Intervista esclusiva a Emanuele Belardi: "Yildiz il futuro della Juve, con Vlahovic sarà addio. Di Gregorio, non regge il confronto con gli ex portieri bianconeri. Napoli, Meret resta il numero uno"
Intervista esclusiva all'ex portiere Emanuele Belardi, oggi attivo nel mondo del calcio giovanile. Dagli obiettivi stagionali della Juventus al parallelismo tra Yildiz e Del Piero, passando per il dualismo tra Meret e Milinkovic Savic in casa Napoli e le speranze promozione della Reggina.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Emanuele Belardi. L'ex calciatore, di ruolo portiere, originario di Eboli, conta ben 280 presenze tra Serie A, Serie B e Serie C. In carriera ha difeso i pali, tra le altre, di Juventus, Napoli, Udinese e Catanzaro. Dalle chance scudetto della squadra di Tudor alle critiche subite da Michele Di Gregorio, passando per le ambizioni europee degli azzurri di Conte alla possibile rinascita di Zaniolo in casa Udinese. Ecco le sue dichiarazioni.
Dopo la vittoria contro l'Inter, la Juventus è a punteggio pieno: se lo aspettava? È una squadra da scudetto?
"Negli ultimi anni la Juventus non ha disputato campionati all'altezza. Questa stagione può rappresentare una sorta di ripartenza per i bianconeri. Tudor, a differenza di Thiago Motta, sa cosa vuol dire stare nel mondo Juve e credo abbia toccato le corde giuste. Positivo è stato anche l'inserimento di Giorgio Chiellini in dirigenza. Sul mercato la società si è mossa bene ed è tornato anche Bremer che a mio parere gioca un ruolo determinante in questa squadra. Lo scudetto del Napoli dello scorso anno insegna che non sempre vince la formazione più forte sulla carta, la Juventus giocherà fino alla fine le proprie carte per vincere il campionato. La vittoria contro l'Inter può dare uno stimolo importante per il prosieguo della stagione".
Che tipo di percorso europeo si aspetta dalla Juve di Tudor?
"L'anno scorso c'erano troppe aspettative su Thiago Motta, che fino a quel momento aveva fatto bene solo al Bologna. Alla Juventus ci sono pressioni diverse e il risultato è fondamentale. I bianconeri hanno una squadra molto fisica, caratteristica determinante in Champions, ma non so se in grado già di competere con i top club europei. Sicuramente mi aspetto uno step in più rispetto allo scorso anno. In ogni caso, l'obiettivo primario deve essere quello di superare la prima fase".
Lei che ha giocato con Del Piero: Yildiz può diventare, con le dovute proporzioni, un nuovo simbolo bianconero?
"Yildiz ha grandissime qualità, ma è prematuro individuare un suo autentico attaccamento alla maglia bianconera. Si tratta di un giovane talento che può solo migliorare, farà sicuramente una carriera importante, fuori dal comune. Può giocare titolare in tanti top club europei e oggigiorno rifiutare determinate offerte non è facile. Se dovesse restare alla Juventus ha tutte le carte in regola per diventare un simbolo del club. Sarebbe bello in un calcio dove le bandiere sono sempre più rare".
Adzic può prendersi la Juve già quest'anno?
"Credo che Adzic possa rappresentare il futuro di questa Juventus. In patria lo conoscono tutti, lì è considerato un fenomeno. D'altronde, non si arriva in bianconero per caso. Adzic può essere importante già quest'anno, ma è sicuramente un ottimo calciatore di prospettiva su cui lavorare seriamente".
Cosa ne pensa della situazione legata a Dusan Vlahovic?
"Quella di Vlahovic è sicuramente una situazione ingarbugliata. Fortunatamente il serbo è un grande professionista e si sta mettendo a disposizione del mister e della squadra. Credo che arriverà in scadenza e poi ognuno andrà per la sua strada, escludo che possa rinnovare il contratto con i bianconeri. Vedo che la società è tornata ai livelli di intransigenza passati, questo è un aspetto molto positivo".
Di Gregorio ha subito molte critiche dopo la vittoria contro l'Inter, è un portiere da Juventus?
"Di Gregorio è un bravo portiere, ha fatto la gavetta e negli anni è migliorato tanto. La Juventus ha puntato su di lui in un momento di grandi cambiamenti societari. Se guardiamo al passato ai vari Szczęsny, Buffon e Peruzzi è chiaro che il confronto non regge e qualcuno possa storcere il naso. Quello del portiere è un ruolo di grande responsabilità e, a differenza di altri ruoli, all'errore spesso non c'è alcun rimedio. Ma è fisiologico, chi gioca sempre prima o poi un errore lo fa".
Il Napoli resta la favorita per lo scudetto? Gli azzurri possono fare strada anche in Europa?
"Il Napoli l'anno scorso non era la favorita, ma è comunque riuscita nell'impresa di portare a casa lo scudetto. Quest'anno i partenopei si sono rinforzati tantissimo sul mercato, l'allenatore può contare praticamente su due squadre di grande livello. Credo che quest'anno il punto di forza possa essere il centrocampo, dove spiccano giocatori straordinari come Lobotka, Anguissa, McTominay e De Bruyne. Vedo un Napoli un passo avanti rispetto a tutte le altre. Gli azzurri sono altamente competitivi e possono fare benissimo anche in Champions League".
A Napoli tiene banco il dualismo tra Meret–Milinkovic Savic. È d’accordo con la gestione prospettata da Conte? Quale preferisce tra i due?
"A prescindere dalle dichiarazioni di Conte credo che la gerarchia per la porta del Napoli sia ben definita, il titolare sarà senza dubbio Meret. Ampliare la competizione tra i pali è normale in un club importante come quello partenopeo. Milinkovic Savic lo scorso anno ha fatto benissimo al Torino, le partite quest'anno sono tante e darà sicuramente il proprio contributo alla squadra. Tra i due, valutandone le caratteristiche, preferisco Alex Meret. Milinkovic Savic è stato pagato tanto e dovrà dimostrare nel tempo di essere all'altezza di una grande squadra".
L'Udinese, quarta in classifica, ha confermato Runjaić in panchina: si aspetta una salvezza tranquilla?
"L'Udinese può essere sempre una mina vagante nel campionato italiano, sia nel bene che nel male. Purtroppo non potrà contare su giocatori importanti come Sanchez e Thauvin, che hanno scelto di proseguire la carriera altrove, ma sono arrivati comunque tanti profili interessanti. I bianconeri sono sempre un'incognita, ma è rassicurante che alle spalle ci sia una società lungimirante e ben organizzata".
Zaniolo è arrivato all’Udinese l'ultimo giorno di mercato, è la piazza giusta per rilanciarsi?
"Dipende solo da lui. Credevo che lo scorso anno Zaniolo potesse fare una grande stagione a Bergamo con l'Atalanta, ma così non è stato. Le qualità le ha tutte, vedremo se riuscirà a sfruttare questa occasione per tornare a suoi livelli".
La Reggina ha vinto contro il Nissa, dopo il ko all’esordio: l’obiettivo deve essere la promozione in C?
"Dal primo anno in Serie D aspettiamo tutti il ritorno della Reggina tra i professionisti. Per una piazza del genere l'unico obiettivo deve essere quello di vincere il campionato e conquistare la promozione in Serie C. Vincere, però, non è mai facile in nessuna categoria e bisogna prestare sempre la massima attenzione, facendo leva anche sull'organizzazione societaria. L'auspicio è quello che la Reggina possa tornare quanto prima dove merita, almeno in serie cadetta".