Intervista esclusiva a Giacomo Banchelli: "Fiorentina? Sarà dura, ma giusto giocare per la Champions. Kean farà ancora meglio. L'Empoli una delle più divertenti, strano che..."

Intervista esclusiva a Giacomo Banchelli. Cresciuto nelle Giovanili della Fiorentina, esordisce da professionista con la prima squadra gigliata nella Serie A 1989/90, all'età di 16 anni. A cavallo di due ritorni nel capoluogo toscano, disputa una stagione con le maglie di Alessandria e Udinese, per poi andare al Cagliari ma non prima di aver vinto una Coppa Italia con il club viola nel 1996. Dopo una stagione in Sardegna, ulteriori esperienze tra le file di Reggiana, Atalanta, Pistoiese, Empoli, Carrarese e Taranto.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Giacomo Banchelli. L'ex calciatore, nativo di Vinci, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulla squadra con cui ha compiuto i primi passi da professionista, la Fiorentina. Non sono mancate osservazioni interessanti sulla stagione dei club della Serie A attuale in cui ha militato (Atalanta, Cagliari, Empoli e Udinese), oltre che sulle condizioni di altre sue due ex che stanno disputando il campionato cadetto, la Carrarese e la Reggiana.

Giacomo, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.

La Fiorentina proviene da due vittorie consecutive, prima in trasferta contro la Lazio e poi in casa contro il Genoa, nell'ultima di campionato. Queste ultime gare hanno testimoniato che la squadra fosse sempre dalla parte di Raffaele Palladino, anche quando, fino a qualche settimana fa, non arrivavano buoni risultati?

Nelle prime uscite, sia in campionato che nelle gare europee, la Fiorentina ha avuto un po' di difficoltà nell'ottenere risultati migliori, per il semplice fatto che la squadra era in piena sperimentazione nell'assimilare al meglio le idee di gioco pretese da Palladino, ma credo che tutto il gruppo fosse compatto e dalla parte del proprio allenatore sin dal primo giorno. Dopo un altro periodo meno brillante, fino alla sconfitta di Monza, mi sembra che la squadra abbia trovato di nuovo una certa convinzione della propria forza. Del resto, gli ultimi risultati e la classifica parlano chiaro. Non è affatto una casualità che la Fiorentina si ritrovi nelle posizioni che più contano.

Sono giunti Folorunsho, Marí, Ndour, Zaniolo e Fagioli, mentre hanno lasciato la squadra Ikoné, Martínez Quarta, Kayode, Kouamè, Valentini, Biraghi e Sottil. Qual è il giudizio sul calciomercato di gennaio della Fiorentina?

Direi che sia stato ottimo, perché sono arrivate delle pedine fondamentali che sono funzionali al gioco di Palladino. Saranno mesi intensi in cui la squadra dovrà dividere tanti impegni tra campionato e Conference League. Avere una rosa ampia, con i ricambi giusti, è una necessità di cui una squadra come la Fiorentina non può fare a meno. Direi che le scelte fatte sono state ampiamente ponderate. Tutti i nuovi arrivi hanno resistenza e forza fisica ed è fondamentale poter disporre di un paio di calciatori per ricoprire, almeno, i ruoli principali all'interno dell'undici di base.

Presenze come quella di Folorunsho e Fagioli, due centrocampisti di gamba e di grande corsa, potrebbero risultare determinanti per il prosieguo della stagione.

Mi dispiace che Biraghi sia andato via, ma non faceva più parte degli schemi tattici di Palladino. Fa parte della carriera di un calciatore, ci sono periodi in cui si è importanti e altri in cui l'arrivo di un nuovo allenatore può cambiare le sorti. Era destino che dovesse andare così, bisogna accettarlo con una certa serenità.

Tra gli ultimi arrivi, una particolare attenzione sarà rivolta a Nicolò Zaniolo. In quale ruolo del 4-2-3-1 di Raffaele Palladino potrebbe dare del proprio meglio? Firenze può essere il posto ideale per un riscatto personale?

