Intervista esclusiva a Mauro Bressan: "Milan e Fiorentina, Champions ancora possibile. Thiago Motta non ha dato certezze alla Juve. Per lo scudetto dico Inter"
Intervista esclusiva a Mauro Bressan, ex centrocampista di Fiorentina, Cagliari, Venezia, Como e Genoa. Dalle ambizioni Champions del Milan alla sfida scudetto tra Inter e Napoli, passando per la lotta salvezza di Cagliari e Venezia e il progetto legato al Como di Fabregas.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Mauro Bressan. L'ex calciatore, di ruolo centrocampista, in carriera ha vestito, tra le altre, le maglie di Como, Cagliari, Fiorentina, Venezia e Genoa. Appese le scarpette al chiodo, nel 2011 ha ottenuto la qualifica di direttore sportivo e nel 2018 ha fondata la National Football Academy, un'accademia per giovani calciatori. Dalle ambizioni europee del Milan alla lotta scudetto, passando per il cammino in campionato e in Conference League della Fiorentina di Palladino e il progetto Como: ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
Il Milan può centrare ancora l'obiettivo Champions League? Allegri e Fabregas potrebbero essere i profili giusti da cui ripartire il prossimo anno?
"Mi aspettavo di più dal Milan perché è una squadra forte, composta da ottimi giocatori. Per questo finale di campionato penso che i rossoneri possano essere una mina vagante per le compagini che lottano per l'Europa. I punti da recuperare non sono tantissimi e già nelle ultime partite si è visto un atteggiamento diverso. Contro il Napoli mi aspetto una partita molto aperta, il risultato potrebbe dire tanto sulle possibilità della squadra di Conceição di raggiungere il quarto posto. Difficile fare previsioni sul nome giusto per la panchina per il prossimo anno. Allegri è un grandissimo allenatore, soprattutto sotto il profilo della gestione del gruppo, meno sul piano del gioco. Fabregas sta facendo benissimo con i giovani del Como, molti alla prima esperienza in Serie A, infondendo loro coraggio e spregiudicatezza. Allenare una grande squadra con grandi campioni però è diverso, non so se sia già pronto sotto questo punto di vista".
In casa Juventus è arrivato l'esonero di Thiago Motta, come valuti questa scelta da parte della società bianconera?
"Ovviamente non conosco le diatribe e le vicissitudini che si sono sviluppate all'interno dello spogliatoio bianconero, sicuramente è emerso che in molti non avevano instaurato un buon feeling con il nuovo tecnico. Non si è mai creato un gruppo unito e coeso. Thiago Motta è arrivato alla Juventus con la volontà di replicare sotto il profilo della gestione e della tipologia di gioco quanto fatto a Bologna, ma quella bianconera è una piazza diversa. Alla Juventus devi dare maggiori certezze, dalla scelta del capitano alla posizione dei giocatori in campo, non puoi cambiare ogni partita".
Chi la spunterà nella lotta scudetto tra Inter, Napoli e Atalanta?
"Se non ci fossero gli impegni di Coppa Italia e di Champions League, con le sfide contro Milan e Bayern Monaco, direi che la squadra più lanciata per la vittoria dello scudetto è l'Inter, anche alla luce dell'ultimo importante successo contro l'Atalanta. Ma dover disputare almeno quattro partite più degli altri non è di poco rilievo, comporta il rischio di infortuni o di un recupero psico-fisico non adeguato agli impegni stagionali. In ogni caso, sono sicuro che Napoli e Atalanta daranno filo da torcere ai nerazzurri e sbaglieranno poco da qui alla fine perché concentrate solo sul campionato".
Dove può arrivare la Fiorentina di Palladino? Può essere l'anno buono per la vittoria della Conference League?
