Intervista esclusiva a Riccardo Allegretti: "Non sarà spettacolare, ma è un Milan che porta risultati. Mi piace la Juve di Spalletti. Il Como pensa in grande per diventare una big. Credevo che il Modena..."

Intervista esclusiva a Riccardo Allegretti. Cresciuto nelle giovanili del Milan negli anni '90, approda nella prima squadra rossonera, ma viene ceduto in prestito al Lecco in Serie C2 nel 1996. Dopo due stagioni, conosce la Serie A grazie all'Empoli, tuttavia senza esordire; un anno con la Reggiana, per vestire ancora la maglia dei toscani in cadetteria. Nel 2001 va al Como, ottenendo con i lariani una promozione in Serie A, con debutto proprio contro l'Empoli. Seguono Modena e Chievo, poi Venezia e Avellino. Tre anni alla Triestina, fino al ritorno in massima serie con il Bari nella stagione 2009/10. Ultime esperienze da professionista in Grosseto, Barletta, Monza e Benevento.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Riccardo Allegretti. L'ex calciatore, nativo di Milano, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, con un focus su alcuni club dell'attuale Serie A, tra cui il Milan e il Como. Non sono mancate osservazioni interessanti su diverse sue ex che militano nel campionato cadetto, oltre che a riguardo delle condizioni dei club che stanno conducendo le classifiche dei rispettivi gironi di Serie C.

Riccardo, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.

Nel post gara di Bologna, Massimiliano Allegri ha sostenuto che è più importante guardarsi alle spalle per stare tra le prime quattro che inseguire l'Inter. È dello stesso pensiero dell'allenatore del Milan?

Oltre a essere un allenatore che stimo molto, Allegri è anche un comunicatore eccellente. Credo che l'ambizione più grande del Milan sia quella di provare a vincere lo scudetto, ma l'obiettivo primario è riuscire a rientrare nei posti che consentono la qualificazione in Champions League. Il Milan continuerà a fare la propria corsa sulla squadra che la precede, quindi l'Inter. Manca da giocare ancora tanto e non va dimenticato che potrà proseguire senza gli impegni delle coppe, una condizione non da poco per prepararsi al meglio in campionato.

Opinioni divergenti su Massimiliano Allegri. C'è chi lo considera poco esteta, chi pratico ed efficace. Cosa ne pensa del gioco proposto da questo Milan?

Al di là delle critiche che arrivano su come fa a giocare le squadre, mi riconosco molto in Allegri. Essendo anch'io un allenatore, mi piace la sua semplicità e, in particolare, la grande abilità che ha nell'instaurare il rapporto con i suoi giocatori, riuscendo a metterli nelle condizioni di rendere al meglio. Poi, proprio perché allena una squadra così importante, l'aspetto che più conta è portare i risultati dalla propria parte.

Può anche darsi che non sia quella squadra in grado di offrire un alto livello di spettacolarità, come sta avvenendo per la Juventus e il Como, ma il Milan di questa stagione mi piace, perché in organico ci sono giocatori davvero forti che sanno miscelare bene sia la qualità che la quantità delle giocate.

Una vittoria che lui definisce di "corto muso" ha la stessa valenza di quella che finisce con una goleada, perché l'essenziale è ottenere i 3 punti. Personalmente, sono un estimatore di Allegri e resto dalla sua parte.

Di quali calciatori questo Milan non può fare proprio a meno?

Modrić rappresenta l'elemento portante della squadra, perché è quello capace di spostare gli equilibri; nonostante l'età non più tenera; anche Maignan, oltre a essere uno dei migliori portieri al mondo, ha grande personalità e dà garanzia. Ho visto dei cambiamenti notevoli anche da parte di Leão, perché nella scorsa stagione disputava partite altalenanti, mentre quest'anno è molto più coinvolto nel gioco, oltre a essere più libero sul profilo mentale. Quando si dice che c'è la mano dell'allenatore...

Per come si sta delineando l'attuale classifica, l'unica squadra che può togliere lo scudetto all'Inter è l'Inter?

L'Inter è ed è rimasta una squadra forte, specialmente perché non ha cambiato moltissimi interpreti, allenatore a parte che, tra l'altro, sta facendo benissimo. Ha dei giocatori straordinari e gioca un buon calcio, oltre ad avere tantissima esperienza alle spalle. Credo che, al di là della classifica attuale, sia avvantaggiata per la continuità che sta dimostrando. Difficile che possa fare qualche passo falso di troppo. Indubbiamente, resta la favorita per il titolo.

Riccardo Allegretti ha giocato anche due stagioni nel Como, ma erano altri tempi. Cosa darebbe per giocare nell'attuale allenato da Cesc Fàbregas?

Cosa darei per tornare a giocare, in generale (ride, ndr)! A parte gli scherzi, ricordo con estremo piacere i tempi di Como, perché lì sono stato benissimo; questa attuale è una realtà calcistica diversa rispetto alle grandi del campionato, anche se negli ultimi tempi la squadra sta iniziando ad accostarsi alle più blasonate.

Con l'avvento della nuova proprietà, il Como ha dato anche uno slancio incredibile al suo nome, perché ci sono stati degli investimenti enormi che sono diventati sinonimo di certezza, un po' come è stata l'Atalanta di Gasperini in questi ultimi anni. Quando c'è una programmazione seria e la determinazione nel raggiungere grandi obiettivi, i risultati, prima o poi, vengono sempre fuori. C'è una filosofia diversa rispetto alle grandi, probabilmente dettata dal fatto di non avere l'obbligo di vincere a tutti i costi, anche se, visti i risultati attuali, potrebbe aumentare la pressione in futuro per ottenere qualcosa di davvero prezioso.

