Intervista esclusiva ad Arturo Di Napoli: "Napoli squadra da battere. Inter ancora in rodaggio, Pio Esposito mi ricorda Vieri. Palermo da Serie A, Pohjanpalo sarà capocannoniere"

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto l'ex attaccante Arturo Di Napoli. Dalle chance scudetto del Napoli di Conte alla concorrenza in attacco tra Lucca e Hojlund, passando per la gestione Esposito in casa Inter e le ambizioni promozione di Palermo e Salernitana. Ecco le sue dichiarazioni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Arturo Di Napoli. Tanti i temi trattati dall'ex attaccante, che conta più di 400 presenze tra i professionisti e che ha totalizzato complessivamente quasi 200 gol in carriera. Dalla prima fuga in vetta alla classifica del Napoli di Conte alle ambizioni stagionali dell'Inter di Chivu, passando per la capolista Palermo in Serie B e le speranze promozione del Venezia di Stroppa. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

Il Napoli ha battuto il Pisa e sembra già in fuga. Quali sono i punti di forza della squadra di Conte? Li vedi favoriti per lo scudetto?

"Anche se con qualche difficoltà, il Napoli sta marciando secondo quelle che erano le aspettative iniziali ed è partito meglio rispetto alle dirette concorrenti. Conte sta facendo un lavoro straordinario ed ha a disposizione una squadra molto forte, già collaudata lo scorso anno. Chiaro poi che con i nuovi acquisti gli azzurri si sono rinforzati in ogni reparto e hanno fatto un importante salto di qualità. Si tratta di una squadra che punta al massimo in entrambe le competizioni, sia in campionato sia in Champions League. In Serie A il Napoli è la squadra da battere, non ci sono dubbi".

Dopo l’infortunio di Lukaku sono arrivati Hojlund e Lucca, entrambi già protagonisti. Che ne pensi di loro? Chi vedi più adatto a guidare l’attacco del Napoli?

"Nella sfortuna relativa all'infortunio di Lukaku, che considero un leader dentro e fuori dal campo, il Napoli ha trovato giocatori molto forti come Lucca e Hojlund. Si tratta di attaccanti con caratteristiche diverse, ma sicuramente congeniali al gioco di Antonio Conte. Credo che soprattutto Lucca, che per connotati fisici e attributi tecnici più si avvicina a Lukaku, col tempo possa togliersi importanti soddisfazioni".

L’Inter di Chivu ha vinto col Sassuolo ma non è partita benissimo. Quali sono le tue impressioni? Che tipo di campionato ti aspetti dai nerazzurri? E in Champions possono ancora dire la loro?

"L'Inter è partita con qualche difficoltà e i giocatori forse non sono ancora entrati in perfetta sintonia con le richieste del nuovo tecnico, ma sui nerazzurri sono comunque molto fiducioso. Chivu, anche se giovane, è un allenatore preparato e l'Inter resta una squadra forte e insidiosa per tutti. Ci vorrà del tempo perché rispetto a Inzaghi ci sono stati sicuramente dei cambiamenti tattici e nel modo di approcciare alle partite. Ad oggi, nonostante i problemi, dico che l'Inter ha le qualità per vincere tutto. Sono sicuro che i nerazzurri possono dire la loro sia per lo scudetto sia in chiave Champions League".

Chivu sta puntando su Francesco Pio Esposito, soprattutto a gara in corso. Ti piace come profilo? A chi lo paragoneresti tra gli attaccanti del passato?

"Francesco Pio Esposito è un ragazzo che mi piace molto. In primis perché è italiano e poi perché è giovanissimo ed è cresciuto nel vivaio dell'Inter. Nel nostro campionato ci sono davvero troppi stranieri, spesso non migliorativi per il nostro calcio, puntare su un profilo del genere sarebbe un grande passo in avanti non solo per i nerazzurri ma per l'intero movimento calcistico italiano e per la Nazionale. Esposito ha già accumulato esperienza in B con la maglia dello Spezia, credo che inserirlo gradualmente ora sia la scelta giusta. Chi mi ricorda? Si tratta di una prima punta tecnica e forte fisicamente, mi viene da paragonarlo a Bobo Vieri".

Il Venezia è ripartito con Stroppa e qualche nuovo innesto come Adorante. Secondo te ha le carte in regola per tornare presto in Serie A?

"Il Venezia ha cambiato molto ma ha una sua identità ben precisa e sarà sicuramente protagonista in questo campionato di Serie B. Si tratta di una squadra che gioca bene a calcio e che ha dei giovani di grande talento, ma non bisogna tralasciare che quella cadetta è una competizione molto complicata, bisogna avere in primis continuità e costanza. La scelta di Stroppa in panchina è coerente con quelle che sono le ambizioni stagionali. Mi aspetto sicuramente una squadra da vertice".

In Serie B ci sono anche Empoli e Palermo, due tue ex squadre. Chi ha più chance di promozione? E Pohjanpalo può davvero puntare al titolo di capocannoniere?

"Per quanto riguarda il Palermo la scelta fatta su Pippo Inzaghi parla chiaro circa quelle che sono le ambizioni stagionali. I rosanero, che hanno una struttura societaria di tutto rispetto e che hanno fatto investimenti importanti, sono sicuramente i favoriti per vincere il campionato. Negli anni i siciliani hanno costruito sugli errori fatti e ora, anche sull'onda dell'entusiasmo che si è creato, meritano ampiamente il ritorno in Serie A. Discorso diverso, invece, per l'Empoli. I toscani puntano storicamente sul vivaio e sui giovani, non possono permettersi investimenti come quelli del Palermo. Per la squadra di Pagliuca prevedo un percorso più complicato, ma la solidità data da Fabrizio Corsi è una garanzia. Pohjanpalo? Per la categoria è un lusso. Il Palermo ha fatto un investimento importante sul suo cartellino e sull'ingaggio proposto al calciatore. Si tratta certamente di uno dei principali candidati per la vittoria della classifica cannonieri".

La Salernitana di Giuseppe Raffaele vola con 5 vittorie su 6 partite. Ti aspettavi un avvio così? Chi può essere l’uomo chiave di questa stagione?

"La Salernitana è reduce da due clamorose retrocessioni. Negli ultimi anni si è speso male e puntato su persone sbagliate nei quadri dirigenziali. Questa stagione i granata sono ripartiti ripulendo lo spogliatoio da quei giocatori che hanno contribuito al fallimento dello scorso campionato e hanno rinnovato la rosa scegliendo profili di categoria. Inglese, ad esempio, può essere un calciatore determinante per numero di gol e prestazioni e anche la difesa è stata sistemata con nomi importanti. La Salernitana è una squadra forte e giustamente la piazza si aspetta di vincere il campionato. Inoltre, è arrivato un allenatore come Giuseppe Raffaele reduce dall'ottima esperienza sulla panchina del Cerignola. Cinque vittorie su sei partite è un ruolino di marcia impeccabile. Bisogna dare onore e merito alla squadra dopo mesi di critiche e situazioni complicate. Sono contento che si stia riaccendendo quella fiamma che per Salerno è fondamentale".