"Finora la Fiorentina si è destreggiata tra alti e bassi, con momenti di blackout soprattutto sul piano del gioco. Nell'ultimo periodo, grazie anche all'innesto di calciatori di qualità come Fagioli, abbiamo assistito a belle partite. Anche i Viola lottano per un posto in Europa, sarà molto importante arrivare in forma nel rush finale. Difficile comunque pronosticare dove possa arrivare la squadra di Palladino. Per il quarto posto in questo momento punterei sul Bologna, ma ci sono davvero tante squadre in pochi punti. Conference League? Spero che la Fiorentina possa portare finalmente a casa la Coppa, i tifosi e la società meritano di vincere un trofeo. Dopo il turno col Celje, dagli incastri le avversarie potrebbero essere Betis Siviglia e magari Chelsea in finale, insomma sarebbero due partite davvero toste, ma i Viola possono giocarsela".
Colpani e Zaniolo hanno finora deluso le aspettative, ti aspettavi di più da questi due giocatori?
"Colpani ha avuto tante occasioni soprattutto all'inizio ed ha fatto anche discrete partite, ma non si è mai imposto. Il campo dice che in questo momento non è pronto per giocare con la Fiorentina. Ha le qualità, ma gli manca la sicurezza nel proporre le giocate giuste. Zaniolo è un giocatore fisico e tecnico, che vorrebbe spaccare il mondo. Negli ultimi anni non ha mai trovato la giusta continuità. Finora il suo apporto alla Fiorentina è stato praticamente nullo. Ha i colpi, può essere importante in futuro, ma deve ritrovare equilibrio e stabilità".
Cosa ne pensi del progetto Como? I lagunari possono puntare davvero all'Europa nella prossima stagione?
"Quello del Como è un progetto bellissimo. La società ha scovato calciatori davvero interessanti e di grossa prospettiva. Fabregas è stato bravo a dare fiducia ai giovani e la squadra sta rispondendo alla grande. Oltre Nico Paz e Diao, che stanno dimostrando grandissime cose, ci sono tanti altri profili interessanti come Da Cunha e Perrone. Se la proprietà mantiene questa linea e continua negli investimenti non vedo perché il prossimo anno il Como non possa competere per un posto in Europa. Il segreto è stato quello di fare un passo per volta, senza fare follie".
Vieira ha condotto il Genoa lontano dalla zona calda della classifica, cosa ne pensi della stagione dei rossoblù?
"Il Genoa sta facendo un po' il campionato dello scorso anno. Gilardino è stato sfortunato, vero che sono mancati i risultati ma i tanti infortuni di certo non lo hanno aiutato. Personalmente lo avrei aspettato, quando vengono a mancare 5-6 titolari è difficile per tutti. Vieira è stato bravo ad entrare in corsa e sta facendo il suo. Ha dato la sua identità alla squadra e sta facendo bene. In ogni caso penso che il Genoa si sarebbe salvato anche con Gilardino".
Il Cagliari di Nicola e il Venezia di Di Francesco sono immischiati nella lotta salvezza, chi ha più chance di mantenere la categoria?
"Il Cagliari è un gradino sopra rispetto alle dirette concorrenti per la salvezza. Davide Nicola in panchina, poi, è una certezza. Sono convinto che in queste nove partite faranno i punti necessari per salvarsi, sia in casa sia in trasferta. Sono rimasto molto legato alla piazza e ai tifosi sardi e spero sempre che i rossoblù mantengano la Serie A. L'obiettivo dev'essere innanzitutto portare a casa i tre punti contro il Monza. Il Venezia è una squadra che soprattutto nelle ultime uscite stagionali vince poco ma perde anche poco. Di Francesco è un allenatore che negli ultimi anni è stato davvero tanto sfortunato, meriterebbe una gioia in questa stagione. Al Venezia basta una vittoria per ritrovare coraggio e fiducia. La classifica è corta e la salvezza è ancora alla portata. Giocare al Penzo sarà dura per tutti".
L'obiettivo per il futuro è quello di continuare a lavorare con i giovani con la tua Academy?
"Negli ultimi tempi mi sono arrivate delle proposte, che sto valutando, per poter iniziare la carriera di direttore sportivo. Ora l'obiettivo è comunque quello di continuare a lavorare con i giovani e contribuire alla crescita di questi ragazzi, facendo la mia parte e mettendo l'esperienza maturata sul campo a disposizione".