La stagione in corso può diventare la più prolifica nella storia del Como. Un quarto posto, che vale l'Europa più prestigiosa, resta troppo pretenzioso?

No, perché il quarto posto non è tantissimo distante, anzi. Il campionato è ancora lungo, può accadere di tutto; gioca senza l'assillo di vincere a tutti i costi ed è, a differenza delle big, un grandissimo vantaggio. C'è anche da considerare la bravura di Fàbregas nell'accettare le sconfitte ed è sempre cauto nelle dichiarazioni, restando coerente con quella che è l'idea ben precisa di gioco che intende portare avanti, un fattore che, alla lunga, potrebbe regalare grandissime soddisfazioni.

Più sorpreso dalla Roma di Gian Piero Gasperini o dalla Juventus di Luciano Spalletti?

Con l'arrivo di Spalletti, la Juventus ha ritrovato quella che è la mentalità della grande squadra, allenata soltanto per vincere il più possibile. Anche sul profilo tattico, si stanno vedendo cose molto buone, usa un fraseggio sempre corto e un continuo movimento del pallone, senza mai cercare la giocata forzata. La squadra è dalla sua parte, lo si vede già negli allenamenti che vengono svolti con il sorriso e con una certa voglia di scherzare. Anche lui mi sta piacendo molto, perché ha creato subito il gruppo e si sta vedendo una bella Juventus in campo.

La Roma sta facendo bene, ma credo che il percorso di Gasperini richieda molto più tempo; è un allenatore che non scopro di certo io, ha fatto benissimo ovunque, a parte la parentesi all'Inter in cui non ha avuto nemmeno il tempo di sedersi in panchina. Sì è insediato in una realtà difficile come quella di Roma e sta avendo già belle soddisfazioni, perciò credo che, già del prossimo anno, vorrà vedere la sua squadra ambire a campionati di livello ancora più alto.

Venezia, Frosinone, Monza e Palermo sono racchiuse in 6 punti. La bagarre per la promozione diretta in Serie A riguarda soltanto queste prime quattro?

Il campionato di Serie B è lungo e complicato per tutte le squadre, lo si vede dal continuo stravolgimento della classifica; sono tantissime le partite da giocare, con i turni infrasettimanali che possono alterare certi equilibri. Queste quattro sono le destinate a giocarsi la promozione in A, anche se credevo e speravo che il Modena potesse davvero continuare come stava facendo prima delle vacanze natalizie; sinceramente, credevo potesse lottare per vincere il campionato, anche se resta in piena lotta per cercare di avvicinarsi a questo gruppo delle prime. Venezia e Monza, per la rosa che hanno, ritengo siano un gradino più complete rispetto a Frosinone e Palermo.

Che effetto fa vedere il Bari penultimo in classifica?

Mi dispiace moltissimo e fa soltanto male vedere la squadra in questa difficoltà, perché Bari è una piazza stupenda che ho avuto la fortuna di vivere; la tifoseria è tanto calorosa quanto esigente, per cui si avvertono molto i malumori e le contestazioni quando le cose non vanno bene; ci sono stati diversi cambi di allenatore che, purtroppo, hanno destabilizzato ulteriormente la squadra, oltre a un clima per nulla tranquillo attorno alla squadra.

I 20 punti parlano da sé, ma bisogna essere ugualmente determinati a venirne fuori, anche perché la classifica è molto corta. L'obiettivo salvezza è ampiamente alla portata e va raggiunto a tutti i costi. C'è ancora tanto tempo per cambiare le sorti e mi auguro che per il Bari possano cambiare soltanto in meglio, naturalmente.

Con l'arrivo di Lorenzo Insigne, il Pescara può davvero ottenere la permanenza in Serie B?

È sempre bello vedere giocatori di grande livello, specialmente in Serie B; Insigne, seppur non più giovanissimo, è un valore aggiunto, come lo è anche Brugman, ma credo che da soli si possa fare ben poco; personalmente, seguo con attenzione il Pescara da quando è arrivato Giorgio Gorgone, perché siamo molto amici e abbiamo giocato insieme; gioca anche un buon calcio e alcune partite non meritava di perderle. Malgrado la classifica, sono sicuro che i nuovi arrivi potranno dare coraggio anche a tutta la squadra ed è un dovere provarci di partita in partita, perché i punti a disposizione sono ancora tantissimi.

Se il primo posto nel Girone A sembra già scritto, nei restanti due della Serie C quante possibilità ci sono per Arezzo e Benevento?

Il Vicenza attende soltanto l'aritmetica per andare in Serie B, ha un vantaggio talmente grande che si fa davvero fatica a immaginare come possa sciuparlo. L'Arezzo sta andando forte, aiutata anche da alcuni passi falsi del Ravenna che si è staccato di un po'; il vantaggio è buono, ma non rassicurante, e ci sarà ancora tanto da lottare; direi che il primo posto è più che meritato e spero che questo possa essere l'anno giusto per la promozione. Sono felice di vedere il Benevento al primo posto, anche perché ho ricordi bellissimi di questa città e sono rimasto molto legato al presidente Vigorito, di cui ho grandissima stima; il margine di punti dal Catania e dalla Salernitana, altre due squadre attrezzate per la promozione, è davvero esiguo e sarà battaglia fino all'ultima giornata. Naturalmente, non posso che fare il tifo per il Benevento.