Cristiano Ronaldo, il Puskas del terzo millennio sta riscrivendo la storia del Real Madrid

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Foto originale Getty Images © selezionata da SuperNews


Cristiano Ronaldo
, l’alieno in maglia bianca. Ha aspettato 568 gol per segnare nel modo più spettacolare possibile. L’applauso di tutto l’Allianz Stadium lo ha colpito, lui che in campo sembra una specie di cyborg del gol. Forse ce ne renderemo conto tra qualche anno, ma Cristiano Ronaldo e il Real Madrid stanno riscrivendo la storia del calcio contemporaneo. Così come fece quella straordinaria squadra che a metà degli anni ’50 vinse la Coppa dei Campioni per 5 volte di fila. Tre di queste portarono la firma di Ferenc Puskas, che poi ne vinse un’altra nel 1966. Il formidabile cannoniere ungherese, poi naturalizzato spagnolo, rivive nelle gesta del fenomeno paranormale di Madeira. 25 gol nelle ultime 14 partite giocate testimoniano meglio di qualsiasi altra cosa il momento di forma del Pallone d’Oro. Cristiano Ronaldo è il leader di una squadra straordinaria. Florentino Perez ha messo su un’orchestra impareggiabile, coordinata al meglio dal direttore d’orchestra con gli occhi di ghiaccio.

Basti pensare che Zidane è imbattuto in Champions League. Da quando c’è lui il Real ha sempre passato il turno e ha vinto le ultime due edizioni della Coppa dalle grandi orecchie. Il madridismo elevato all’ennesima potenza dalla fame di Cristiano Ronaldo. Non gli bastano le quattro Champions League vinte in carriera, i cinque Palloni d’Oro e l’Europeo vinto con  il suo Portogallo. La concorrenze con Leo Messi lo stimola a cercare sempre nuovi traguardi e record. Stiamo rivivendo gli anni d’oro del Grande Real, ma forse ce ne accorgeremo solo tra un po’ di tempo. Intanto possiamo spellarci le mani per Cristiano Ronaldo, il cannibale del gol.

Cristiano Ronaldo, il ciclone Real cancella la Juventus di Allegri

Quando si prende gol dopo tre minuti contro il Real Madrid tutto diventa ancora più difficile. La Juventus vista ieri sera non ha fatto una brutta partita. I bianconeri sono rimasti in partita fino al secondo gol di Cristiano Ronaldo, peraltro azione viziata da un’incomprensione tra Chiellini e Buffon. Il nervosismo ha tradito Dybala, il resto è stato uno show blanco. Si è sentita, e molto, la mancanza di Benatia e Pjanic. In difesa Barzagli ha faticato ad arginare Ronaldo e Benzema. A centrocampo Bentancur ha fatto intravedere le sue qualità, ma l’uruguaiano è ancora acerbo per un certo tipo di partite. Alla Juventus è mancata un po’ di qualità in attacco, dove Higuain è apparso troppo solo. Forse si sarebbe potuto tentare la carta Cuadrado un po’ prima, ma senza garanzia di successo. La verità è che in questo momento il Real Madrid è la squadra più forte del mondo. Per batterlo bisogna essere più che perfetti, cosa non riuscita alla Juventus fin dal calcio d’inizio.

Allegri è apparso piuttosto sereno a fine partita. Il tecnico bianconero in cuor suo forse sa che in questa stagione ci sono tre-quattro squadre più forti della Juventus e arrivare in finale per due anni di fila è impresa non da poco. Ora i bianconeri dovranno riordinare le idee per lo sprint finale in campionato. Domenica prossima c’è il Benevento e servirà vincere per tenere a distanza il Napoli. Lo scontro diretto con gli azzurri si avvicina e il Real deve essere spostato via dalla mente dei giocatori della Juventus. Settimana prossima ci sarà il ritorno al Bernabeu, poi fortunatamente Cristiano Ronaldo lo si potrà incrociare solo la prossima stagione. Per fortuna.

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