Intervista esclusiva a Marco Ballotta: "Lazio sorprendente, Gattuso può riportarla in Europa. Parma, l'addio di Cuesta è un fulmine a ciel sereno. Inter, Martinez non è ancora una certezza"

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Marco Ballotta. L’ex portiere ha analizzato i principali temi dell’attualità calcistica italiana. Dalla lotta scudetto agli obiettivi europei della Lazio di Gattuso, passando per l'arrivo di Gilardino sulla panchina del Parma e il sogno Serie A del Modena. Ecco le sue dichiarazioni ai nostri microfoni.

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In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Marco Ballotta. L'ex portiere in carriera ha vestito, tra Serie A e B, le maglie di Lazio, Inter, Parma, Modena, Bologna e Cesena. Dal primato in classifica della squadra di Chivu al sorprendente inizio di campionato della Lazio, passando per l'addio di Carlos Cuesta in casa Parma e l'avvicendamento in panchina tra Tedesco e Palladino al Bologna. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

L’Inter di Chivu è partita forte ed è in testa alla classifica: è ancora la favorita per lo scudetto? E quali possono essere le principali rivali dei nerazzurri?

"L'Inter ha già dimostrato di essere la squadra più forte del campionato. Ha saputo sempre reagire alla grande allo svantaggio iniziale, un segnale di forza importante, anche contro grandi squadre come Roma e Napoli. Rispetto allo scorso anno i nerazzurri si sono rinforzati tanto sul mercato, migliorando la rosa in tutti i reparti. Anche se siamo solo all'inizio, al momento le dirette concorrenti per il tricolore sembrerebbero essere Roma e Como. Ma la squadra di Chivu è comunque un gradino sopra. Tra le pretendenti allo scudetto metterei pure la Juventus, anche se tra quelle citate è sicuramente la meno attrezzata".

La squadra ha però subito diversi gol nelle ultime partite: è un aspetto che Chivu deve correggere? E come giudichi la scelta di promuovere Josep Martinez come titolare dopo l’addio di Sommer?

"L'Inter deve assolutamente ritrovare equilibrio. In passato ha sempre dimostrato di avere una difesa coriacea, deve tornare su quei livelli. Credo sia principalmente un problema di concentrazione. Sono già diverse partite che partono con un atteggiamento sbagliato, troppo morbido. Ora riescono a ribaltare la situazione, ma non sarà sempre così. Chivu deve lavorare su questo aspetto. Martinez? Si criticava tanto Sommer, ma è evidente che l'Inter abbia perso esperienza tra i pali. Martinez è un buon prospetto, ma non ha ancora dimostrato di essere capace di salvare il risultato, un aspetto fondamentale per un portiere. L'importante è che Chivu e i compagni continuino sempre ad avere fiducia in lui. Al momento lo vedo un po' acerbo, ma ha ampi margini di miglioramento".

La Lazio di Gattuso è partita molto bene, nonostante lo scetticismo iniziale: può puntare al ritorno in Europa e a una posizione importante in classifica?

"Mi aspettavo una Lazio più sottotono prima dell'inizio del campionato. Nonostante le difficoltà, sono arrivati acquisti davvero impensabili e molto interessanti come Frattesi e Gudmundsson. Dopo le prime uscite la squadra ha acquisito entusiasmo e sicurezza, d'altronde vincere aiuta a vincere. Al netto della situazione societaria e di quella legata ai tifosi che disertano lo stadio, i biancocelesti in questo momento stanno facendo una piccola impresa. Ovviamente è ancora presto per tirare le somme, ma questi sono punti importanti che possono far girare il campionato in modo diverso, proiettando magari la Lazio nuovamente in zona Europa".

Gattuso ha rinunciato all’ipotesi Icardi, puntando su Pinamonti e Gudmundsson: è stata la scelta giusta? E come valuti il rendimento di Mandas, ormai tra i portieri più interessanti del campionato?