È un acquisto importante, ma è abbastanza lontano dallo stato di forma. Ha bisogno soltanto di giocare in maniera costante per rendere al meglio. Tanta potenza e fisicità dalla sua, qualità importanti da cui può venire fuori un calciatore ancora più completo. Saranno determinanti le motivazioni e Palladino farà di tutto per spronarlo e renderlo importante. Tutti si augurano che a Firenze possa venire fuori il migliore Zaniolo.

In chiave tattica, potrebbe essere adattato alle spalle dell'unica punta o anche da esterno destro. Dipenderà tutto dalle sue condizioni. Non va dimenticato che ha avuto diversi problemi fisici nell'annata trascorsa a Bergamo e non è riuscito a giocare tante partite da titolare.

Lui conosce molto bene Firenze, perché ha vissuto tanti anni nelle Giovanili. Può essere un vantaggio per darsi subito da fare e trovare una condizione importante il prima possibile. Si tratta di una delle piazze più grandi in cui, se s'inizia subito bene, è l'ambiente stesso a darti le motivazioni per andare ancora più forte, proprio com'è accaduto con Moise Kean. Senza dubbio, per Zaniolo è una grande occasione di rilancio.

Doppia sfida di campionato contro l'Inter in meno di una settimana. Prima il recupero dell'andata a Firenze, poi il ritorno a Milano nel posticipo serale del prossimo lunedì. Gli acquisti provenienti dal mercato di gennaio non potranno prendere parte alla gara di giovedì. Arriva l'avversario più difficile per la Fiorentina?

L'Inter è l'avversario più difficile per tutte le squadre, non soltanto per la Fiorentina, perché ritengo che sia la più forte. Anche nel derby contro il Milan si è vista una squadra che ha creato tante occasioni da rete. Non è riuscita a portare a casa i tre punti, ma avrebbe meritato di vincere. In questo periodo sta molto bene fisicamente. Riuscire a batterlo è davvero molto difficile, occorre che sia in una giornata storta o abbia alcuni calciatori fuori condizione. Per la gara di giovedì ci saranno anche molte defezioni, ma l'undici titolare avrà tanta voglia di farsi valere. Mi aspetto di vedere una Fiorentina combattiva.

Questa Fiorentina è da Champions League?

Sì, ritengo che la rosa della Fiorentina sia ottima per competere a certi livelli. Il mercato è stato condotto con criterio e sono arrivati rinforzi importanti. Considerando anche lo schieramento che adopera Palladino, occorre sperare che Moise Kean stia sempre al top della condizione, perché lui resta l'attaccante principale e non c'è un suo sostituto.

Tolte le prime tre della classifica, credo che se la possa giocare alla pari con le dirette rivali. Di certo, il girone di ritorno è ancora lunghissimo ed è come se fosse un altro campionato, perché per tutte le squadre interessate ci sono anche le gare europee che possono cambiare gli scenari. Per quel che si è visto finora, la Fiorentina ha tutto per giocarsela alla pari con la Juventus, la Lazio e il Milan. Sarà importante tenere d'occhio anche il Ranking UEFA, in quanto potrebbe essere utile anche la quinta posizione. Occorre pensare partita dopo partita.

Stephan Posch e, soprattutto, Daniel Maldini. Quanto spazio potrà trovare quest'ultimo nella formazione di Gian Piero Gasperini?

L'Atalanta ha cercato di trovare un sostituto di Zaniolo che non ha reso per quanto Gasperini si aspettasse. Incideranno anche le assenze di Scamacca e Lookman, quindi avrà il suo spazio, ma non credo che farà parte dell'undici titolare, perché l'Atalanta ha dei punti di riferimento quali De Ketelaere e Retegui che restano di primaria importanza per la fase offensiva. Per entrare nei meccanismi del gioco di Gasperini avrà bisogno di un po' di tempo, ma penso che Maldini abbia qualità e possa fare veramente bene a Bergamo. È ancora molto giovane e avrà ancora tanti margini di miglioramento.

