Ballotta a SuperNews: “È l’anno buono del Parma, ecco le squadre a cui sono rimasto affezionato. Per lo scudetto…”
La nostra intervista esclusiva a Marco Ballotta, che ci ha parlato del suo passato da portiere e attaccante. Oggi è un dirigente (ci ha raccontato l'esperienza attuale), ma è rimasto affezionato in particolare ad alcune sue ex squadre. Ci ha, poi, detto la sua su Lazio, Parma e la lotta per lo scudetto.

Nelle ultime ore abbiamo avuto il piacere di sentire, in esclusiva per SuperNews, Marco Ballotta, ex portiere di grande fama in Serie A, oggi dirigente e con un passato anche da attaccante nelle serie dilettantistiche (vissuto dopo essersi ritirato dal calcio professionistico).
In entrambe le dimensioni ha avuto una carriera parecchio longeva!
Buongiorno Ballotta, è meglio fare il portiere o l’attaccante?
(Ride, ndr). Sono due esperienze completamente diverse. Sono stato portiere per una vita, ne ero tagliato. Ma non ho scelto, è successo. Mi son divertito anche a fare l’attaccante: è un'altra posizione in campo questa che ha, infatti, un fascino particolare.
Il ruolo del portiere è più delicato, se fai un partitone e poi un solo sbaglio, si ricordano soltanto dell’errore. Viceversa, se un attaccante gioca male ma segna, la gente si ricorderà solo della rete. Restano però due ruoli simili: l’emozione della grande parata si può paragonare a quella del goal.
Oggi è presidente onorario del Terre di Castelli (società modenese che milita in Eccellenza): i playoff sono il vostro obiettivo stagionale?
Abbiamo obiettivi interessanti. Una delle nostre squadre gioca in Eccellenza, dove miriamo a fare molto bene, a lottare per il vertice. Il campo poi ci dirà dove possiamo arrivare. Ed un’altra squadra in Promozione, dove facciamo giocare tutti nostri giovani. La classifica non è per ora un granché, ma i giovani in questo modo hanno la possibilità di crescere e ne siamo tutti felici.
Parliamo di qualche sua ex squadra. È l’anno buono per rivedere il Parma promosso in Serie A e perché?
Me lo auguro, ci sono i presupposti giusti perché la squadra e più concreta e determinata rispetto a quella degli anni passati. Ha continuità e non procede con alti e bassi: non solo nei risultati (prima dava l’impressione di poter vincere o perdere contro chiunque), ma anche nel gioco.
E poi è stato fatto un mercato giusto. La proprietà americana è cresciuta ed ha imparato a conoscere il calcio italiano.
La Lazio è forte in zona Cesarini in Champions League, ma in ritardo in Campionato: le scelte di calciomercato operate in estate per il post Milinkovic-Savic ritiene che siano state giuste?
Effettivamente la Lazio ha dei problemini, le vittorie in Champions possono, però, dare la forza per crescere. Non so se il fuoriclasse serbo sia stato sostituito adeguatamente.
I biancocelesti sono in una situazione delicata: con le vittorie si possono risolvere tante cose (avrei pronosticato un avvio migliore), in caso contrario rischia di diventare un anno difficile. Il tempo per recuperare, comunque, c’è, ma la solidità della compagine biancoceleste è ancora tutta da verificare.
Ballotta, delle tante squadre in cui ha militato, quale le è rimasta più nel cuore?
Sono rimasto legato a tutte le compagini in cui ho giocato, forse un pochino di più al Bologna, team nel quale sono cresciuto. E poi, essendo emiliano, a tutte le squadre di questa zona, ma anche alla Lazio.
La lotta scudetto coinvolgerà soltanto le milanesi e il Napoli, oppure ci sarà spazio concreto per qualche outsider?
La Juventus non la vedo tagliata fuori, può competere per questo obiettivo. È un po' al di sotto delle tre che mi hai nominato, ma è sempre la Juve e non gioca le coppe. Vedremo tra un paio di mesi quanto le manifestazioni europee avranno rubato alle altre.
Davanti a tutte, comunque, c’è l’Inter, perché cambiando tantissimo in estate, è uscita comunque rafforzata dal calciomercato.