"Penso che Gattuso abbia preferito preservare uno spogliatoio unito e coeso. C'era il rischio che Icardi potesse arrivare con motivazioni diverse rispetto a quelle del gruppo. In questa Lazio si vede la tenacia e lo spirito trasmesso dall'allenatore, l'argentino poteva rappresentare una sorta di nota stonata, anche se come attaccante non si discute. Mandas? A inizio stagione era un grande punto interrogativo. A gennaio era andato via per giocare, non era scontato che tornasse con la mentalità giusta. Finora ha disputate ottime partite, risultando spesso determinante".

A Parma è saltata la panchina di Carlos Cuesta e sarà Alberto Gilardino a sostituirlo: come giudichi questa scelta?

"L'addio di Cuesta è un fulmine a ciel sereno. Sabato scorso l'ho incontrato a un evento legato al Parma Legends, c'era anche Nevio Scala che gli dava consigli, niente faceva presagire a un suo addio. Nessuno immaginava una mossa del genere, soprattutto dopo una vittoria. Una situazione strana a questo punto del campionato. Ormai nel calcio non c'è più la pazienza di aspettare. La scelta di Gilardino è sicuramente frutto di una valutazione rapida ma ponderata. Fortunatamente c'è la sosta a disposizione per poter valutare i giocatori e dare una prima impostazione di gioco alla squadra".

Con 4 punti nelle prime 5 partite, il Parma ha una rosa che può garantirsi la salvezza anche quest’anno?

"Questo Parma deve lottare con le unghie e con i denti per difendere la categoria. L'obiettivo non può che essere quello della salvezza. L'anno scorso è stato fatto un mezzo miracolo, quest'anno probabilmente ci vuole anche qualcosina in più. Le cessioni di Suzuki, Circati e Pellegrino hanno indebolito la squadra, ci sarà da sudare per mantenere la categoria".

Anche il Bologna ha cambiato allenatore, con Palladino al posto di Tedesco. Quali obiettivi può porsi il Bologna? È possibile ripetere il percorso europeo di qualche anno fa?

"Gli obiettivi te li poni anche a seconda delle partenze. Partendo in salita si fa fatica a ragionare e diventa tutto più complicato. Questo per il Bologna penso che sarà un anno di transizione, con Palladino poi si potrà programmare al meglio il futuro, visto il contratto lungo che ha siglato. Non mi aspetto ambizioni particolari, ma un campionato da metà classifica. Con calma poi si potrà puntare magari ad un ritorno in Europa come successo con Italiano, anche perché negli ultimi anni l'asticella si è inevitabilmente alzata, anche tra i tifosi. Non è un dramma, Saputo saprà riportare il Bologna in alto".

Il Modena di Galloppa è partito con grandi ambizioni: può essere la sorpresa della Serie B e inserirsi nella lotta per la promozione?

"Ormai il Modena non è più una sorpresa, è già da qualche anno che sta facendo bene in serie cadetta e quest'anno mi aspetto la definitiva consacrazione. C'è una dirigenza italiana seria e di grande livello, che ha saputo lavorare benissimo anche sul fronte del nuovo centro sportivo. Le basi per un futuro importante sono state già messe. Questa può essere l'annata giusta per puntare alla Serie A. Calciatori come Belotti poi portano alla piazza ancora maggiore entusiasmo ed esperienza".

È iniziato il nuovo ciclo di Mancini sulla panchina della Nazionale: può essere l’uomo giusto per rilanciare il calcio italiano dopo le difficoltà degli ultimi anni?

"Roberto Mancini è il nome giusto per rilanciare la Nazionale italiana perché lavora benissimo con i giovani. Non abbiamo più giocatori di altissimo livello, si deve puntare gioco forza sulle nuove leve. Sta provando e valutando diversi profili, per quelli che sono ad oggi gli obiettivi penso che sia la persona giusta per il nostro calcio. Ripongo grande fiducia nel futuro dell'Italia".