Intervista esclusiva a Francesco Cosenza: "Lecce super, una forzatura l'intervento del Var su Piccoli. Reggina? La Serie D una ferita aperta, spero di tornare"
Ai microfoni della nostra redazione è intervenuto in esclusiva il calciatore, di ruolo difensore, Francesco Cosenza, che in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Taranto, Avellino, Reggina, Lecce e Piacenza. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Francesco Cosenza. Il calciatore, di ruolo difensore, nativo di Locri, in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Taranto, Ravenna, Avellino, Reggina, Lecce e Alessandria. Terminata l'avventura al Piacenza, da quest'estate è svincolato e in attesa di una nuova avventura nel mondo del calcio. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
Dopo la sconfitta contro l'Empoli, è arrivato l'esonero di Rudi Garcia in casa Napoli. Ripartire da un nuovo allenatore potrebbe dare la scossa giusta alla squadra e all'ambiente per il prosieguo della stagione?
"Dopo l'incredibile annata della passata stagione e la guida tecnica di Luciano Spalletti, che ha dato a tutti lezioni di calcio, era prevedibile andare incontro ad una sorta di disfatta. Già dall'inizio, dai primi giorni, il ruolo di Garcia è stato messo in discussione. L'allenatore francese è sempre stato sul filo del rasoio. Purtroppo a certe condizioni l'esonero è inevitabile e paga il mister per tutti. A questo punto è giusto dare una scossa, soprattutto al gruppo squadra. Garcia è un signor allenatore, ma c'è da dire che la scintilla con i tifosi e con il club non è mai scoccata. Non ho visto un Napoli sbarazzino, con idee ben precise e solido in difesa, come ci si aspettava. Rispetto al passato è sicuramente una squadra vulnerabile. C'è tanto lavoro da fare, vedremo chi arriverà...".
Dopo la sosta ci sarà il big match tra Juventus e Inter, si tratta delle due maggiori pretendenti per lo scudetto a tuo parere?
"L'Inter è una macchina da guerra, una squadra perfetta in questo momento. Tutti sono disposti a sacrificarsi per la squadra e per i compagni, nel calcio attuale non è scontato. I nerazzurri hanno basi solide. A livello mentale non sbagliano mai l'approccio, è sicuramente la squadra da battere. Per il titolo è in corsa sicuramente anche la Juventus, che non punterà solo al quarto posto come annunciato. I bianconeri hanno una tradizione vincente e lotteranno fino alla fine. Troppo altalenanti Milan e Napoli, ma restano squadre insidiose per lo scudetto".
Anche in questa prima parte di stagione, nonostante i risultati raggiunti sul campo, Max Allegri non è stato esente da critiche. Qual è il tuo parere sull'allenatore toscano?
"Allegri è un grandissimo allenatore, viene criticato perché l'Italia è fatta così. Non propone un calcio spumeggiante, ma stiamo parlando di uno dei tecnici più importanti sulla scena internazionale. La Juventus non è quella di qualche anno fa, ma è comunque una squadra forte e compatta. Siamo il paese delle critiche, ma Allegri ha grande umiltà e va giustamente avanti per la sua strada".
Il derby di Roma ha rispecchiato il campionato finora deludente delle due squadre?
"Un derby senza grandi emozioni, è prevalsa la paura di perdere, soprattutto per le pressioni dell'ambiente. Sono mancati soprattutto gli attaccanti: Immobile non è più quello degli scorsi anni e Lukaku non attraversa uno stato di forma ideale. Entrambe le squadre si sono accontentate del pareggio. A mio parere è stata una delle partite più brutte degli ultimi anni".
Una delle tue ex squadre, il Lecce, sta facendo bene con D’Aversa in panchina, ti aspettavi un avvio di campionato del genere? Quest’anno, rispetto alla passata stagione, si può puntare a una salvezza tranquilla?
"Conosco bene l'allenatore e il progetto della società, per questo motivo mi aspettavo un avvio del genere. Tanti meriti vanno in particolare al presidente Sticchi Damiani e a al calore della tifoseria. La squadra sta confermando quanto di buono fatto vedere lo scorso anno, con l'aggiunta di calciatori interessanti come Krstovic e Almqvist. Veder giocare i salentini è davvero un piacere. La squadra non si è mai accontentata del pareggio, anche contro le big. Danno sempre l'impressione di poter fare punti contro chiunque. Il gruppo è affiatato e D'Aversa farà bene fino alla fine".
Cosa ne pensi dell'intervento del Var in occasione del gol del 3-2 siglato da Piccoli contro il Milan?
"Il Lecce poteva battere il Milan e lo ha ampiamente dimostrato. La realtà dice che il Var ha annullato un gol regolare. La tecnologia non doveva assolutamente intervenire, è stata una forzatura. Da difensore posso dire che interventi così sono la normalità in campo, difatti il diretto interessato non ha neppure protestato. A parti inverse il Var non credo che sarebbe intervenuto".
A proposito di ex, purtroppo la Reggina è ripartita dalla Serie D dopo l’ennesimo fallimento arrivato quest’estate. Quanta amarezza c’è per un epilogo del genere? Sei fiducioso per il futuro degli amaranto?
"Dopo Lillo Foti a Reggio Calabria c'è stato il nulla. La Reggina ha attirato purtroppo persone che non si sono dimostrate né professionali né all'altezza della piazza. La Serie D è una ferita aperta. Passare dai playoff con Inzaghi in panchina alla quarta serie non è stato facile. I reggini hanno il cuore forte e sono sicuro che la squadra ripartirà alla grande. I punti di svantaggio dal Trapani sono tanti, ma gli amaranto sono pronti ad un campionato di sofferenza e ci proveranno fino alla fine".
Diversi ex Reggina come Barillà e Salandria sono tornati a Reggio Calabria, c’è stata o potrebbe esserci questa possibilità anche per te?
"Sono stato chiamato dalla Reggina qualche mese fa, ma soprattutto per problemi familiari, e anche di progetto, alla fine non è andato in porto il mio ritorno. Avrei voluto tanto dare una mano in questa stagione complicata, come sta facendo Barillà che è un esempio per tutti. Ciò non significa però che non possa riavvicinarmi a casa nei prossimi mesi. Da parte mia c'è sicuramente totale apertura nei confronti della Reggina, la squadra che mi ha permesso di esordire in Serie A. Con la speranza che possa tornare ai fasti di un tempo".
Dopo l’esperienza al Piacenza, al momento sei svincolato: quali sono le tue ambizioni per il futuro?
"Al momento sono svincolato, ma mi alleno anche più di prima per farmi trovare pronto. Ormai l'età conta poco, in tanti dimostrano di poter giocare ancora ad altissimi livelli. Faccio l'esempio soprattutto del mio amico Lepore a Lecco, che a 37 anni era svincolato ed ora è protagonista in Serie B dopo una promozione dalla Serie C, e di Giroud trascinatore del Milan. Con le dovute proporzioni, penso di poter dire ancora la mia. L'obiettivo è quello di tornare in campo. Per il futuro più che allenare, mi piacerebbe ricoprire il ruolo di direttore sportivo. Sotto questo punto di vista ho già ricevuto delle offerte, anche da ds di piazze importanti. Ma al momento sono concentrato sul calcio giocato".