L'Atalanta ha trovato il Club Bruges dal sorteggio per gli spareggi della Champions League. Gli ottavi di finale di questa competizione restano alla portata della squadra di Gian Piero Gasperini?

Sulla carta, l'Atalanta è più forte e dovrebbe passare il turno. Però, il calcio giocato è un'altra storia e sarà difficile prevedere in quali condizioni affronterà queste due partite. Per tutto quello che ha dimostrato finora, è una squadra che non ha da temere il Club Bruges, ma si tratta pur sempre di Champions League. In questa competizione non esistono partite facili. Il mio augurio, naturalmente, è che possa superare agevolmente questi spareggi.

Prima vittoria del 2025 contro il Venezia, grazie alla rete decisiva di Iker Bravo per il 3-2 finale che porta l'Udinese a 29 punti. La squadra friulana può dirsi definitivamente esclusa dalla posizione pericolosa della classifica?

Per ora, la classifica è piuttosto tranquilla, ma è vietato adagiarsi. Finché non ci sarà la matematica a stabilire il raggiungimento della salvezza, non c'è da stare tranquilli. L'Udinese è organizzata, piuttosto forte sul profilo atletico. C'è un girone di ritorno ancora lungo da affrontare e credo che questa squadra dovrà migliorare il rendimento in attacco, perché in diverse occasioni ha dimostrato di fare goal piuttosto a fatica.

Tra tutti gli attaccanti, Lorenzo Lucca sta facendo un gran lavoro ed è lui il riferimento in avanti. Ha una fisicità imponente, sa proteggere il pallone e fa salire spesso la squadra. Se non è in forma, resta difficile andare a realizzare sotto porta, anche se Thauvin e Sanchez stanno facendo bene la loro parte e non si discute il loro impegno. Ripeto, se la squadra riesce a proiettarsi maggiormente in avanti per cercare di più la via del goal, non avrà problemi a raggiungere il traguardo con qualche giornata d'anticipo.

Gol di Piccoli, assist di Viola e diverse parate di Caprile, ma tutto ciò non è bastato a evitare la sconfitta del Cagliari nell'ultima di campionato contro la Lazio. Cosa ne pensa della squadra allenata da Davide Nicola? L'attuale allenatore merita la piena fiducia?

Il Cagliari ha come unico traguardo la salvezza, lottando fino all'ultima di campionato. Purtroppo, resta molto difficile pensare diversamente. Resta importante sfruttare il più possibile tutte le gare casalinghe. I punti principali deve ottenerli all' "Unipol Domus", anche se a me viene naturale chiamarlo "Sant'Elia". Fare risultati in casa negli scontri in diretti è un fattore determinante, c'è poco da girarci intorno.

Cagliari è un ambiente piuttosto esigente e diversi allenatori che sono stati qui non sono riusciti a portare al termine la stagione per intero, ma credo che Nicola stia facendo benissimo, come ha sempre fatto negli ultimi anni. Va lasciato tranquillo di proseguire il proprio lavoro e merita di giocarsi, fino alla fine, questo obiettivo noto a tutto l'ambiente.

Dall'ultima gara contro la Juventus, malgrado la sconfitta per 4-1, per l'Empoli c'è qualche buona indicazione dalla quale ripartire subito in campionato? Inoltre, l'arrivo di Christian Kouamé dalla Fiorentina quanti problemi potrà risolvere?

L'Empoli ha disputato una ottima prima metà del girone di andata, poi ha iniziato a fare fatica dopo la gara di Verona in modo piuttosto preoccupante. È molto strano che questa squadra si sia ritrovata in questa condizione, perché è una di quelle che, a mio parere, gioca meglio al calcio rispetto a diverse rivali. Personalmente, vedere le partite dell'Empoli mi diverte, perché ha diversi giovani promettenti, in particolare Sebastiano Esposito, il quale sta disputando un campionato ad altissimo livello, e Saba Goglichidze che si comporta come se fosse un veterano. Nonostante questo periodo difficile e una posizione di classifica tutt'altro che tranquilla, sono sicuro che riuscirà a ottenere la salvezza, perché la vera forza di questo club è l'ambiente.

