasmante? I biancorossi hanno le qualità per puntare alla promozione in massima serie?

“Nessuno poteva pronosticare un inizio del genere. Che il Bari avesse un organico superiore lo scorso anno in C era sotto gli occhi di tutti, ma questo tipo di impatto con la Serie B era inimmaginabile. Si tratta comunque di un campionato molto insidioso. Ci sono tante squadre ben attrezzate: si può vincere o perdere contro qualsiasi avversario, d’altronde questo è il bello della cadetteria. Dopo nove giornate non credo sia possibile sbilanciarsi sulle chance promozione dei biancorossi. Per fare un bilancio bisogna aspettare la sosta invernale e capire come si muoverà la dirigenza sul mercato. Penso comunque che la squadra possa puntare tranquillamente ai playoff, ha tutte le carte in regola per arrivarci”.

Dopo tanta gavetta in Serie C, mister Mignani, artefice della promozione nella passata stagione, sta dimostrando grandi cose anche in cadetteria. Qual è il tuo parere sull’operato dell’allenatore ligure?

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“Lui è un uomo di equilibrio: è molto pacato e da ex calciatore e capitano sa come gestire uno spogliatoio. Non guarda in faccia a nessuno e questo è un grandissimo pregio. Tante volte calciatori importanti come Antenucci, Botta etc hanno fatto panchina anche per tre-quattro partite consecutive, questo vuol dire che sa farsi rispettare. Anche se prima nessuno gli dava fiducia, la Serie B se l’è conquistata sul campo. Sta facendo benissimo, gli auguro di continuare così”.

La coppia d’attacco composta da Antenucci e Cheddira sta sorprendendo anche in Serie B. Te lo aspettavi? Quali sono le caratteristiche che apprezzi di più di questi due calciatori?

“L’esplosione di Cheddira ha favorito questo inizio di stagione positivo del Bari. Può essere considerato come un nuovo acquisto, sicuramente è un calciatore totalmente diverso rispetto a quello visto lo scorso anno. Ha avuto un impatto devastante con la Serie B. Non voglio spegnere l’entusiasmo generale, ma credo ci sia da attendere ancora qualche settimana per capire il suo vero potenziale. Probabilmente andrà al Mondiale con il Marocco e salterà diverse partite, spero ciò non incida sul suo rendimento. Diverso il discorso relativo ad Antenucci, un giocatore che da sempre arriva in doppia cifra a fine anno. Insomma, uno dal rendimento assicurato. Atleticamente sembra un ragazzino, è una persona che si cura tanto anche fuori dal campo. Ha qualità ed è un leader e un esempio per tutti i compagni e soprattutto per quelli più giovani”.

I biancorossi si stanno affermando come squadra arcigna e compatta, ci sono altri giocatori del Bari che ti stanno sorprendendo in positivo?

“Ce ne sono tanti che mi hanno sorpreso finora. Ero scettico su Maiello, ma per il gioco che fa Mignani si è dimostrato un play perfetto. Maita ha avuto una crescita pazzesca nella sua esperienza al Bari e merita ampiamente la categoria. Folorunsho mi piace tantissimo: è una forza della natura ed ha ottimi tempi di inserimento. Bellomo, poi, è come Antenucci: un usato sicuro. Uno che ha i tempi e sa giocare a calcio. Mi piace tanto anche Ricci, ha grandi margini di miglioramento e può esprimersi a livelli ancora più alti. Poi, sta sorprendendo anche il portiere Caprile: per l’età che ha è un fenomeno. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per fare un ottimo campionato. Non a caso il Bari era primo in classifica fino a poco tempo fa”.

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L’ultima partita, contro l’Ascoli al San Nicola, ha segnato una battuta d’arresto. C’è stato un approccio sbagliato? Cosa a tuo parere non ha funzionato?

“Per come la vedo io il Bari soffre le squadre che giocano con il 3-5-2. Puoi essere la sorpresa per le prime sette o otto partite, poi gli avversari studiano il tuo modo di stare in campo e prendono le misure. Quello che i biancorossi hanno ottenuto a Cosenza o a Cagliari, magari non meritando pienamente, l’hanno perso contro i bianconeri. Era una partita da 0-0, ma è arrivata la sconfitta. Ben vengano queste sconfitte: è importante restare con i piedi per terra”.

Hai giocato due stagioni nel Bari, quali sono i ricordi più belli che ti legano alla squadra biancorossa?

“Sono stato fortunato, nei due anni a Bari abbiamo macinato record su record. Il biennio più bello forse della storia del club. Sono orgoglioso dell’esperienza in biancorosso. Il momento più emozionante? Dire la promozione in A sarebbe banale. Un momento incredibile è stato quello della vittoria del campionato a Piacenza. Quando siamo tornati a Bari si festeggiava anche San Nicola, ci aspettavano 200mila persone. Il destino ha voluto che la promozione combaciasse con la festa del patrono, tutta la città era in piazza. Sembrava avesse vinto il campionato il Real Madrid o la Roma. La piazza biancorossa è super calorosa, sicuramente da Serie A ad alti livelli e lo dimostra tutte le settimane”.

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Per quanto riguarda il campionato di Serie A, qual è la favorita per lo scudetto a tuo parere? Ti aspettavi un avvio tanto complicato per la Juve di Max Allegri? Cosa pensi della Roma di Mourinho?

“Il Napoli sta facendo cose straordinarie. Ha avuto un impatto devastante sulla Serie A e anche in Champions League. Kvaratskhelia, da perfetto sconosciuto, sta rubando la scena. Vanno fatti sicuramente i complimenti a Giuntoli e alla società per il lavoro svolto, un colpo eccezionale. Per lo scudetto dico Napoli o Milan: vanno il doppio degli altri e sono quelle che giocano meglio. Alla Juventus avevano pianificato una squadra su Pogba, Di Maria, Chiesa etc: hanno avuto anche sfortuna con gli infortuni. Nel 2023 vedremo il vero potenziale dei bianconeri. Mi aspettavo un avvio del genere: già nel precampionato si capiva che la squadra non avrebbe entusiasmato come in passato. Purtroppo la Roma credo non rientri neanche quest’anno nelle prime quattro per la qualificazione in Champions, è ancora un gradino sotto le altre”.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro? Ti piacerebbe allenare o punti ad altro?

“Attualmente collaboro con una scuola calcio importante e mi diverto commentando il Bari. Non mi dispiacerebbe rientrare nel mondo del calcio. Da allenatore non mi ci vedo, sarei contento se mi arrivasse una chiamata da collaboratore. Non mi sento ancora pronto per una panchina, ho bisogno di accumulare esperienza, di studiare e di aggiornarmi sui vari aspetti. Ecco perché preferirei un ruolo da collaboratore in questo momento”.

 

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