Intervista esclusiva a Davide Baiocco: "La Juve ha fatto bene a riconfermare Tudor. Allegri non guarda molto all'estetica. E su Retegui..."
In esclusiva ai nostri microfoni ha parlato l'ex centrocampista Davide Baiocco. Tanti i temi affrontanti con l'ex Perugia: dalla scelta nerazzurra di Chivu alla conferma di Tudor in bianconero. Non sono mancati i ricordi con le sue ex squadre. Ecco le sue dichiarazioni.

Intervista esclusiva della nostra redazione all'ex centrocampista Davide Baiocco. I temi spaziano dalla riconferma di Tudor sulla panchina della Juve alla scelta del Milan su Allegri. Non sono mancate considerazioni sul passaggio di Retegui in Arabia. Ricordi anche con le maglie di Catania e Juventus. Ecco le sue dichiarazioni.
Com’è uscita l’Inter dal Mondiale per Club? Come vede Cristian Chivu?
“Sicuramente il Mondiale per Club è stato per l’Inter un'occasione per lavorare, iniziare a mettere dentro i principi dell’allenatore. Non lo conosco come tecnico, sicuramente in quel poco che ha fatto ha dimostrato qualità che hanno attirato l’attenzione del club nerazzurro. L’Inter non ti chiama se non ti segue e vede come lavori, se non gli piacciono le idee e il modo di fare calcio. Il Mondiale per Club è servito per iniziare a lavorare sul modulo e portare avanti le proprie idee. Capire cosa c’è che va e quello che c’è sotto l’aspetto delle qualità e dare suggerimenti alla società per il mercato”.
Come ha visto la Juve?
“La Juve ha fatto una buona scelta nel continuare il progetto tecnico. Oggi si tende a cambiare troppo presto non dando possibilità all’allenatore di poter esprimere il suo potenziale. Sono felice per la Juve che ha confermato Tudor, lo ritengo eccezionale. Mi piace sia come persona sia per le sue idee di calcio. Vedo una grande consapevolezza di quello che vuole fare. La società ha perseverato e secondo me porterà dei buoni risultati. Ora devono mettergli a disposizione degli elementi necessari affinché lui possa sviluppare al meglio il progetto tecnico”.
Oggi si può dire che il Milan ha fatto ancora troppo poco? Max Allegri: l’allenatore giusto per una ripartenza così?
“Ha fatto poco. L’allenatore deve capire gli elementi che ha a disposizione. Non conta chi è più bravo ma chi è più pronto. Allegri starà valutando la rosa e gli elementi che ha, deve capire quali sono gli interventi da fare per potenziare al meglio e aumentare il valore. Se Max è giusto dipende da quello che vuole la società. Come allenatore non guarda molto all’estetica ma più alla concretezza. Ha dimostrato che attraverso il suo credo si possono ottenere risultati ed è quello che cerca il Milan”.
A 26 anni lei sarebbe andato in Arabia per 20 milioni all’anno? Condivide la scelta di Retegui?
“Non sarei andato in Arabia. Sono scelte che si devono accettare e rispettare. A 26 anni non l’avrei fatta, avrei cercato altre sfide personali. Manè e Kantè hanno detto che con questi soldi stanno facendo bene al prossimo, ma tutto è opinabile. Senza voler giudicare la decisione di Retegui, ma assolutamente non mi piacciono queste scelte”.
A suo avviso, ad oggi, quale rosa in serie A è davanti alle altre? La favorita per lo scudetto?
“Le rose che hanno cambiato meno sono più avanti degli altri. Napoli su tutte, rispetto agli altri è un po’ avanti. Anche il Bologna, che ha cambiato poco credo che sia avanti. Come complesso organizzato per sviluppare i principi degli allenatori, queste due squadre sono più avanti. La favorita per lo scudetto resta il Napoli”.
Tanti anni vissuti a Catania in A. Che effetto le fa vederla in C?
“Ho vissuto tanti anni a Catania e sono stato molto bene. Hanno lasciato un segno dentro di me, mi fa impressione vederli in C conoscendo il potenziale di Catania. Ha vissuto anche momenti peggiori, ma si è sempre rialzata. Ci vuole una società che investa a 360° per arrivare nuovamente in A”.
Ha giocato in A con Juventus, Perugia, Catania, Piacenza, Reggina e Brescia, che ricordi conserva della massima serie?
“Ho giocato in A con tante squadre. E’ cambiata un po’ la massima serie. Ho dei ricordi meravigliosi: dall’aver portato in A Brescia e Catania a giocare in una delle squadre più quotate al mondo come la Juventus. Sicuramente ti segnano non solo a livello calcistico. Il livello è cambiato, così come le responsabilità di chi fa calcio. La formazione degli atleti è cambiata. Il calcio italiano può ritornare dove merita solo superando alcune problematiche, come le strutture e il coraggio di far giocare i giovani”.
Nel futuro di Baiocco cosa dobbiamo aspettarci?
“Ho reiniziato ad allenare da qualche anno. Purtroppo spesso si è legati ai risultati. Il tutto dovrebbe andare di pari passo con la formazione e lo sviluppo dell’atleta, perché il calciatore finirà ma resterà l’uomo. E’ scontato che tutti vogliano il risultato. Spero di poterlo fare in futuro. Spero di lavorare sempre di più in questo mondo che amo”.