A differenza di altre piazze che lottano per non retrocedere, qui non c'è quella pressione che mette in difficoltà il lavoro della squadra. La gente di Empoli è sempre pronta ad incoraggiare la squadra e applaude anche quando le cose non vanno come dovrebbero. Poi, la società ha una grande solidità e una grande competenza, a cominciare dal suo presidente.

Il prestito di Kouamé dalla Fiorentina è stato intelligente, perché è un calciatore di una certa esperienza che potrà dare man forte in avanti. Ci sarà da lottare ancora tantissimo, ma sono fiducioso di questo Empoli.

Ampio mercato di gennaio per la Carrarese: Fiorillo, Fontanarosa, Melegoni, Milanese, Manzari e, soprattutto, Ernesto Torregrossa. Questi nuovi arrivi significano che la squadra allenata da Antonio Calabro vuole ottenere qualcosa in più di una semplice permanenza in Serie B?

La Carrarese è tornata in Serie B dopo tantissimi anni, ha fatto grandi passi in avanti anche sul profilo societario, ma credo proprio che l'obiettivo unico resti la salvezza. È un campionato difficilissimo e sembra non arrivare mai al termine. Carrara lascia molta tranquillità per lavorare al meglio. Conosco bene questa città, in quanto ho disputato due stagioni, e il ricordo di essere stato benissimo è ancora ben presente.

Torregrossa ha una certa esperienza, giocando a buoni livelli in piazze importanti, specialmente negli anni a Brescia e Pisa. A Salerno non è riuscito a rendere al meglio e sarà un motivo per ripartire con tanta voglia di riscattarsi. In attacco, di certo, farà comodo e andrà a colmare qualche lacuna di troppo nel reparto avanzato. Le ultime prestazioni della Carrarese sono state piuttosto negative e fa riflettere che al primo posto dei marcatori di questa squadra ci sia il nome di un centrocampista, cioè Nicolas Schiavi. È mancato quell'attaccante da 15 gol in su. Spero che sarà proprio Torregrossa ad avvicinarsi a quella cifra il più possibile.

Reggiana a quota 28 punti, a tre lunghezze dalle posizioni per i Playout ma a due dall'ultimo posto utile per i Playoff. Quale obiettivo si aspetta dalla squadra allenata da William Viali?

Credo che la Reggiana abbia il semplice obiettivo di restare, almeno, un'altra stagione in questo campionato. Non mi sembra che la squadra sia stata strutturata per ambire a occupare posizioni da Playoff. È vero che la classifica di Serie B è molto corta, specie nella parte centrale, ma ci sono squadre più attrezzate e con altre ambizioni. Anche quella di Reggio Emilia fu un'esperienza molto importante per me, vissuta in una città in cui stavo benissimo, per cui non posso che augurare a Viali di raggiungere il suo obiettivo il prima possibile.

La bagarre per il primo posto nel Girone B di Serie C non sembra una questione così scontata, tutt'altro. La Virtus Entella, al vertice provvisorio della classifica, resta la candidata principale per la vittoria del campionato?

È un girone emozionante, perché si sono stravolti diversi equilibri in pochissimi mesi. Il Pescara era partito alla grande con Baldini e sembrava la squadra favorita, poi c'è stata questa serie molto lunga di risultati negativi che ha cancellato tutti gli sforzi. L'Entella, passo dopo passo, è cresciuta tantissimo e ha avuto il merito di crederci sempre, come bisogna riconoscere gli sforzi della Ternana e della Torres che stanno facendo un campionato ad alti livelli. Mi auguro che il primo posto lo mantenga fino alla fine l'Entella, perché c'è un mio amico, l'allenatore Fabio Gallo, che merita di raggiungere una grande soddisfazione personale.

Giacomo, è stato gentilissimo per aver condiviso i Suoi pensieri e La ringraziamo di cuore per questa intervista. Ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente.

Grazie a Voi, il piacere è stato tutto mio.